<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825</id><updated>2011-12-29T16:38:18.188+01:00</updated><category term='politica'/><category term='politica sardegna'/><title type='text'>cagliari mon amour</title><subtitle type='html'>chi si ribella gode...
             emozioni e opinioni a confronto,                      su Cagliari e dintorni</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>158</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3142250476249384272</id><published>2010-05-16T16:20:00.002+02:00</published><updated>2010-05-16T16:52:52.777+02:00</updated><title type='text'>Le due destre e i nostri desideri</title><content type='html'>&lt;div xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml"&gt;&lt;img src="http://www.uomoplanetario.org/wordpress/wp-content/uploads/2010/03/destra-sinistra.jpg" style="max-width: 800px; width: 296px; height: 202px; float: left; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-right: 10px;" /&gt;La destra italiana è divisa. Da una parte quella che rappresenta il “peggior spirito di Romagna”, buttatasi in politica per gestire direttamente affari leciti e meno leciti, rappresentante e parte di quella Italia dell’egoismo fiscale e dell’evasione legalizzata. forse persino garante dei poteri mafiosi; dall’altra la destra di chi ha capito che rischia parecchio a stare ancora troppo attaccata a questi loschi figuri. E’ una divisione che nel PDL è sempre esistita – tanto che Berlusconi non riesce a governare nonostante la netta maggioranza parlamentare -, ma che da qualche tempo è uscita allo scoperto, quasi ad anticipare le inchieste giudiziarie che stanno travolgendo molti personaggi illustri.&lt;a name='more'&gt;&lt;/a&gt;&lt;span id="more-3924"&gt;&lt;/span&gt; &lt;p&gt;Ma non bisogna equivocare su ciò. La divisione della destra è seria e reale, si deve sicuramente sperare in Gianfranco Fini, ma si deve anche essere consapevoli che la sua vittoria non è il trionfo del socialismo. Fini è una persona con cui si può discutere, con cui si può concordare su alcuni temi, ma è sempre uomo di destra. La società &lt;em&gt;giusta&lt;/em&gt; non è quella in cui solamente trionfa la legalità borghese, tutti pagano equamente le tasse, la famiglia è il centro del mondo e si rispetta l’unità nazionale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’altra sera passavo davanti al Caesar’s Hotel di Cagliari e ho visto una sfilata di auto sportive, di personaggi altolocati in doppiopetto e capelli al vento, di politici/imprenditori con abiti il cui costo è la metà del mio reddito annuale, tutti lì pomposi e sorridenti, a raccontarsi &lt;em&gt;chissà che. P&lt;/em&gt;enso dovesse esserci una specie di Convention di un candidato della destra alla presidenza della provincia, e mi piacerebbe sapere se quella destra cagliaritana sta con l’arroganza degli “appaltatori” o con Fini.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Comunque, tutta quella eleganza mi ha ricordato che il lavoro più complesso dei politici è quello di recitare, di strutturare e inventarsi bei discorsi che hanno come ultimo obiettivo quello di di nascondere la realtà, di offuscarla ai nostri occhi. Loro stanno lì per escogitare il modo sempre migliore per tutelare le differenze di classe e il potere dei capitalisti (cioè dei loro mandanti). Stanno lì per “celare” costantemente il fatto che le ricchezze in mano ai pochi sono tolte a tutti gli altri (lavoratori, precari, disoccupati, terzo mondo). Si arrabattano per non farci capire che viviamo in una società ingiusta in cui alcuni (e non sto parlando di loro, dei politici, contro gli stipendi dei quali non faccio demagogia spicciola) sfruttano &lt;em&gt;legalmente&lt;/em&gt; il lavoro dei molti per arricchirsi.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il desiderio più grande del centrosinistra pare sia oggi diventato l’equità fiscale, che è sicuramente un grande e positivo obiettivo, ma che non è la realizzazione della società giusta, e neppure di quella immaginata dalla nostra pur bellissima e modernissima Costituzione: diritto al lavoro, alla casa, alla salute, alla partecipazione, al sapere e alla conoscenza (per inciso, la Costituzione è sotto attacco proprio perché stabilisce questi diritti per tutti).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Possibile che non ci sia più nessuno, a parte Vendola, che voglia sobbarcarsi l’onere di obiettivi più stimolanti e ambiti da noi lavoratori?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Non è che, di fronte alle due destre, abbiamo un centrosinistra che ha gli stessi obiettivi di Fini, quasi a sancire il trionfo del &lt;em&gt;pensiero unico&lt;/em&gt; dominante? E’ ora di svegliarsi, gente.&lt;/p&gt;&lt;span id="more-3924"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="zemanta-pixie"&gt;&lt;img src="http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=371a9b2e-978c-85d3-92e0-9e424fd5e1e1" alt="" class="zemanta-pixie-img" /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3142250476249384272?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3142250476249384272/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3142250476249384272' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3142250476249384272'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3142250476249384272'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/05/le-due-destre-e-i-nostri-desideri.html' title='Le due destre e i nostri desideri'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-166761900516535564</id><published>2010-05-16T00:33:00.001+02:00</published><updated>2010-05-16T00:33:46.319+02:00</updated><title type='text'>Platone dimezzato</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img src='http://www.tanogabo.it/mitologia/images/Dei/Caravaggio_Eros.jpg' style='max-width: 800px; width: 338px; height: 462px; float: right; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;'/&gt;Magari Calvino si è basato sul Simposio di Platone, per creare Medardo (il buono e il cattivo, e ogni riferimento a Sergio Leone è puramente casuale). &lt;p&gt;Il filosofo scrive:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;“Un giorno Zeus, volendo castigare l’uomo senza distruggerlo, lo tagliò in due. Da allora ciascuno di noi è il simbolo di un uomo, la metà che cerca l’altra metà, il simbolo corrispondente. [...] In seguito, per curare l’antica ferita, Zeus, dopo averla inflitta, inviò Amore, fra gli dèi l’amico degli uomini, il medico, colui che riconduce all’antica condizione. Cercando di far uno ciò che è due, Amore cerca di medicare l’umana natura.”&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Quindi la condizione della nostra esistenza è la scissione che si ricompone attraverso l’amore. L’amore che unisce e che insieme alla parola restituisce il senso della nostra esistenza.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Cioè soffriamo perchè esistiamo, e abbiamo solo bisogno di relazioni di qualità e di tempo per ascoltarci, se vogliamo superare questo status.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Offuscare la sofferenza con droghe o farmaci serve forse a farci rientrare nei ranghi e nella norma che altri hanno stabilito per noi, ma non a renderci più felici, o più umani. E i medici della mente e del corpo dovrebbero curare più la società e meno i soci.  Amen.&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=bd986962-42d9-819e-81d4-f22da2393040' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-166761900516535564?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/166761900516535564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=166761900516535564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/166761900516535564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/166761900516535564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/05/platone-dimezzato.html' title='Platone dimezzato'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-5490349657151261231</id><published>2010-05-16T00:23:00.001+02:00</published><updated>2010-05-16T00:23:56.404+02:00</updated><title type='text'>Ho visto Nina volare</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img src='http://www.interplay.it/Fabrizio%20Bosso.jpg' style='max-width: 800px; width: 407px; height: 318px; float: right; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;'/&gt;Perchè le persone vanno ai concerti? Perchè stanno lì, ferme, ad ascoltare qualcosa che non ha niente a che fare con la vita concreta del villaggio? La musica a teatro non fa ballare, non condisce feste, cerimonie, nè accompagna altri momenti importanti della vita della comunità.  E allora? &lt;p&gt;Allora boh. Cosa volete che ne sappia? Cosa volete che scriva? Da quando la nostra società si è dedicata alla &lt;em&gt;omologazione&lt;/em&gt; e ha sventrato le vite dei cittadini per riempirle di concetti e stili adatti alla bisogna, la gente va ai concerti per:&lt;span id='more-3883'/&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;a) sentirsi parte del mondo omologato, appunto&lt;/p&gt; &lt;p&gt;b) fuggire l’angoscia che questo gli crea.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma per fortuna la musica riesce anche a dare:&lt;/p&gt; &lt;p&gt;1) l’esperienza unica del diverso scorrere del tempo&lt;/p&gt; &lt;p&gt;2) l’opportunità di raggiungere un godimento estetico meno banale del solito.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Chi vuole suggerire qualcosa di &lt;em&gt;altro&lt;/em&gt; e di di &lt;em&gt;diverso&lt;/em&gt;, lo dica ora o taccia per sempre.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Bene. Stefano Di Battista al sax soprano (bis eseguito con sax tenore), Fabrizio Bosso alla tromba con e senza sordina, Roberto Tarenzi al pianoforte, Dario Rosciglione al contrabbasso e Marcello Di Leonardo alla batteria, hanno omaggiato Fabrizio De Andrè al Teatro Massimo di Cagliari. I cinque jazzmen hanno ripreso alcuni brani del cantautore ligure, li hanno arrangiati in chiave “european-jazz” con tanto, tanto buon swing, ci hanno quasi improvvisato sopra con un telaio ben strutturato  e delicato (per non offendere le orecchie poco educate dell’ascoltatore medio) e hanno rapito la platea (ma anche la loggia) su un tappeto volante i cui motori soffici e assolutamente avvolgenti erano quelli azionati dal trio ritmico (batteria, pianoforte e contrabbasso).&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il jazz è stato ed è anche questo: incontrare musiche non jazz e rielaborarle. In Italia l’hanno fatto in tantissimi, a partire da Gianni Basso e Franco Cerri e la tradizione continua con questo Stefano di Battista che più che virtuoso dello strumento è un raffinato arrangiatore.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Momento centrale del concerto, la magia della tecnica di mix che ha permesso al quintetto jazz di accompagnare la voce di De Andrè nel brano “Ho visto Nina volare”.  Struggente pezzo sui primi amori di Fabrizio e sulla disobbedienza al padre, con sopra l’ottimo intreccio dei cinque.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Dunque, ha svolto il suo compito, questo concerto? Ha esaudito i desideri dei paganti?&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Direi di sì. La musica ha rinnovato il suo impegno di essere astrazione pura e, in quanto tale, capace di cancellare i rapporti col tempo dimostrandone la relatività, come Albert Einstein.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Il mio piede è stato in costante ritmico movimento per 90 minuti, a testimonianza e prova che si è trattato di un concerto jazz in cui il swing l’ha fatta da padrone. I ritmi hanno spaziato tra quattro e cinque quarti; le cadenze armoniche rielaborate per nascondere e poi esaltare le linee melodiche di De Andrè, anch’esse abbastanza camuffate (perfetto, a mio avviso, Don Raffaè); i fraseggi di Bosso e Di Battista, complessi, ricchi, tecnicamente puliti, arzigogolati da capogiro, con escursioni ampie, anche se Bosso non ha mai toccato note altissime.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;L’unico appunto: il pianoforte troppo sacrificato. Non so se per scelta o per errore del tecnico del suono che non ha ben regolato il volume dell’audio, ma gli “assolo”  di Tarenzi, bellissimi, sono rimasti nell’ombra. Peccato, avrei dato nove.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Voto al concerto: 8&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=213455a0-92d5-8cb6-8808-cb8f78ed3c6b' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-5490349657151261231?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/5490349657151261231/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=5490349657151261231' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5490349657151261231'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5490349657151261231'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/05/ho-visto-nina-volare.html' title='Ho visto Nina volare'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3501000999291552404</id><published>2010-05-01T22:33:00.003+02:00</published><updated>2010-05-01T22:33:08.300+02:00</updated><title type='text'>Basilicata, coast to coast</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3501000999291552404?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3501000999291552404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3501000999291552404' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3501000999291552404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3501000999291552404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/05/basilicata-coast-to-coast_01.html' title='Basilicata, coast to coast'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-4882249295764001802</id><published>2010-05-01T22:33:00.001+02:00</published><updated>2010-05-01T22:33:03.177+02:00</updated><title type='text'>Basilicata, coast to coast</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img src='http://www.cinematografo.it/cinematografo_new/allegati/15127/basilicata_coast_to_coast.jpg' style='max-width: 800px; float: right; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;'/&gt;Alla fine del film (sì perchè &lt;em&gt;Basilicata coast to coast&lt;/em&gt; è un film, scritto, diretto e interpretato da Rocco Papaleo)  lo spettatore ritorna alla domanda iniziale del protagonista: ma esiste la Basilicata? E dove era fino ad ora? Perchè non me ne sono mai accorto? &lt;p&gt;Insomma, tra inquadrature ricercate e fotografia “nebbiosa”, paesaggi naturali mozzafiato e scorci di paesi arroccati tra le nuvole, il film è un grande e gradevole spot sulla Basilicata e le sue bellezze (bellissime bellezze), ma anche la storia delicata di un cammino (dal Tirreno allo Ionio, a piedi) di un gruppo di musicisti alla ricerca di se stessi e di un senso da dare alla propria vita,ognuno smarrito in una vicenda passata.&lt;span id='more-3782'/&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Direi un film hippy (quanti di noi hanno fatto o sognato un “pellegrinaggio” laico in tenda e sacco a pelo tra boschi e paesini medievali, con amici e chitarre al seguito) che rende implicitamente omaggio a Luis Bunuel e Sergio Leone e, esplicitamente, a Carlo Levi e alla “sua” Gagliano (Aliano). Come in Levi, è la gente di Basilicata, il suo volto e la sua sospensione in un tempo senza tempo ad essere il valore aggiunto del film, se non il suo oggetto/soggetto principale.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Ma è anche un film con una grande sorpresa, per me, cioè Rocco Papaleo. Lo conoscevo solo come attore comico, lo scopro scrittore sensibile e attento, nonchè regista “colto” e “raffinato”, con il gusto per la citazione e l’omaggio, senza velleità strabordanti e pretenziose, eppure con un gusto originale ben definito. E poi i soliti Alessandro Gassman e Giovanna Mezzogiorno, che aggiungono al film un tocco di sapiente profondità interpretativa.&lt;/p&gt; &lt;p&gt;Basilicata coast to coast, voto: 7&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=0be8a92e-92d3-8f71-8a7d-a48bb7db0979' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-4882249295764001802?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/4882249295764001802/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=4882249295764001802' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/4882249295764001802'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/4882249295764001802'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/05/basilicata-coast-to-coast.html' title='Basilicata, coast to coast'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-6950378989637752680</id><published>2010-03-09T19:58:00.001+01:00</published><updated>2010-03-09T19:58:55.952+01:00</updated><title type='text'>Bella, il sindaco di Cagliari legge i giornali ...</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Ore 18,15 Consiglio comunale, il sindaco Floris esterna il suo pensiero sulle pale eoliche. L'aula pende dalle sue labbra.&lt;img alt='' src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/03/moz-screenshot.jpg' style='float: right; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;'/&gt;&lt;br/&gt;Lui è contrario alle pale nel Golfo degli Angeli (sospiro di sollievo da entrambe le bancate, a sinistra e a destra) e ha letto sui giornali che anche altri primi cittadini delle città che si affacciano sullo stesso mare sono contrari. L'ha letto sui giornali? Pensavamo ci fosse già un coordinamento, un tavolo di raccordo (magari con due ricci sopra)...&lt;br/&gt;Poi Floris ammette di non essere documentato sui possibili danni a poseidonia, spiaggia sommersa e spiaggia emersa. E che aspetta? Un altro ripascimento? Ma gli astanti, tranne Cugusi, fanno finta di non cogliere.&lt;br/&gt;Però fa tenerezza, il sindaco. Ama il paesaggio di Cagliari e lo dice candidamente. Si vede e si sente che è cagliaritano. Ama  le radici (medicamentose) della nostra città e dei suoi abitanti, ama il paesaggio storico, culturale, marino e logico (paesaggio logico?). Sì, logico, perchè è grazie alla logica che tornano alla mente il Poetto (e il ripascimento), Tuvixeddu e le tombe puniche (con l'assiro Cualbu), lo "storico" Sant'Elia (da buttare giù per Cellino), tunnel carpiali in via Roma e mica per togliere auto ma autobus... Insomma la summa è: meglio Zirone di Gigi Riva. Come è possibile che un uomo che ha fatto tutto questo sia ora nemico acerrimo delle torri eoliche? Dov'è la logica?&lt;br/&gt;Eccola la logica: diporto e vela. Le pale disturbano le regate veliche e tutto ciò che intorno a loro ruota (le pale, appunto).&lt;br/&gt;Suvvia sindaco, un po' di coerenza. Ci sta bene la sua posizione controvento, ma stia più attento alle tantissime altre vertenze ambientali e ambientaliste che coinvolgono città e cittadini.&lt;br/&gt;Grazie&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span style='font-weight: bold; font-style: italic;'&gt;cagliarimonamour  &lt;/span&gt; &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=eef00bfb-7480-8be1-8612-3179506e78a5' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-6950378989637752680?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/6950378989637752680/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=6950378989637752680' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/6950378989637752680'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/6950378989637752680'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/03/bella-il-sindaco-di-cagliari-legge-i.html' title='Bella, il sindaco di Cagliari legge i giornali ...'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-1852938773062205710</id><published>2010-02-23T11:36:00.001+01:00</published><updated>2010-02-23T11:36:31.465+01:00</updated><title type='text'>Giuliano Ferrara suona la ritirata?</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;div align='right'&gt;&lt;div align='justify'&gt;&lt;span&gt;&lt;img src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/02/elefantini2.jpg' style='max-width: 800px; float: right; margin-top: 10px; margin-bottom: 10px; margin-left: 10px;'/&gt;«Una corte è una corte, e i cortigiani sono vil razza dannata, lo si sa dal melodramma. Ma dietro il fumo divisivo, l'avvelenamento dell'aria, la guerra di tutti contro tutti, c'è sempre un difetto di conduzione che risale al principe. Berlusconi non va in parlamento da quando presentò alle camere il governo, e sono quasi due anni. Non fa un discorso impegnativo da mesi e mesi. Non tiene ferma la barra e non la fissa con chiarezza su una rotta di iniziative e di riforme discernibile, che sia il segno esterno chiaro del significato del suo comando, della sua leadership». Non è un giornale di quelli che il premier definisce «disfattisti» a stilare questi giudizi ma «il Foglio», per la penna dell'Elefantino Giuliano Ferrara, preoccupato del rischio di una ingloriosa decadenza della leadership del cavaliere. Dunque ci si può credere, la fine dell'era berlusconiana sta entrando nell'ordine di idee dei collaboratori più prossimi del premier, non solo nei desiderata degli avversari più lontani. Quanto però a intuire, di questa fine, le modalità possibili, o a delineare gli scenari del dopo, qui l'immaginazione politica difetta, a destra e a manca. E a destra e a manca azzarda più la previsione di un'erosione interna che quella di una spallata esterna: una corte è una corte, e in linea con la regressione dell'Italia da democrazia costituzionale a monarchia assoluta sarà utile rispolverare le reminescenze shakespeariane sul marcio, il verminaio, la decomposizione che implacabilmente maturano sotto l'apparente splendore delle corti, attaccando prima prima o poi il corpo del re e il corpo del popolo nella loro unità mistica e nella loro identificazione speculare.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;/div&gt;&lt;span/&gt;&lt;/div&gt;&lt;span&gt; Anche la saggistica d'opposizione la pensa così. A immaginare la fine dell'era berlusconiana si spingono due libri recenti, «Berlusconi passato alla storia. L'Italia nell'era della democrazia autoritaria» di Antonio Gibelli, appena uscito da Donzelli, e «La bolla. La pericolosa fine del sogno berluisconiano» di Curzio Maltese (Feltrinelli). Tutti e due, con maggiori cautele il primo e con maggior sicurezza il secondo, leggono i segni e i segnali del tramonto seminati dai cosiddetti «scandali» dell'ultimo anno (Maltese: «La favola nera di Silvio Berlusconi è finita con la regina che grida al re nudo»), tutti e due lo immaginano venato delle stesse tinte fosche che hanno caratterizzato l'alba e il mezzogiorno del berlusconismo, tutti e due lo affidano più a una consunzione o autoimplosione interna che a una riscossa della sinistra. Per Gibelli, «quel che si può intravedere è una maggiore scollamento della maggioranza», e «quel che si può prevedere è il declino biologico del leader», inesorabile contrappasso rispetto all'investimento da lui compito sulla propria persona e la sua vitalità: «esattamente come accadde nel caso di Mussolini, quando i segni del suo declino corporeo furono interpretati come indizi del suo tramonto politico». E come nel caso di Mussolini, «è assai probabile che gli italiani diventino in maggioranza antiberlusconiani non prima ma dopo che il leader sarà tramontato». Prospettiva deprimente, che non solo riporta a galla il carattere nazionale del conformismo, ma dice quanto profonda sia l'impronta dell'egemonia berlusconiana sul ventennio, e quanto complicato sia disfarsene: «Chi si illude che tutto si risolverà con la fine di Berlusconi, magari accelerata dagli scandali, commette - scrive Maltese - lo stesso errore di chi alla fine della prima Repubblica si illudeva che bastasse mandare in galera o a Hammamet qualche leader corrotto. Dimostra di non capire quanto e come ha agito il berlusconismo nella società. Non è stato il fascismo, ma ha svuotato la democrazia, nei palazzi delle istituzioni come nelle teste dei cittadini. Non è stato facile arrivare a tanto e non sarà semplice uscirne». Maltese ricorda del resto, e fa bene, quanta incredulità suscitasse nel '93-'94, fra i politici e i commentatori di sinistra, l'ipotesi della scesa in campo prima, e poi della vittoria di Berlusconi; e quando scrive che ancora oggi, per quanto possa sembrare assurdo, «Berlusconi resta un oggetto misterioso per i leader della sinistra», mette il dito sulla piaga di un'opposizione che per vent'anni, oscillando fra demonizzazione e compromesso, non ha mai saputo prendere la misura giusta del fenomeno e la mira giusta del contrattacco.&lt;br/&gt;Vent'anni però, per quanto si possano contrarre nella memoria di noi che li abbiamo vissuti e patiti quotidianamente, dal punto di vista dell'analisi storica sono un tempo sufficiente a delineare un'epoca. Vent'anni durò il fascismo, dodici il nazismo, e in molti meno si sono decisi processi storici di pari entità. Dunque, non solo dal punto di vista politico ma anche dal punto di vista storiografico, il berlusconismo, scrive Gibelli, «è venuto il momento di prenderlo sul serio»: non meno dell'«età giolittiana», l'«Italia berlusconiana» appare ormai compiutamente definita da un insieme compatto di coordinate riconoscibili.&lt;br/&gt;Quali? Galoppando fra la genesi (negli anni 80 di Craxi), l'esordio (il dopo-Tangentopoli), il successo, gli alleati (Lega e cattolicesimo tradizionalista in primo luogo), Gibelli le riassume in modo essenziale, con il linguaggio e la sintesi di una lezione di storia rivolta a chi verrà, o a chi nell'Italia berlusconiana è nato e cresciuto e non ne ricorda o non ne immagina un'altra. Personalizzazione e spettacolarizzazione della politica, ridimensionamento del ruolo dei partiti tradizionali a vantaggio di movimenti a leadership carismatica, affermazione di tendenze antipolitiche «più durature e tenaci» di quelle affiorate in precedenza nella storia nazionale, primato della televisione nella formazione del costume e dell'opinione pubblica: qui sta la fenomenologia di quello che può a buon diritto definirsi «la manifestazione per ora più compiuta della politica post moderna» nell'Occidente democratico. Un - triste - primato in cui l'Italia torna a rivelarsi il laboratorio sintomatico di una tendenza più ampia, occidentale appunto, alla de-formazione della democrazia liberale costituzionale. Deformazione che passa sotanzialmente per l'abbattimento della divisione dei poteri, il loro accentramento in una persona sola, il ritorno di una sovranità assoluta, cioè affrancata dal controllo dei contropoteri, la magistratura in primo luogo. E' quello che sappiamo dalla cronaca. L'occhio dello storico è d'aiuto però su un punto cruciale, sul quale l'occhio dei politici e degli osservatori invece indigia e oscilla da anni: la congruità del termine «regime» per definire il berlusconismo, la legittimità del paragone con il fascismo, l'autoritarismo, il totalitarismo. Con precisione, scrive Gibelli che se è «improprio parlare di una dittatura in senso classico, è insostenibile la tesi che ci si muova nella normalità democratica»: trattandosi ormai piuttosto di una «democrazia illiberale». E ancora: «L'uso di termini come autoritarismo e totalitarismo viene spesso boillato come manifestazione di un allarmismo ingiustificato e controproducente. Quando non è frutto di conformismo, questo atteggiamento discende da un equivoco. E' chiaro che i due termini possono essere applicati solo a patto di mettere l'accento sulle forti differenze di significato rispetto ai loro usi classici. Autoritarismo non può significare in questo caso uso prevalente della forza repressiva dello Stato». Ma nel discorso politico berlusconiano «è possibile cogliere una vocazione in senso lato totalitaria»: ad esempio nella fobia per il contraddittorio, o nella sostituzione del «popolo - il tutto - al partito - la parte. Così come, se è evidente che «Berlusconi non è né Hitler né Mussolini», comuni ai tre sono elementi inquetanti di uso del carisma, dell'immagine, della fascinazione personale. Quanto basta per tentare di uscire dal ventennio prima che imploda da sé.&lt;/span&gt; &lt;h5&gt;&lt;span&gt;POLITICA O QUASI&lt;/span&gt;&lt;/h5&gt; &lt;h2&gt;&lt;span&gt; &lt;/span&gt;&lt;span&gt;Berlusconi, storicamente parlando&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;Ida Dominijanni&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;il manifesto 23/2/10&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;b&gt;&lt;i&gt;&lt;span&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=77979445-a12d-8158-b75c-bdc4c3c0f322' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-1852938773062205710?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/1852938773062205710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=1852938773062205710' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1852938773062205710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1852938773062205710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/02/giuliano-ferrara-suona-la-ritirata.html' title='Giuliano Ferrara suona la ritirata?'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-1834590846258402421</id><published>2010-02-19T11:06:00.001+01:00</published><updated>2010-02-19T11:06:39.781+01:00</updated><title type='text'>L'ITALIA IN VAL DI SUSA</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;span class='testo'&gt;Quanto è accaduto in Val di Susa nella notte tra mercoledì e giovedì è terribilmente significativo dell'Italia di oggi.&lt;/span&gt;&lt;img alt='' src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/02/moz-screenshot7.jpg' style='float: none;'/&gt;&lt;span class='testo'&gt; &lt;br/&gt;Per certi versi tragicamente esemplare. Mentre il paese intero sprofondava nel fango per lo scandalo della Protezione civile, esattamente nel momento in cui a Roma i giudici della Corte dei Conti denunciavano la crescita esponenziale della corruzione, lo Stato si scatenava, con una violenza del tutto sproporzionata e ingiustificata, contro una popolazione che - tra i pochi - tenta di contrastare la logica dell'affarismo e la devastazione del territorio. Comandava la piazza - guarda chi si rivede - lo stesso alto funzionario per il quale i PM titolari dell'inchiesta genovese sul «macello» della scuola Diaz avevano chiesto la condanna a un anno e mezzo di reclusione con l'accusa di aver tentato, come il suo capo De Gennaro, di occultare le responsabilità. E che con De Gennaro era stato assolto, con una sentenza che sollevò scandalo.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span class='testo'/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div align='justify'&gt;&lt;span class='testo'&gt;Non stupisce che anche questa volta le testimonianze parlino di un accanimento particolare nei pestaggi, con scene simili a quelle di Genova 2001: l'uso feroce dei manganelli, la gente a terra malmenata da grappoli di agenti inferociti, la caccia all'uomo anche quando gli assembramenti erano sciolti, complice l'oscurità e l'assenza di giornalisti. Risultato: un giovane in gravissime condizioni per un trauma cranico con emorragia, una donna di Villarfocchiardo con fratture plurime al volto e alle costole e sospette lesioni interne, decine di feriti curati dai medici in valle per timore dell'arresto in ospedale. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span class='testo'&gt;Il tutto per realizzare un'impresa inutile, futile se non truffaldina come ben sa chiunque si sia occupato da vicino della cosa: un carotaggio dal puro significato simbolico, in un terreno geologicamente già ben conosciuto e analizzato, fatto con l'unico scopo di mostrare burocraticamente a Bruxelles che qui si «fa qualcosa» e raccattare con un espediente i fondi europei stanziati. Un dispendio di denaro pubblico per intercettare flussi finanziari da redistribuire nella rete delle imprese e dei professionisti coinvolti in attività prive di utilità reale. &lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span class='testo'&gt;C'erano, dunque, in un «punto solo» - nello spazio sintetico di un episodio - un po' tutti gli ingredienti della crisi italiana. Di questo lungo, strisciante 8 settembre della repubblica, senza Alleati e senza partigiani, in cui tutto sembra «andare giù» nel fragore del gossip e nell'impotenza delle azioni. C'era l'arroganza cieca di un potere logoro ma ancora capace di far male. C'era il ritorno arrogante, preponente, del nostro passato prossimo non risolto né emendato: la vergogna cruenta di quel G8 genovese, incrociata e sovrapposta alla vergogna sordida del mancato G8 sardo, l'uno all'insegna delle torture (impunite) della Diaz e di Bolzaneto, l'altro delle escort del Centro massaggi romano... C'era, infine - a far da capro espiatorio e a testimoniare un residuo di dignità - la solitudine politica di un pezzo di «popolo» che comunque resiste alla logica che ci ha portati fin qui. E non accetta la riduzione della propria comunità a merce da svendere e mettere a profitto.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span class='testo'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;span class='testo'&gt;&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class='youtube-video'&gt;&lt;object height='355' width='425'&gt;&lt;param value='http://www.youtube.com/v/B6ysgfZtPWs&amp;amp;feature=youtube_gdata' name='movie'&gt; &lt;/param&gt;&lt;param value='transparent' name='wmode'&gt; &lt;/param&gt;&lt;embed height='355' width='425' wmode='transparent' type='application/x-shockwave-flash' src='http://www.youtube.com/v/B6ysgfZtPWs&amp;amp;feature=youtube_gdata'&gt; &lt;/embed&gt;    &lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br/&gt;&lt;span class='testo'&gt;&lt;i&gt;&lt;b&gt;Marco Revelli&lt;br/&gt;&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;il manifesto 19/2/10&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;NO TAV Notte del 18-02-2010. Il Blocco della valle di Susa&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=65a248cb-8e1f-89c1-bb89-a6a95d712551' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-1834590846258402421?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/1834590846258402421/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=1834590846258402421' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1834590846258402421'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1834590846258402421'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/02/l-in-val-di-susa.html' title='L&amp;#39;ITALIA IN VAL DI SUSA'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-1184223889741188556</id><published>2010-02-18T11:30:00.001+01:00</published><updated>2010-02-18T11:30:41.367+01:00</updated><title type='text'>Fonsarda, Tuvixeddu</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img height='688' width='440' alt='' src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/02/moz-screenshot6.jpg'/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;Venerdì 19 febbraio, al T-Hotel di Cagliari (ore 17,30), Franco Melis presenta il suo ultimo libro: "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Quei giorni a Fonsarda&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;". &lt;br/&gt;Si tratta di una raccolta di "storie" che hanno come sfondo comune, incombente e pregnante, la lotta degli abitanti di un quartiere di Cagliari che si svolse alcuni decenni fa contro la costruzione di alcuni palazzoni, a scapito e danno di orti e mandorleti. Fu a mio avviso la prima battaglia che affrontava i temi del diritto dei cittadini a partecipare alla discussione e alle decisioni politiche che li riguardavano. Una sorta di bilancio partecipativo alla &lt;i&gt;Porto Alegre&lt;/i&gt;; una specie di lotta&lt;i&gt; no-global&lt;/i&gt; antesignana, che mirava a tutelare soprattutto la qualità dell'ambiente e delle relazioni tra le persone, che difendevano i "luoghi" degli incontri, delle chiacchierate, insomma della socialità del quartiere. &lt;br/&gt;Da quelle battaglie - che si intrecciavano con le lotte studentesche e operaie degli anni '70 - nacque e si irrobustì una generazione di "sognatori concreti", li chiamo io, che imparò a mettere lingua su ciò che non ritenevano giusto, e di denunciare, spesso inascoltati, il malaffare e le commistioni insane all'interno dei palazzi della politica cittadina.&lt;br/&gt;La lotta degli abitanti di Fonsarda, così si chiama il quartiere "incriminato", torna in auge quarant'anni dopo nel momento in cui, a Cagliari, si svolge un'altra simile battaglia contro i palazzoni: quella di &lt;b&gt;Tuvixeddu&lt;/b&gt;.&lt;br/&gt;I temi sono gli stessi, con in più la memoria storica di un'intera città da difendere, con il suo paesaggio e il suo passato. La necropoli punica più grande e importante del Mediterraneo rischia di essere "valorizzata" alla solita maniera della lobby del mattone: ti faccio il parco a mie spese, però intorno mi costruisco 28 unità immobiliari, per 14.630 metri cubi di costruzioni. &lt;br/&gt;Gli amministratori locali, dando l'impressione di essere avvezzi a tutelare e favorire i privati piuttosto che l'interesse pubblico, usano la seguente tecnica: non si occupano minimamente di valorizzare gli spazi pubblici, che anzi lasciano in condizioni di abbandono evidente, e poi plaudono all'intervento del privato grazie al quale quello spazio pubblico ritorna, in parte, fruibile. Tutti felici e contenti. Punici, cagliaritani e costruttori.&lt;br/&gt;Intorno a Tuvixeddu si sta svolgendo uno scontro a colpi di carte da bollo e di interventi parlamentari che, a gamba tesa, vorrebbero favorire gli interessi privati, attraverso un provvedimento che toglierebbe la competenza sui nullaosta paesaggistici alle sovrintendenze, in barba al Codice Urbani, per restituirla a comuni e regioni. &lt;br/&gt;La differenza tra Fonsarda e Tuvixeddu mi pare però essere proprio sulla quantità e qualità del coinvolgimento popolare, degli abitanti del quartiere, dei movimenti e dell'intera comunità cagliaritana. &lt;br/&gt;Dove siete, cari lottatori di Fonsarda? &lt;br/&gt;Per capirne un po' di più, e per ritrovarli, domani pomeriggio vado a sentire Franco Melis nella presentazione del suo "&lt;i&gt;&lt;b&gt;Quei giorni a Fonsarda", venti storie inventate, forse tutte vere.&lt;/b&gt;&lt;/i&gt;&lt;br/&gt;   &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=2e2b7414-49f1-8502-bbcf-0472a1d4c31b' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-1184223889741188556?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/1184223889741188556/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=1184223889741188556' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1184223889741188556'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1184223889741188556'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/02/fonsarda-tuvixeddu.html' title='Fonsarda, Tuvixeddu'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3795590907457663564</id><published>2010-02-17T15:12:00.001+01:00</published><updated>2010-02-17T15:12:11.279+01:00</updated><title type='text'>«Ma il G8 a La Maddalena era giusto»</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img alt='' src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/02/moz-screenshot5.jpg'/&gt;&lt;font face='monospace'&gt;&lt;em&gt;&lt;br/&gt;Intervista a Stefano Boeri, l’architetto che progettò il nuovo Arsenale de La Maddalena&lt;/em&gt;&lt;/font&gt; &lt;p&gt;&lt;font face='monospace'&gt;&lt;span&gt;&lt;strong&gt;Stefano Boeri, lei è l’architetto a cui la protezione civile e la Regione Sardegna hanno affidato la progettazione del nuovo Arsenale in vista del G8 poi spostato a L’Aquila. Le era mai venuto un dubbio su quello che accadeva attorno a lei? &lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;La vicenda è iniziata come una sfida bellissima. Si trattava di usare un grande evento come il G8 non solo per adattare spazi abbandonati, ma per rimettere a posto un territorio inquinato, all’interno di un posto meraviglioso come l’Arcipelago di La Maddalena. Di più: si voleva usare questa ristrutturazione per lanciare un nuovo modello di sviluppo economico e sociale per quel territorio, dalle servitù militari al turismo sostenibile legato alla vela, all’artigianato nautico. Questa era la sfida lanciata nel dicembre 2007 da Renato Soru, condivisa con Prodi e Bertolaso. Quando mi è stato chiesto di partecipare, ho accettato con entusiasmo.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Ora che ha letto le intercettazioni?&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Vivo da una parte una rabbia fortissima, perché queste ipotesi di corruzione rischiano di oscurare un anno di lavoro appassionato e onesto di decine di giovani tecnici, architetti e anche operatori della protezione civile. E dall’altro la soddisfazione di vedere che almeno le opere che abbiamo seguito sono pronte e saranno tra breve tempo usate. Insomma, la gran parte dei soldi impiegati non sono andati nelle tasche sbagliate.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Ha avuto mai qualche sospetto? Che alla velocità fosse immolata la trasparenza?&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Se avessi avuto una prova di quanto si legge oggi sui giornali, sarei andato dai magistrati. Del resto, le intercettazioni fanno capire che tutto si è svolto con accordi che non erano visibili a noi che passavamo le giornate a disegnare e poi sul cantiere a verificare i disegni. Sinceramente, non sospettavo nulla del genere.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Ha avuto modo di conoscere Bertolaso, Balducci e De Santis?&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Certo. De Santis è stato con noi per un periodo brevissimo. Balducci, l’ho conosciuto come soggetto attuatore delle opere e poi come presidente del Consiglio superiore dei lavori pubblici. Bertolaso l’ho incontrato molte volte, era una figura trainante di tutta l’operazione.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;La procura scrive che c’è stato lo sventramento dell’isola.&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;In tutta serenità posso dire che è stato un lavoro di straordinario recupero ambientale e paesaggistico. Abbiamo progettato il recupero di 150mila metri quadri di banchine inquinate da idrocarburi e amianto, ristrutturato tre grandi edifici abbandonati e abbiamo costruito meno di quanto abbiamo demolito, stando sempre sotto i dieci metri di altezza, rispettando i criteri del piano paesaggistico della Sardegna voluto da Soru. Permettemi anche di dire che le strutture sono bellissime, un esempio di rispetto dell’ambiente. I lavori erano stati chiusi in tempo per il G8.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Immagini filmate recentemente mostrano una struttura abbandonata. Che rischia di diventare l’ennesima cattedrale nel deserto. &lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Sono immagini capziose, che fanno vedere una scrostatura di cinque metri di intonaco dovuta a scarsa manutenzione di un unico soffitto. Non faccio il capocantiere, ma assicuro che gli edifici sono oggi integri, è normalissimo che ci siano problemi di manutenzione in una zona di mare. Ora c’è un gestore che sta preparando gli edifici per la prossima Vuitton Cup di maggio. Da lì partirà la stagione turistica. Per quel che riguarda l’Arsenale, la parte che abbiamo seguito come progettisti, mi pare che le cose possano partire bene. Del resto, nel caso si fosse tenuto il G8 era previsto che il gestore cominciasse a lavorare dopo un anno di messa a punto degli edifici.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Non è una struttura sovradimensionata per la Vuitton Cup?&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;No. Ci saranno dieci equipaggi, e almeno 500 persone tutti i giorni a lavorare. Questo evento avrà un ruolo trainante per il nuovo polo nautico.&lt;br/&gt;&lt;strong&gt;Cosa pensa della legge sulla protezione civile spa?&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;Bisogna ragionare sul perché si ricorre all’emergenza in casi che emergenze non sono. Anche se il G8 per la Maddalena era un’urgenza.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;em&gt;Sara Menafra&lt;/em&gt;&lt;/font&gt; &lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=92efd3ba-3df1-8280-8abd-de67389627dc' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3795590907457663564?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3795590907457663564/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3795590907457663564' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3795590907457663564'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3795590907457663564'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/02/ma-il-g8-la-maddalena-era-giusto.html' title='«Ma il G8 a La Maddalena era giusto»'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3519449685431985559</id><published>2010-02-16T19:43:00.001+01:00</published><updated>2010-02-16T19:43:07.701+01:00</updated><title type='text'>Il massaggio del Tg1</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img alt='' src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/02/moz-screenshot4.jpg'/&gt;&lt;span class='testo'&gt;&lt;br/&gt;Lungo spot promozionale sulle meraviglie del famoso Salaria Sport Village. Black-out, invece, sull'indignazione degli aquilani. È la mistura un po' indecente servita agli italiani dal &lt;strong&gt;Tg1 &lt;/strong&gt;di Augusto Minzolini, alle otto di domenica sera. Il più seguito telegiornale nazionale non ha voluto mostrare le immagini, diffuse dagli altri tg, dei terremotati arrampicati sulle macerie con la rabbia scritta sui cartelli («io non rido»). Qualche flash, ma solo a notte fonda. Oscurare il luogo del dolore, cancellare dallo schermo l'indignazione provocata dalle frasi degli imprenditori intercettati. E scegliere di illuminare il luogo del benessere, accompagnando il pubblico in un rassicurante e confortevole tour nel paradiso del relax. Per dimostrare l'innocenza di Bertolaso, proprio quando le ultime intercettazioni alzano il velo su favori e favorite al servizio del grande capo.&lt;br/&gt;Le «problematiche alla cervicale» del sottosegretario Guido Bertolaso, tessera di platino del centro benessere Salaria Village, hanno trovato accurata ospitalità nel Tg1 della sera (domenica, edizione delle 20). L'inviata di Minzolini, tra cyclette e vasche idromassaggio, ha intervistato le addette al relax, con voce fuori campo impegnata a spiegare come «una volta al mese» il capo della protezione civile si sottoponesse, «in una cabina dalla porta scorrevole, senza chiavi», alle cure del corpo stressato.  Sappiamo tutto di Francesca, delle sue referenziate qualità professionali, e nulla sulle telefonate tra i manager dei Grandi Eventi per abbigliare adeguatamente le brasiliane, o per ripulire il luogo degli incontri. Meglio evitare i dettagli scomodi e servire, alla grande platea della tv, l'appello finale di un dipendente, giustamente preoccupato di «mantenere i posti di lavoro». Uno spot non avrebbe potuto fare meglio.&lt;br/&gt;Quanto al resto dell'inchiesta sulle ruberie degli «attuatori» dei Grandi Eventi, quasi niente, a parte le ragioni degli avvocati difensori degli indagati. Persino il gran ciambellano, Gianni Letta, si è dovuto accontentare di una fugace citazione (neppure un viva voce) sul che fare della società SpA della protezione civile, al centro dello scontro di potere interno alla maggioranza di centrodestra.&lt;br/&gt;Ma peggio di tutti è andata alla gente dell'Aquila, molto arrabbiata con quei manager messi di buonumore dalla tragedia del terremoto. I sette milioni di telespettatori del Tg1 non hanno visto il cancello del centro storico dell'Aquila aprirsi sotto la spinta dei terremotati, non hanno visto la polizia schierata che prova a impedire lo sfondamento delle transenne, per poi lasciar passare le persone. Se ne sono andati a letto ignoranti e abbuffati di «fiori e frappe» dedicati ai cuori di S.Valentino e ai carri del carnevale.&lt;br/&gt;Quando si parla, spesso a sproposito, di par condicio, assistiamo alla mobilitazione generale degli opposti schieramenti. Toccare i politici, mettere in discussione i talk-show di sicuro infiamma il dibattito sulla libertà di informazione. Se invece l'informazione la manipoli ogni giorno, ci fai l'abitudine e magari nessuno se ne accorge.&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;span class='firma'&gt;Norma Rangeri&lt;br/&gt;il manifesto&lt;br/&gt;16/2/10&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;       &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=0255130e-fb99-820f-a641-5cb97b4e911e' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3519449685431985559?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3519449685431985559/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3519449685431985559' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3519449685431985559'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3519449685431985559'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/02/il-massaggio-del-tg1.html' title='Il massaggio del Tg1'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-2824930752929919847</id><published>2010-02-13T17:43:00.001+01:00</published><updated>2010-02-13T17:43:41.928+01:00</updated><title type='text'>Contro di me scelte di guerra</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img alt='' src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/02/moz-screenshot3.jpg'/&gt;&lt;br/&gt;&lt;span&gt;Nella sua storia l’umanità è stata spesso testimone di intrighi usati dalle potenze dominanti come strumento per la conservazione del potere. Si potrebbero citare numerosi esempi, dai Sumeri all’impero romano. Sono premesse storiche lontane, ma spiegano bene le congiure delle quali il popolo kurdo spesso è stato vittima. Credo che la congiura internazionale che il 15 febbraio 1999 terminò col mio rapimento e deportazione in Turchia, sia uno degli eventi più importanti nella tradizione di intrighi delle potenze domina&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span/&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;nti&lt;br/&gt;&lt;span&gt; La mia odissea attraverso l’Europa iniziò il 9 ottobre 1998 con la partenza dalla Siria. Mi condusse ad Atene, in Russia ed in Italia. Da lì fui costretto a tornare in Russia e poi nuovamente in Grecia. Il tutto terminò col mio rapimento dal Kenya. Parlo di una congiura internazionale, poiché l’intero processo al quale prese parte una coalizione di potenze di quattro continenti, oltre ad intrighi politici ed interessi economici, conteneva anche un complesso mix di tradimento, violenza e inganno.&lt;br/&gt;Nonostante siano passati 11 anni, credo che questa congiura internazionale rivolta, attraverso la mia persona, contro il popolo kurdo possa suscitare interesse ancora oggi. Comprenderne le cause e le conseguenze può contribuire a far luce sulla situazione politica attuale. Non ci sono dubbi sull’obiettivo primario degli attori principali, gli Usa, vale a dire l’eliminazione del nostro movimento di liberazione. Gli Stati Uniti, con il loro progetto di Grande Medio Oriente, volevano accendere la fiamma del nazionalismo e creare nuovi piccoli stati nazionali per mantenere il controllo del Medio Oriente nei decenni a venire. Un tale progetto non lascia naturalmente alcuno spazio ai movimenti di liberazione. Esiste quindi un collegamento diretto tra il loro progetto di un Grande Medio Oriente e la mia estradizione in Turchia. Gli avvenimenti che si sono succeduti dal 2003 confermano la mia affermazione. Il fatto che noi rappresentiamo una terza, vera alternativa, rispetto ad un equilibrio fondato esclusivamente sulla scelta tra potenze dominanti internazionali e forze reazionarie regionali, ci ha resi bersaglio di attacchi ideologici e politici.&lt;br/&gt;Oltre a questo fine principale, la congiura internazionale perseguiva altri due obiettivi. Da un lato, con la mia morte o la mia reazione all’estradizione, ci si aspettava un’etnicizzazione del conflitto, vale a dire una guerra tra turchi e kurdi. Quello a cui oggi assistiamo in Iraq era stato allora pianificato per la Turchia. L’indebolimento della Turchia a tutti i livelli – sia politico che economico – l’avrebbe completamente legata agli Usa. Il mio comportamento accorto ed il mio intervento per una soluzione pacifica sventarono invece questo piano. Si evitò «l’irachizzazione» della Turchia. Ho lottato con tutte le mie forze per una soluzione pacifica. L’ho fatto di mia spontanea volontà e nella convinzione che fosse nell’interesse dei popoli. Ho inoltre sempre mantenuto un comportamento indipendente e pacifico. È proprio per questo motivo che siamo stati la loro spina nel fianco. Il movimento di liberazione kurdo aveva sempre inteso la propria battaglia, in corso ormai da vent’anni, come difesa del sentimento di fratellanza tra Turchi, Kurdi e tutti i popoli del Medio Oriente. Ha sempre avuto come fine un’unione democratica. Abbiamo sempre fatto affidamento sulle nostre forze e sulla nostra libera volontà. Abbiamo sempre fatto tutto il possibile per preservare la nostra sovranità. Per questo motivo, nonostante la situazione estremamente critica, continuai con la nostra politica perseguita a partire dal 1993 e volta ad una soluzione democratica e pacifica. Ciò in accordo con la nostra linea e come risposta alla congiura. Se la congiura quindi non ha conseguito a pieno il suo scopo, lo si deve in buona parte alla nostra strategia per la pace e per una soluzione democratica.&lt;br/&gt;Dall’altro lato questa congiura politica ebbe anche una dimensione economica. Fin dall’inizio ho sempre sottolineato l’importanza del progetto del gasdotto chiamato Blue Stream, sul quale bisognerebbe fare chiarezza e che fa parte di questa rete di intrecci economici. Blue Stream è un grande gasdotto che trasporta il gas russo in Turchia passando sotto il Mar Nero. Di recente attraverso i miei avvocati sono venuto a conoscenza di un articolo apparso su un giornale turco, nel quale uno dei funzionari allora in servizio afferma che questo progetto, inizialmente bloccato a causa delle condizioni svantaggiose per la Turchia, dopo la mia espulsione dalla Russia il 12 novembre 1998 venne improvvisamente ripristinato su richiesta del governo turco. Ciò avrebbe cambiato il destino del progetto. Il funzionario continua dicendo che dopo la mia partenza dall’Italia il gruppo italiano Eni entrò a far parte del progetto. Questo esempio da solo basta a mostrare come, in collegamento con la mia persona, si stringono accordi economici alle spalle del popolo kurdo. Queste losche relazioni vanno ben più in profondità di quanto ad oggi non si sia potuto scoprire. Gli stati europei affermano ripetutamente di rappresentare la democrazia ed i diritti umani. Tuttavia mi chiusero tutte le porte e non fecero alcun vero tentativo di giocare un ruolo costruttivo nella soluzione della questione kurda. Al contrario si inchinarono ancor di più al volere degli USA e della Nato e, accettando di divenire il palcoscenico della congiura, si assunsero una parte infelice e drammatica. Ecco il vero volto del sistema europeo.&lt;br/&gt;In questo contesto il governo greco giocò un ruolo particolare. Il fatto che andai in Grecia a seguito di un invito da parte di alcuni amici e che fui rapito e portato in Kenya, in violazione del diritto nazionale ed internazionale, mostra come a questo paese venne affidato il ruolo più sporco. Qui si rivelarono nel modo più palese le menzogne, il tradimento e l’ipocrisia che sono alla base del concetto di congiura. L’Italia invece, se paragonata agli altri paesi, si comportò in maniera leggermente migliore. Tuttavia anche lì venni isolato e fecero di tutto per liberarsi di me. Credo che durante il mio soggiorno a Roma abbia avuto un ruolo decisivo un’unità della Gladio, contro la quale il governo italiano era impotente. Il governo italiano non ebbe la fiducia in se stesso e le forze necessarie per prendere una decisione autonoma. Devo comunque ricordare che, a differenza del governo greco, tutto ciò che accadde dopo il mio arrivo fu trattato nell’ambito del diritto.&lt;br/&gt;Ancora una volta vorrei ribadire che farò di tutto per opporre a questi intrighi la pace ed una soluzione democratica. Il fatto che la Turchia come in passato non abbia alcuna reazione ai nostri tentativi di pace, ma persegua una strategia volta all’eliminazione del movimento di liberazione, può essere interpretato come la continuazione della congiura internazionale. A tale riguardo la strategia della pace e della democrazia rappresenta un’opzione importante non solo per i kurdi, ma per tutti i popoli del Medio Oriente.&lt;br/&gt;I cospiratori di allora, le forze reazionarie nazionali ed internazionali, reggono ancora le fila come in passato. Tuttavia anche le forze che combattono per la democrazia e la libertà continueranno la loro lotta, al pari del popolo kurdo e avanzeranno sulla loro strada decise e risolute. Le dimensioni di questa congiura hanno mostrato quanto sia importante che gli oppressi ed i popoli del mondo contrappongano all’ «offensiva globale» del capitalismo una loro «democrazia globale», e rafforzino ulteriormente questa posizione. Io la penso così, oggi come allora.&lt;br/&gt;&lt;/span&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;span&gt;Abdullah Ocalan&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br/&gt;&lt;span&gt; Traduzione: Simona Lavo&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=3f620b8e-d346-87eb-9f4e-b037ad0c09e6' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-2824930752929919847?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/2824930752929919847/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=2824930752929919847' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2824930752929919847'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2824930752929919847'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/02/contro-di-me-scelte-di-guerra.html' title='Contro di me scelte di guerra'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-8005504080450172834</id><published>2010-02-12T20:22:00.001+01:00</published><updated>2010-02-12T20:22:20.590+01:00</updated><title type='text'>Notturno blues</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img alt='' src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/02/moz-screenshot2.jpg'/&gt;&lt;br/&gt;Ricordo certe notti interminabili, estive, disteso sul letto illuminato da una striscia di luce proveniente da un lampione stradale. La filodiffusione emanava note della Genesi, forse Firth of Fifth. E io aspettavo. &lt;br/&gt;Aspettavo quelli che non sarebbero mai rientrati.&lt;br/&gt;Aspettavo, ascoltando. Ma sapevo già che nessuno sarebbe mai rientrato veramente.&lt;br/&gt;Mia madre, di là, forse dormiva, forse pregava. Anche lei sapeva.&lt;br/&gt;La camera al buio tratteneva la musica, che fluttuava, tratteneva il respiro e lacerava le ferite.&lt;br/&gt;Ah, dolorosa adolescenza mai trascorsa, mai vissuta. Blues della memoria. Fiumi di fumo e foschia tra i rami del silenzioso ricordo.  &lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=69a664e4-6f45-8d63-8013-f0a440bff92c' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-8005504080450172834?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/8005504080450172834/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=8005504080450172834' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8005504080450172834'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8005504080450172834'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/02/notturno-blues.html' title='Notturno blues'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3461531262753548265</id><published>2010-02-11T15:05:00.001+01:00</published><updated>2010-02-11T15:05:32.838+01:00</updated><title type='text'>G8 come volano del buon turismo, il sogno spezzato</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;img height='443' width='528' alt='' src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/02/moz-screenshot-12.jpg'/&gt;&lt;p&gt;&lt;span&gt;Lunga la storia del G8 alla Maddalena. Dura da quasi due anni e mezzo. L’inizio ha una data: il 1º ottobre del 2007, giorno in cui la nave appoggio Emery Land leva gli ormeggi dall’isolotto di Santo Stefano per fare ritorno negli Stati Uniti. Comincia lo smantellamento della base della Us Navy alla Maddalena, concessa alla Difesa americana nel 1972, ancora in piena guerra fredda, presidente del consiglio Giulio Andreotti. La bandiera a stelle e strisce sarà ammainata definitivamente solo il 28 febbraio del 2008. Ma è con la partenza della Emery Land che s’apre un tempo nuovo per l’arcipelago dove la flotta dell’ammiraglio Nelson si stabilì per un anno a preparare la battaglia di Trafalgar. Via finalmente i sommergibili a propulsione nucleare, il problema è quello della riconversione da un’economia (povera) di guerra (fredda) a un futuro tutto da inventare. A indicare la via è Renato Soru, allora governatore. La strada maestra è quella del turismo, l’unico comparto – insieme a quello millenario dell’allevamento delle pecore – a garantire ancora lavoro, mentre intorno, chiuse da tempo le miniere di Carbonia, l’industria chimica crolla sia a Ottana sia a Porto Torres e cominciano ad avvertirsi i primi scricchiolii nel polo dell’alluminio del Sulcis, oggi a rischio di smantellamento.&lt;br/&gt;Soru vuol fare della Maddalena un paradiso delle vacanze. Senza devastare le coste, però. Fedele alla filosofia del «suo» piano paesaggistico regionale, che blocca il pluridecennale assalto di palazzinari e speculatori al paesaggio dell’isola intera, Soru coinvolge l’amministrazione comunale della Maddalena in un progetto di recupero delle cubature già esistenti, per restaurarle e per creare posti letto senza aggiungere all’esistente neppure un metro cubo in più. Favorito, questo progetto, dal fatto che l’arcipelago è pieno di edifici della Marina militare italiana dismessi e di altri che possono essere liberati e ceduti alla regione Sardegna o al comune per essere rimessi a nuovo, trasformati in alberghi a cinque stelle. Per far decollare la cosa, un piano di sviluppo turistico ecocompatibile apprezzato e sostenuto da ambientalisti e architetti in Italia e dappertutto, Soru pensa di usare la leva del G8. Che cosa c’è di meglio, infatti, d’una vetrina internazionale come il summit per far conoscere al mondo intero le meraviglie di uno dei luoghi più belli del pianeta? Soru ci crede. Ci crede anche il sindaco della Maddalena, Angelo Comiti e comincia un’avventura che doveva finire nel sogno realizzato di un modello virtuoso di coesistenza tra turismo e ambiente e che invece s’è trasformata in un incubo.&lt;br/&gt;Due le spiegazioni del disastro. Una è la gestione degli appalti, che è l’aspetto sul quale dopo la procura di Firenze ha indagato quella di Roma, con gli esiti clamorosi di ieri. L’altro è quello politico. Perché bisogna anche dire che il progetto di Soru ha trovato ostacoli enormi. Intanto all’interno della sua stessa maggioranza, dove la nostalgia per le lottizzazioni urbanistiche sulle coste era, in alcuni settori, molto forte. Non bisogna dimenticare che Soru s’è dimesso – per giocare la carta delle elezioni anticipate – quando in consiglio regionale uno schieramento trasversale ha tentato di snaturare il piano paesaggistico regionale. Poi, nel febbraio del 2009, il governatore ha perso le regionali, tutte giocate contro Berlusconi in persona, che veniva in Sardegna ogni fine settimana per fare comizi in cui diceva che per rilanciare l’economia bisognava far ripartire l’edilizia. Insediato Ugo Cappellaci alla guida della regione, pochi mesi dopo il presidente del consiglio (ad aprile) annunciava che il G8 alla Maddalena non si sarebbe più fatto: tutto si spostava all’Aquila. Per il progetto di Soru – di cui il G8 era solamente un aspetto, diciamo di marketing – era un colpo mortale.&lt;br/&gt;Nella decisione di fare il summit nell’Abruzzo del post terremoto pesano diverse motivazioni. Ma tra di esse certamente non secondaria è quella di fare piazza pulita di un esempio che poteva essere un precedente pericolo per i predoni dell’industria del mattone. Prova ne sia che le promesse del governo di realizzarlo comunque, quel progetto, anche se il G8 non c’era più, sono state tutte disattese. Le strutture costose, ma anche utili e belle, realizzate per il vertice sono state lasciate andare in rovina. E ci sono volute le denunce dei media perché Bertolaso, la scorsa settimana, venisse in Sardegna a constatare lo sfascio e a promettere, per l’ennesima volta, che i lavori sarebbero subito ripartiti. Ora che ai cancelli dei cantieri sono stati apposti i sigilli dalla magistratura, è chiaro che alla Maddalena s’è giocata una partita davvero poco trasparente, probabilmente sul piano della gestione degli appalti, ma di certo anche sul terreno strettamente politico.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;&lt;span&gt;Costantino Cossu&lt;/span&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span&gt;il manifesto &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;span&gt;dei patti lateranensi 2010&lt;/span&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=4dfb1143-00ba-895f-9303-d4b4b6f41cb5' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3461531262753548265?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3461531262753548265/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3461531262753548265' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3461531262753548265'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3461531262753548265'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/02/g8-come-volano-del-buon-turismo-il.html' title='G8 come volano del buon turismo, il sogno spezzato'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-2384025661171652672</id><published>2010-02-10T19:55:00.001+01:00</published><updated>2010-02-10T19:55:08.865+01:00</updated><title type='text'>Piano per il lavoro. E' in arrivo il buonsenso?</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Terra, 19 marzo 2005 (ex ed 221)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt='' src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/02/moz-screenshot-11.jpg'/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;C'è una frase che Bertinotti e Prodi - la strana coppia - amano ripetere, a proposito di programma: il modo di costruirlo è programma stesso. &lt;/font&gt;&lt;p&gt;   &lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;Sottoscrivo in pieno.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;   &lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;La coalizione che ha vinto le ultime elezioni regionali - ma direi soprattutto Progetto Sardegna - aveva già messo in pratica e inaugurato questo metodo. Le numerose assemblee, gli incontri molteplici con Renato Soru, le alleanze con le realtà civiche e "movimentesche" dei territori, la costruzione dal basso di obiettivi e priorità; tutto ciò è stato il valore aggiunto, la novità vincente della e nella definizione del programma. Sull'onda della protesta mondiale contro il liberismo, di quella nazionale contro il governo ad personam di Berlusconi e di quella regionale contro il giovane Pili, Progetto Sardegna aveva intercettato e capitalizzato - con il suo metodo democratico - le fonti del malcontento. Conquistato il governo regionale, Soru ha iniziato a realizzare la nostra idea di rinnovamento. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;  &lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;Ma la bussola del metodo del coinvolgimento, in qualche caso, sembrava segnare la direzione opposta. Ad esempio sulla legge chiamata "Piano straordinario per il lavoro", quando, pur registrando la contrarietà di tutte le forze sociali, di quasi tutti i comuni e di molti componenti della maggioranza consiliare e pur nell'ottica - condivisibile, ma a certe condizioni - del risanamento dei conti, Soru aveva deciso di tagliarne i fondi. Prescindendo dal fatto che la sforbiciata non era parte del programma, resta il fatto che ancor più adesso che si governa, il metodo della discussione e della socializzazione delle scelte deve proseguire, cercando di raggiungere un nuovo equilibrio tra la giusta esigenza di "decidere" senza veti di sorta e l'altrettanto indispensabile rispetto per le forze in campo. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;   &lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;Credo si tratti della stessa questione, sollevata da più parti, del riequilibrio dei poteri tra presidente della regione e Consiglio. Ma di questo, non dico. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;   &lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;A volte bisogna arrendersi alle ragioni degli altri. Soprattutto quando gli altri sono tutti. Il che non vuol dire che ciò che pensano tutti sia anche "il giusto", ma che ancora di meno lo può essere quello che pensano i pochi. Né vuol dire che bisogna rinunciare alle proprie convinzioni, ma che è necessario rendersi conto che ciò che governiamo non ci appartiene.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;   &lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;E Soru, questo, lo sa bene. E' il principio etico che lo guida.&lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;   &lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;Infatti, quasi sicuramente la legge 37 verrà rifinanziata con 90 milioni di euri di fondi regionali e con 110 milioni di fondi POR. Ben fatto. Ero sicuro che in questa vicenda la saggezza del nostro presidente, alla fine, sarebbe riemersa. Solo gli eletti ritornano sui propri passi a verificare e a riaggiustare ciò che dopo il loro passaggio rischiava di danneggiarsi. Il lavoro, i lavoratori e i disoccupati, però, necessitano anche di altro. Questo rifinanziamento è solo l'inizio. &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt; &lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;Leonardo&lt;br/&gt;cma &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=98311a18-b3a3-895e-a539-59a6a4be0f18' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-2384025661171652672?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/2384025661171652672/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=2384025661171652672' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2384025661171652672'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2384025661171652672'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/02/piano-per-il-lavoro-e-in-arrivo-il.html' title='Piano per il lavoro. E&amp;#39; in arrivo il buonsenso?'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-4309105615951404480</id><published>2010-02-10T19:50:00.001+01:00</published><updated>2010-02-10T19:50:39.240+01:00</updated><title type='text'>Alessandra Mussolini chiude il cerchio</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;Terra, 18 marzo 2005 (ex ed 220)&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;img alt='' src='http://www.cagliarimonamour.com/wp-content/uploads/2010/02/moz-screenshot1.jpg'/&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;La storia dei Mussolini era iniziata a sinistra, nel vecchio Partito socialista, e si chiude oggi, con Alessandra, in quel luogo comune dove convivono le persone così ricche di spirito e anticonformiste da avere poco a che spartire con la destra. &lt;br/&gt;Non so se sia la nipote del duce ad abbandonare la destra oppure sia quest'ultima, come afferma la Mussolini, ad aver perso per strada i valori tradizionali.&lt;br/&gt;Sta di fatto che, a mio parere, una persona come lei, impegnata sul fronte delle pari opportunità, del diritto delle donne alla "piena e garantita vita politica", della tutela della salute e in difesa dell'aborto, contro la legge sulla fecondazione assistita, ecc. ecc., non può che essere persona di sinistra. &lt;br/&gt;Lo so, lo so: il mio proverbiale manicheismo mi porta a considerare di sinistra tutto ciò che mi sta bene, senza farmi nemmeno sfiorare dal dubbio che &lt;br/&gt;a) ciò che mi sta bene potrebbe essere anche di destra; &lt;br/&gt;b) la destra non è solo dio, patria e famiglia. &lt;br/&gt;Ma che ci posso fare: sono fatta così. &lt;br/&gt;Ammetterete comunque che la rottura tra Alessandra Mussolini e Alleanza Nazionale esiste ed è insanabile. &lt;br/&gt; E ammetterete pure che a furia di spostarsi sempre più a destra, oltre il semicerchio parlamentare, si arriva a sinistra. &lt;br/&gt;Insomma, al di là delle ubicazioni e delle definizioni (e autodefinizioni), esiste uno spazio in cui si possono scoprire interessi comuni e necessità condivisibili, una sorta di limbo delle etichette e di paradiso delle intelligenze.&lt;br/&gt; Là, si possono anche iniziare, tutti insieme, battaglie di civiltà.&lt;br/&gt;Non mi passa per la testa, ovviamente, il pensiero che non esistano interessi reali differenti tra destra e sinistra. Anzi sono convinta che le classi sociali cui storicamente si riferiscono le sinistre non siano sparite nel nulla e che conservino in sè e per sè molte istanze inconciliabili con gli interessi della destra.&lt;br/&gt;Sono altresì convinta che la forza del pensiero progressista e libertario possa convincere e coinvolgere (più o meno coscientemente) le persone intelligenti come Alessandra Mussolini. Il tempo aiuta questo processo. &lt;br/&gt;Chissà che in un futuro non troppo lontano non possiamo vedere, nella stessa formazione, Veltroni e Mussolini... &lt;br/&gt;Sarebbe una formazione di sinistra o di destra?         &lt;/font&gt;&lt;p&gt; &lt;font face='verdana' color='#000000' size='2'&gt;Maria&lt;br/&gt;cma &lt;/font&gt;&lt;/p&gt;&lt;br/&gt;&lt;br/&gt;&lt;div class='zemanta-pixie'&gt;&lt;img src='http://img.zemanta.com/pixy.gif?x-id=c30b2651-3c0f-8087-a233-d7b1f85567a6' alt='' class='zemanta-pixie-img'/&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-4309105615951404480?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/4309105615951404480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=4309105615951404480' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/4309105615951404480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/4309105615951404480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2010/02/alessandra-mussolini-chiude-il-cerchio.html' title='Alessandra Mussolini chiude il cerchio'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-5087350142425684205</id><published>2009-02-23T12:13:00.001+01:00</published><updated>2009-02-23T12:15:19.282+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica sardegna'/><title type='text'>Condoglianze ai sardi</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11f857aea82.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 580px; height: 435px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11f857aea82.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Stamattina presto, all'edicola, un signore di destra (lo conosco), furbetto e raggiante mi ha fatto le condoglianze per la sconfitta del caro presidente Soru. Ho ringraziato, sorridente, e ho ribattuto in modo cortese che ricambiavo le condoglianze, per la perdita della cara autonomia della Sardegna. Non se l'aspettava e si è zittito. L'edicolante, di sinistra (lo conosco), si è fatto una bella risata e mi ha dato la Nuova (non gratis, peccato).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo per dire che sono dispiaciuto, sì, per la netta sconfitta di Soru, ma che sono anche pronto a reagire. Bisogna reagire e piantarla con il lutto (lo dice pure D'Alema). Abbiamo capacità e intelligenze che ci sostengono (ci mancano i soldi, però, ma non importa).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nonostante i tentativi di nasconderlo, Soru sapeva che era grigia e che i sondaggi davano vincente Cappellacci, anche se non con queste proporzioni. Il ruolo svolto dal Silviolo nazionale è stato paurosamente pesante e pregnante. E quando Silviolo muove le sue corazzate diventa più forte della USNavy. Ma, senza nulla togliere a Berlusconi e Cappellacci (e al resto della coalizione del centrodestra che ha macinato consensi a nastro), direi che il centrosinistra ha contribuito a farsi male da sè. Sarà banale ma è così. Avremmo perso ugualmente, magari, ma senza gli strascichi che già si intravedono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Litigi, scontri di potere, malumori mai sopiti, primarie evitate, lobby trasversali, sconfitte e dimissioni, lacerazioni e commissari. Per un momento ho pensato che la Sardegna fosse diventata terreno di battaglia per qualche resa di conti tra fazioni opposte del Partito democratico. Resa di conti. Ma si può? Questo clima lo si è respirato fino alla fine (sarà vero che a Quartu, in qualche sezione del PD, si è brindato alla sconfitta di Soru?), fino alla sconfitta ormai inevitabile. Oh, gli errori sono stati anche di Soru, sia chiaro. Conosco decine di ex suoi elettori che questa volta hanno fatto scelte diverse (non a destra, comunque) perchè deluse proprio da lui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure mi sembrava che in Sardegna fosse diffusa una "sensazione" di buon governo e di rinascita. Mi pareva che le cose "fatte" dalla giunta Soru avessero una qualità che nella nostra isola non si era mai registrata. E sono convinto che sia così.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Evidentemente la maggior parte dei sardi non la pensa allo stesso modo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, ripartiamo da qui. Confrontiamoci. Verifichiamo. Elaboriamo una strategia che abbia all'orizzone l'uguaglianza sociale e la libertà dalle catene del lavoro alienante. I lavoratori hanno bisogno di una forza che li rappresenti. Può essere l'inizio di una nuova, vecchia avventura. Mai come in questo momento i sardi - e gli italiani - hanno sperimentato i disastri dell' economia di mercato e della finanza globale. Evidenziamo le contraddizioni e troviamo le alternative al disastro annunciato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma il dato più amaro e triste della tornata elettorale in Sardegna è una notizia di contorno al suo epilogo. Nello stesso giorno della vittoria di Cappellacci, leggo su Repubblica.it che il legale inglese Mills è stato condannato a 4 anni e 6 mesi perchè riconosciuto colpevole di aver preso soldi per dire il falso in alcuni processi in cui era imputato Berlusconi. In questo processo era alla sbarra in concorso proprio con il premier. Che però è fuori grazie all'immunità ottenuta con il Lodo Alfano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo in Italia, gente. Va bene così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-5087350142425684205?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://pigiotto.blog.tiscali.it//Condoglianze_ai_sardi_1969251.shtml' title='Condoglianze ai sardi'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/5087350142425684205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=5087350142425684205' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5087350142425684205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5087350142425684205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2009/02/condoglianze-ai-sardi.html' title='Condoglianze ai sardi'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3747946578966561891</id><published>2009-02-23T12:08:00.001+01:00</published><updated>2009-02-23T12:10:39.527+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Appello. Difendiamo la Costituzione</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11f79f8fafa.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 420px; height: 300px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11f79f8fafa.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;APPELLO&lt;br /&gt;DIFENDIAMO LA CARTA COSTITUZIONALE&lt;br /&gt;***&lt;br /&gt;I sottoscritti professori ordinari di diritto costituzionale e di discipline equivalenti, fortemente allarmati per lo stato di grave contrapposizione istituzionale tra il Presidente del Consiglio dei Ministri e il Presidente della Repubblica, nel sottolineare la correttezza del Presidente Napolitano nell'esercizio delle sue funzioni di garanzia in conformità con la nostra Costituzione e con la prassi repubblicana, manifestano la propria preoccupazione per ogni tentativo di ulteriore ampliamento dei poteri del Governo in materia di decretazione d'urgenza, che già di per sé non trovano l'eguale nella prassi delle altre democrazie costituzionali nonché per il tentativo di delegittimazione in atto della vigente Carta costituzionale e del suo spirito democratico.&lt;br /&gt;Gianni Ferrara, Gaetano Azzariti, Massimo Luciani, Alessandro Pace, Cesare Pinelli, Giuseppe Ugo Rescigno, Federico Sorrentino, Gustavo Zagrebelsky, Enzo Cheli, Michele Scudiero, Adele Anzon, Michela Manetti, Stefano Sicardi, Francesco Bilancia, Alessandro Pizzorusso, Lorenzo Chieffi, Massimo Villone, Vittorio Angiolini, Paolo Caretti, Roberto Romboli, Antonio D'Andrea, Sandro Staiano, Saverio Regasto, Roberto Borrello, Renato Balduzzi, Marco Ruotolo, Mario Dogliani, Alfonso Di Giovine, Antonio Saitta, Alberto Lucarelli, Enzo Balboni, Antonio D'Atena, Fulco Lanchester, Sergio Lariccia, Maurizio Pedrazza Gorlero, Mario Demuro, Antonio Ruggeri, Mario Fiorillo, Stefano Grassi, Antonino Spadaro, Barbara Pezzini, Enrico Grosso, Antonio Saitta, Augusto Cerri, Giancarlo Rolla, Saulle Panizza, Franco Bassanini, Antonio Zorzi Giustiniani, Paolo Carnevale, Margherita Raveraira, Maria Cristina Grisolia, Ferdinando Pinto, Giovanni Cocco, Riccardo Guastini, Guerino D'Ignazio, Maria Agostina Cabiddu, Luigi Ventura, Giovanni Di Cosimo, Ernesto Bettinelli, Roberto Pinardi, Gladio Gemma, Giuditta Brunelli, Andrea Pugiotto, Omar Chessa, Anna Marzanati, Silvio Gambino, Raffaele Bifulco, Alessandro Torre, Salvatore Prisco, Gian Candido De Martin, Rolando Tarchi, Roberto Miccù, Giovanni Serges, Roberto Bin, Massimo Carli, Carmela Salazar, Tania Groppi, Paolo Giangaspero, Antonio Cantaro, Pasquale Costanzo, Marcello Cecchetti, Andrea Giorgis, Marina Calamo Specchia, Paolo Cavaleri, Antonio D'Aloia, Umberto Allegretti, Massimo Siclari, Sara Volterra, Vincenzo Cocozza, Roberto Toniatti, Pietro Ciarlo, Salvatore Bellomia, Francesco Rigano, Pasquale Ciriello, Carmine Pepe, Sergio Bartole, Lorenza Carlassare, Andrea Manzella, Roberto Zaccaria, Stefano Merlini, Francesco Rimoli, Stefano Maria Cicconetti, Maurizio Oliviero, Mauro Volpi, Luigi D'Andrea, Francesco Cerrone, Silvia Niccolai&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3747946578966561891?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://pigiotto.blog.tiscali.it//Appello__Difendiamo_la_Costituzione_1968672.shtml' title='Appello. Difendiamo la Costituzione'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3747946578966561891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3747946578966561891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3747946578966561891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3747946578966561891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2009/02/appello-difendiamo-la-costituzione.html' title='Appello. Difendiamo la Costituzione'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-1038420651402301692</id><published>2009-02-23T11:57:00.002+01:00</published><updated>2009-02-23T11:59:56.935+01:00</updated><title type='text'>La mannaia della Gelimini</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11f70acdba6.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 505px; height: 966px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11f70acdba6.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;CAPITALE LAVORO&lt;br /&gt;Tutti i tagli della Gelmini&lt;br /&gt;Meno materiale didattico, laboratori, biblioteche e personale. La Cgil va in piazza e denuncia gli scempi della riforma dell'istruzione. Per il sindacato ci sarebbero problemi addirittura per il funzionamento ordinario degli istituti&lt;br /&gt;Stefano Milani&lt;br /&gt;Giacomo Russo Spena&lt;br /&gt;ROMA&lt;br /&gt;Tagli, tagli e ancora tagli. L'ultimo progetto del ministro Maria Stella Gelmini di privare le scuole dei fondi per il funzionamento didattico e amministrativo dà il colpo mortale agli istituti che dovranno fronteggiare vere e proprie emergenze, come la mancanza di materiale didattico, laboratori, biblioteche e carenze del personale. Qualche scuola rischia addirittura la chiusura. Ieri la prima reazione con un sit-in a Roma sotto il palazzo dell'Istruzione promossa da Flc-Cgil, assieme al Cgd, alla Rete degli studenti e all'Uds.&lt;br /&gt;Svetta il cartello «AAA svendesi scuola, rivolgersi fondazione Tremonti-Brunetta-Gelmini», subito dietro lo striscione «Non rubateci il futuro» del coordinamento genitori-maestre della scuola ribelle Iqbal Masih. Intanto gli studenti dell'Uds volantinano per una nuova mobilitazione nazionale il 27 febbraio contro gli «scempi» del governo. Ma a gestire la protesta è Mimmo Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, il quale dichiara dal megafono: «Siamo venuti qui per sollecitare l'immediato trasferimento di risorse finanziarie per poter svolgere le attività ordinarie della scuola».&lt;br /&gt;Che la situazione sia ad un passo dal baratro non bisogna essere dei geni in matematica. Perciò, aggiunge Pantaleo, «chiediamo che si traduca in fatti l'annunciato trasferimento da parte del dicastero dell'Economia dei 57 milioni di euro da destinare ai corsi di recupero e reclamiamo le somme necessarie a far fronte agli oltre 200 milioni di debiti pregressi che gravano sulle scuole e che stanno provocando forti disagi per il mancato pagamento delle supplenze, per l'avvio delle attività di recupero, arrivando fino al pignoramento in alcuni istituti e al coinvolgimento dei genitori nelle spese scolastiche». Per non parlare della soppressione delle seconda lingua e delle supplenze brevi non pagate. Non ci sono molte alternative: «Servono risorse aggiuntive altrimenti non potrà essere garantito il diritto allo studio», conclude Pantaleo. Obiettivo, arrivare a fine mese a un tavolo interministeriale, oltre Gelmini la vicenda riguarda anche Sacconi, Brunetta e Tremonti.&lt;br /&gt;In piazza qualcuno è ottimista, convinto che i tagli alla fine rientrino. E' il caso di Mario Lombardo, preside della scuola elementare romana Franceschi, dove i tagli (e la successiva fine delle compresenze) rischiano di spezzare quel processo d'integrazione tra bimbi italiani e stranieri intrapreso anni fa con grande soddisfazione: «Sarebbe un'assurdità togliere tanti soldi agli istituti - dice il preside - si rischierebbe inoltre l'aumento della dispersione scolastica». Le sue speranze crollano dopo che la delegazione dei manifestanti ricevuta dal ministro Gelmini riferisce alla piazza l'esito dell'incontro. E non è un bel sentire. Se per le supplenze 2008-2009 sembra esserci la copertura finanziaria, il problema del funzionamento ordinario, secondo quanto riferito dai rappresentanti sindacali, non è stato affatto risolto.&lt;br /&gt;E così, taglio dopo taglio, già siamo a meno 200 milioni sottratti in un solo anno dal governo Berlusconi alla (sempre più) povera scuola italiana. Ma il problema non è solo l'azzeramento dei fondi. La forbice di Gelmini si abbatte con la stessa forza distruttrice anche contro i lavoratori, meglio se precari. Secondo la Uil a rischio ci sono ventottomila posti di lavoro: nel 2007 circa 8.600 insegnanti non sono state confermate nelle nomine, nel 2008 sono state 11.628. Per il prossimo anno scolastico poi, la riduzione di organico prevista dalla legge 133/08 è ancora più allarmante: circa 43.000 docenti. Con la percentuale di precari a rischio posto di lavoro è pari al 15%. Di fatto, in poco meno di tre anni, si sono ridotti gli effetti delle ultime immissioni in ruolo del 2006 e oggi lavorano nella scuola oltre 130mila insegnanti precari.&lt;br /&gt;E a pagare di più saranno, tanto per cambiare, i precari. Basti pensare che le supplenze annuali e quelle fino al termine delle attività didattiche, fa sapere la Flc-Cgil, sono 72.460 tra il personale Ata e 113.540 tra i docenti. Il grosso dei tagli riguarderà proprio loro oltre a determinare un gran numero di personale di ruolo in esubero soprattutto nelle aree meridionali. A queste va aggiunta la difficile situazione delle scuole per il mancato trasferimento dei finanziamenti per le attività ordinarie, per le supplenze, per le attività di recupero dei debiti formativi, e la frittata è completa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;dal manifesto del 13/02/09&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-1038420651402301692?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://pigiotto.blog.tiscali.it//Gelmini__Gli_effetti_della_mannaia_1968185.shtml' title='La mannaia della Gelimini'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/1038420651402301692/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=1038420651402301692' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1038420651402301692'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1038420651402301692'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2009/02/la-mannaia-della-gelimini.html' title='La mannaia della Gelimini'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-5310390727189954506</id><published>2008-09-10T21:52:00.001+02:00</published><updated>2008-09-10T21:57:20.501+02:00</updated><title type='text'>Il nostro posto - Concita De Gregorio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.radio.rai.it/radiorai/online/ev_images/De%20Gregorio.jpg"&gt;&lt;img style="float:center; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://www.radio.rai.it/radiorai/online/ev_images/De%20Gregorio.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Il nostro posto&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Concita De Gregorio&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono cresciuta in un Paese fantastico di cui mi hanno insegnato ad&lt;br /&gt;essere fiera. Sono stata bambina in un tempo in cui alzarsi a cedere il&lt;br /&gt;posto in autobus a una persona anziana, ascoltare prima di parlare,&lt;br /&gt;chiedere scusa, permesso, dire ho sbagliato erano principi normali e&lt;br /&gt;condivisi di una educazione comune. Sono stata ragazza su banchi di&lt;br /&gt;scuola di città di provincia dove gli insegnanti ci invitavano a casa&lt;br /&gt;loro, il pomeriggio, a rileggere ad alta voce i testi dei nostri padri&lt;br /&gt;per capirne meglio e più piano la lezione. Sono andata all´estero a&lt;br /&gt;studiare ancora, ho visto gli occhi sbigottiti di coloro a cui dicevo&lt;br /&gt;che se hai bisogno di ingessare una frattura, nei nostri ospedali, che&lt;br /&gt;tu sia il Rettore dell´Università o il bidello della Facoltà fa lo&lt;br /&gt;stesso, la cura è dovuta e l´assistenza identica per tutti. Sono stata&lt;br /&gt;una giovane donna che ha avuto accesso al lavoro in virtù di quel che&lt;br /&gt;aveva imparato a fare e di quel che poteva dare: mai, nemmeno per un&lt;br /&gt;istante, ho pensato che a parità di condizioni la sorte sarebbe stata&lt;br /&gt;diversa se fossi stata uomo, fervente cattolica, ebrea o musulmana,&lt;br /&gt;nata a Bisceglie o a Brescia, se mi fossi sposata in chiesa o no, se&lt;br /&gt;avessi deciso di vivere con un uomo con una donna o con nessuno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho saputo senza ombra di dubbio che essere di destra o di sinistra sono&lt;br /&gt;cose profondamente diverse, radicalmente diverse: per troppe ragioni da&lt;br /&gt;elencare qui ma per una fondamentale, quella che la nostra&lt;br /&gt;Costituzione - una Costituzione antifascista - spiega all´articolo 2,&lt;br /&gt;proprio all´inizio: l´esistenza (e il rispetto, e il valore, e l´amore)&lt;br /&gt;del prossimo. Il "dovere inderogabile di solidarietà" che non è&lt;br /&gt;concessione né compassione: è il fondamento della convivenza. Non erano&lt;br /&gt;mille anni fa, erano pochi. I miei genitori sapevano che il mio futuro&lt;br /&gt;sarebbe stato migliore del loro. Hanno investito su questo - investito&lt;br /&gt;in educazione e in conoscenza - ed è stato così. È stato facile,&lt;br /&gt;relativamente facile. È stato giusto. Per i nostri figli il futuro sarà&lt;br /&gt;peggiore del nostro. Lo è. Precario, più povero, opaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi può li manda altrove, li finanzia per l´espatrio, insegna loro a&lt;br /&gt;"farsi furbi". Chi non può soccombe. È un disastro collettivo, la più&lt;br /&gt;grande tragedia: stiamo perdendo la fiducia, la voglia di combattere,&lt;br /&gt;la speranza. Qualcosa di terribile è accaduto negli ultimi vent´anni.&lt;br /&gt;Un modello culturale, etico, morale si è corrotto. La politica non è&lt;br /&gt;che lo specchio di un mutamento antropologico, i modelli oggi vincenti&lt;br /&gt;ne sono stati il volano: ci hanno mostrato che se violi la legge basta&lt;br /&gt;avere i soldi per pagare, se hai belle le gambe puoi sposare un&lt;br /&gt;miliardario e fare shopping con la sua carta di credito. Spingi, salta&lt;br /&gt;la fila, corrompi, cambia opinione secondo la convenienza, mettiti al&lt;br /&gt;soldo di chi ti darà una paghetta magari nella forma di una bella&lt;br /&gt;presidenza di ente pubblico, di un ministero. Mettiti in salvo tu da&lt;br /&gt;solo e per te: gli altri si arrangino, se ne vadano, tornino a casa&lt;br /&gt;loro, crepino.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ciò che si è insinuato nelle coscienze, nel profondo del Paese, nel&lt;br /&gt;comune sentire è un problema più profondo della rappresentanza politica&lt;br /&gt;che ha trovato. Quello che ora chiamiamo "berlusconismo" ne è stato il&lt;br /&gt;concime e ne è il frutto. Un uomo con un potere immenso che ha promosso&lt;br /&gt;e salvato se stesso dalle conseguenze che qualunque altro comune&lt;br /&gt;cittadino avrebbe patito nelle medesime condizioni - lo ha fatto col&lt;br /&gt;denaro, con le tv che piegano il consenso - e che ha intanto negli anni&lt;br /&gt;forgiato e avvilito il comune sentire all´accettazione di questa&lt;br /&gt;vergogna come fosse "normale", anzi auspicabile: un modello vincente. È&lt;br /&gt;un tempo cupo quello in cui otto bambine su dieci, in quinta&lt;br /&gt;elementare, sperano di fare le veline così poi da grandi trovano un&lt;br /&gt;ricco che le sposi. È un tempo triste quello in cui chi è andato solo&lt;br /&gt;pochi mesi fa a votare alle primarie del Partito Democratico ha già&lt;br /&gt;rinunciato alla speranza, sepolta da incomprensibili diaspore e rancori&lt;br /&gt;privati di uomini pubblici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è irrimediabile, però. È venuto il momento di restituire ciò che ci&lt;br /&gt;è stato dato. Prima di tutto la mia generazione, che è stata l´ultima&lt;br /&gt;di un tempo che aveva un futuro e la prima di quello che non ne ha più.&lt;br /&gt;Torniamo a casa, torniamo a scuola, torniamo in battaglia: coltivare i&lt;br /&gt;pomodori dietro casa non è una buona idea, metterci la musica in cuffia&lt;br /&gt;è un esilio in patria. Lamentarsi che "tanto, ormai" è un inganno e un&lt;br /&gt;rifugio, una resa che pagheranno i bambini di dieci anni, regalargli&lt;br /&gt;per Natale la /playstation/ non è l´alternativa a una speranza. *"Istruitevi&lt;br /&gt;perché abbiamo bisogno di tutta la vostra intelligenza"*, diceva l´uomo&lt;br /&gt;che ha fondato questo giornale. Leggete, pensate, imparate, capite e la&lt;br /&gt;vita sarà vostra. Nelle vostre mani il destino. Sarete voi la&lt;br /&gt;giustizia. Ricominciamo da qui. Prendiamo in mano il testimone dei&lt;br /&gt;padri e portiamolo, navigando nella complessità di questo tempo, nelle&lt;br /&gt;mani dei figli. Nulla avrà senso se non potremo dirci di averci&lt;br /&gt;provato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo solo posso fare, io stessa, mentre ricevo da chi è venuto prima&lt;br /&gt;di me il compito e la responsabilità di portare avanti un grande lavoro&lt;br /&gt;collettivo. L´/Unità /è un pezzo della storia di questo Paese in cui&lt;br /&gt;tutti e ciascuno, in tempi anche durissimi, hanno speso la loro forza e&lt;br /&gt;la loro intelligenza a tenere ferma la barra del timone. Ricevo in&lt;br /&gt;eredità - da ultimo da Furio Colombo ed Antonio Padellaro - il senso di&lt;br /&gt;un impegno e di un´impresa. Quando immagino quale potrebbe essere il&lt;br /&gt;prossimo pezzo di strada, in coerenza con la memoria e in sintonia con&lt;br /&gt;l´avvenire, penso a un giornale capace di parlare a tutti noi, a tutti&lt;br /&gt;voi di quel che anima le nostre vite, i nostri giorni: la scuola, l´università,&lt;br /&gt;la ricerca che genera sapere, l´impresa che genera lavoro. Il lavoro,&lt;br /&gt;il diritto ad averlo e a non morirne. La cura dell´ambiente e del mondo&lt;br /&gt;in cui viviamo, il modo in cui decidiamo di procurarci l´acqua e la&lt;br /&gt;luce nelle nostre case, le politiche capaci di farlo, il governo del&lt;br /&gt;territorio, le città e i paesi, lo sguardo oltreconfine sull´Europa e&lt;br /&gt;sul mondo, la solidarietà che vuol dire pensare a chi è venuto prima e&lt;br /&gt;a chi verrà dopo, a chi è arrivato da noi adesso e viene da un mondo&lt;br /&gt;più misero e peggiore, solidarietà fra generazioni, fra genti, fra&lt;br /&gt;uguali ma diversi. La garanzia della salute, del reddito, della&lt;br /&gt;prospettiva di una vita migliore. Credo che per raccontare la politica&lt;br /&gt;serva la cronaca e che la cronaca della nostra vita sia politica. Credo&lt;br /&gt;che abbiamo avuto a sufficienza retroscena per aver voglia di tornare a&lt;br /&gt;raccontare, meglio e più onestamente possibile, la scena. Credo che la&lt;br /&gt;sinistra, tutta la sinistra dal centro al lato estremo, abbia bisogno&lt;br /&gt;di ritrovarsi sulle cose, di trovare e di dare un senso al suo&lt;br /&gt;progetto. Il senso, ecco. Ritrovare il senso di una direzione comune&lt;br /&gt;fondata su principi condivisi: la laicità, i diritti, le libertà, la&lt;br /&gt;sicurezza, la condivisione nel dialogo. Fondata sulle cose, sulla vita,&lt;br /&gt;sulla realtà. C´è già tutto quello che serve. Basterebbe rinominarlo,&lt;br /&gt;metterlo insieme, capirsi. Aprire e non chiudere, ascoltarsi e non&lt;br /&gt;voltarsi di spalle. È un lavoro enorme, naturalmente. Ma possiamo&lt;br /&gt;farlo, dobbiamo. Questo giornale è il posto. Indicare sentieri e non&lt;br /&gt;solo autostrade, altri modi, altri mondi possibili. Ci vorrà tempo.&lt;br /&gt;Cominciamo oggi un lavoro che fra qualche settimana porterà nelle&lt;br /&gt;vostre case un quotidiano nuovo anche nella forma. Sarà un giornale&lt;br /&gt;diverso ma sarà sempre se stesso come capita, con gli anni, a ciascuno&lt;br /&gt;di noi. L´identità, è questo il tema. L´identità del giornale sarà&lt;br /&gt;nelle sue inchieste, nelle sue scelte, nel lavoro di ricerca e di&lt;br /&gt;approfondimento che - senza sconti per nessuno - sappia spiegare cosa&lt;br /&gt;sta diventando questo paese; nelle voci autorevoli che ci suggeriscano&lt;br /&gt;dove altro sia possibile andare, invece, e come farlo. Sarà certo, lo&lt;br /&gt;vorrei, un giornale normale niente affatto nel senso dispregiativo, e&lt;br /&gt;per me incomprensibile, che molti danno a questo attributo: sarà un&lt;br /&gt;normale giornale di militanza, di battaglia, di opposizione a tutto&lt;br /&gt;quel che non ci piace e non ci serve. Aperto a chi ha da dire, a tutti&lt;br /&gt;quelli che non hanno sinora avuto posto per dire accanto a quelli che&lt;br /&gt;vorranno continuare ad esercitare qui la loro passione, il loro&lt;br /&gt;impegno. Non è qualcosa, come chiunque capisce, che si possa fare in&lt;br /&gt;solitudine. C´è bisogno di voi. Di tutti, uno per uno. Non ci si può&lt;br /&gt;tirare indietro adesso, non si deve. È questa la nostra storia, questo&lt;br /&gt;è il nostro posto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-5310390727189954506?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/5310390727189954506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=5310390727189954506' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5310390727189954506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5310390727189954506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/09/il-nostro-posto-concita-de-gregorio.html' title='Il nostro posto - Concita De Gregorio'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-1571142801947842773</id><published>2008-09-10T21:49:00.001+02:00</published><updated>2008-09-10T22:01:58.308+02:00</updated><title type='text'>Fascisti. Perchè stupirsi?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.sueddeutsche.de/sport/weltfussball/artikel/720/45675/image_fmabspic_0_0-1105292729.jpg"&gt;&lt;img style="float:center; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://www.sueddeutsche.de/sport/weltfussball/artikel/720/45675/image_fmabspic_0_0-1105292729.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C'è una qualche ragione di stupore nel fatto che alla celebrazione della difesa di Roma l'8 settembre - l'8 settembre!, nel giorno in cui quelli come lui, i nostalgici della Patria Littoria e, insieme, i ministri della difesa, dovrebbero, per decenza, chiudersi in silenziosa meditazione -, il ministro La Russa non abbia trovato di meglio che tessere l'elogio dei combattenti di Salò? Ignazio La Russa è un fascista (può sembrate anacronistico, ma è così). Era fascista trent'anni fa, quando bazzicava piazza San Babila. Ha continuato a essere fascista per tutto il tempo in cui ha ricoperto alte cariche in un partito, il Msi, che aveva nel proprio simbolo il sacello del duce e che ostentava come un onore la discendenza dalla Repubblica sociale. E' rimasto fascista nonostante la riverniciatura di Fiuggi. E' fascista culturalmente. Politicamente. Anche antropologicamente, lasciatemelo dire, tanto da sembrare una caricatura del fascista. Lo è allo stesso modo di Alemanno, di Gasparri, di Storace... Quello che ha detto a Porta San Paolo lo aveva già detto, in forma certamente più cruda, prima del '94, nelle sezioni del suo partito dove troneggiava di solito il testone di Mussolini e pendevano ai muri i gagliardetti della «decima mas». E lo avrà ripetuto chissà quante volte ai raduni reducistici della Divisione Littorio o della «Ettore Muti» (quelli, per intenderci, che rastrellavano con i tedeschi le nostre valli e bruciavano le borgate ribelli). Quello che colpisce e indigna, nei fatti di ieri, è che ora lo dica non più da «uomo di partito», ma da ministro - e non un ministro qualunque -: da Ministro della Difesa, uno che rappresenta il braccio armato della nostra nazione, e che decide della vita e della morte sia dei nostri soldati che di quelli che se li trovano davanti. Quella «lettura» della storia italiana viene dal cuore del potere governativo, dal suo nucleo più duro, e inquietante, perché preposto «all'esercizio della forza». Ma anche questo è un segno dei tempi. Della profonda trasformazione - e degenerazione - del nostro sistema politico. Del mutamento strutturale - di «regime», potremmo dire - dell'assetto istituzionale italiano. Se il fascista La Russa può permettersi di usare, da quel podio, «istituzionalmente», un linguaggio che negli ultimi anni aveva dovuto moderare e mascherare, se può dire quello che pensava e che pensa, è perché avverte che se lo può permettere. Che si sono abbassate le difese immunitarie del paese rispetto a quella retorica e a quelle argomentazioni. Che nel senso comune prevalente, la memoria di quegli eventi è ferita, neutralizzata, in ampia misura azzerata. Sembra che, interpellato, il ministro abbia risposto di aver «detto cose molto meno impegnative di quelle che disse Violante sui ragazzi di Salò, o di quello che ha detto lo stesso Veltroni». E purtroppo colpisce un punto dolente, perché lo strappo di Porta San Paolo avviene su un terreno già preparato da tempo. CONTINUA | PAGINA 6 Si insinua in un vuoto di consapevolezza e di coscienza storica lasciato da chi, per rincorrere mode mediatiche e troppo facili riconoscimenti dall'avversario politico, ha bruciato troppi ponti. Cancellato troppe linee identitarie. Giocato troppo spregiudicatamente con la propria e l'altrui storia. I «regimi» nascono, e soprattutto si manifestano, anche così: non solo con i fatti, ma con le parole. E se dei fatti (e misfatti) di questo governo le vittime sono gli «ultimi», quelli su cui è facile maramaldeggiare (i migranti, i rom, i precari, i senza voce...), delle parole vittima sono i «primi»: i fondatori di questa Repubblica che si appanna e svanisce. Quelli che l'8 settembre, in solitudine, nel naufragio della patria, scelsero. Un'Altra Italia, da allora non certo maggioritaria, ma autorevole, capace di voce e di memoria. Ostacolo e limite a ogni tentativo di ritorno. E' quella la vittima sacrificale di Porta San Paolo. Il segno che, sessantacinque anni dopo, Roma è caduta. Lo misureremo nei prossimi giorni, dall'intensità della risposta, quanto profonda sia la caduta. Ma se quelle parole dovessero «passare». Se venissero archiviate come cronaca nel gossip dominante. Se la pur dignitosa e autorevole replica del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano dovesse restare la sola, e non si materializzasse - di contro - una ferma, diffusa, condivisa e forte risposta, allora dovremmo concludere che il cerchio si chiude. E l'autobiografia della nazione si ripropone, nel suo eterno ritornare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Revelli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tratto da il manifesto del 9/9/08&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-1571142801947842773?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/1571142801947842773/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=1571142801947842773' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1571142801947842773'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1571142801947842773'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/09/fascisti-perch-stupirsi.html' title='Fascisti. Perchè stupirsi?'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-6134772349075249191</id><published>2008-09-05T10:56:00.001+02:00</published><updated>2008-09-10T22:03:03.534+02:00</updated><title type='text'>Tuvixeddu. Firma l'appello</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11c31aabde8.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:center; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11c31aabde8.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Appello promosso da Eddyburg e Il Manifesto Sardo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La necropoli di Tuvixeddu, uno dei più importanti contesti funerari ipogeici del mondo antico e testimonianza della Cagliari punica, poi romana, corre un rischio mortale sotto l'assalto della cementificazione. Il colle urbano, caratterizzato da migliaia di tombe che raccontano una epocale vicenda paesaggistica, funeraria, architettonica e decorativa della città, sino a proporre pregevoli documentazioni moderne Liberty, sta subendo un ulteriore e forse definitivo affronto dopo cinquant'anni di devastazioni urbanistiche.&lt;br /&gt;La sentenza del Consiglio di Stato riporta il complesso monumentale ai vecchi e inadeguati vincoli del 1997 che la Regione Autonoma della Sardegna, pur con gravi errori procedurali, aveva cercato di rendere congrui all'importanza dell'area: ma il pregio eccezionale del sito e la necessità di una tutela ben più ampia di quella legata all'accordo di programma del 2000 non possono essere messi in discussione.&lt;br /&gt;Straordinarie architetture cavate e decorate in affresco rendono Tuvixeddu in grado di far capire ciò che non è più documentato, in qualità e ampiezza, né a Cartagine né nel Libano dei Fenici....&lt;a href="http://www.manifestosardo.org/?p=799"&gt;leggi tutto e firma la petizione&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-6134772349075249191?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/6134772349075249191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=6134772349075249191' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/6134772349075249191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/6134772349075249191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/09/tuvixeddu-firma-lappello.html' title='Tuvixeddu. Firma l&apos;appello'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-5210454908894080021</id><published>2008-08-31T15:36:00.000+02:00</published><updated>2008-08-31T15:38:41.187+02:00</updated><title type='text'>In pino veritas</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11c18f39b1c.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11c18f39b1c.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ogni singolo albero è un organismo complesso, un essere vivente, che respira quindi, che mangia, che produce costantemente ossigeno, che genera frutti, che da ombra e ristoro, che accoglie specie animali dando loro riparo e protezione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il pino domestico è un albero e, come tale, presenta le stesse qualità degli alberi in generale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo voi vale più un pino o una postazione per una telecamera di una TV?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ve lo chiedo perchè a Cagliari, per far posto a una telecamera che dovrà riprendere la Santa Messa officiata dal Papa (domenica 7 settembre, a Bonaria), è stato abbattuto, segato, tagliato, tolto di mezzo, giustiziato un pino. Un pino pluridecennale che, tra l'altro, aveva già assistitto dalla stessa postazione alle Messe di Paolo VI e Giovanni Paolo II.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi ha deciso di elminare il pino?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dal rapporto che gli esseri umani hanno con gli esseri vegetali si possono capire tante cose, persino la bontà e la capacità di una amministrazione pubblica. Non so se chi tratta male i pini, e gli alberi in generale, sia una persona per bene. In pino veritas. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pino domestico o Pino da pinoli - Pinus pinea L.&lt;br /&gt;Atlante degli alberi - Piante forestali&lt;br /&gt;Classificazione, origine e diffusione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Divisione: Spermatophyta&lt;br /&gt;Sottodivisione: Gymnospermae&lt;br /&gt;Classe: Coniferae&lt;br /&gt;Famiglia: Pinaceae&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Noto anche come Pino da pinoli, è un albero alto fino a 30 metri e con un diametro massimo di quasi 2 metri. Originario delle coste del Mediterraneo, è largamente diffuso in Italia (dal Lauretum alla sottozona calda del Castanetum).&lt;br /&gt;Caratteristiche generali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dimensione e portamento&lt;br /&gt;Albero alto fino a 30 metri. Caratteristica la sua chioma ad ombrello, formata da rami che si concentrano nella parte alta del tronco terminando con le punte rivolte verso l'alto.&lt;br /&gt;Tronco e corteccia&lt;br /&gt;Tronco diritto e spesso biforcato nei vecchi alberi ad una certa altezza. Corteccia dapprima grigia e finemente rugosa, poi profondamente solcata in placche bruno-grigiastre.&lt;br /&gt;Foglie&lt;br /&gt;Aghi lunghi da 12 a 15 cm, rigidi, di colore verde vivo, pungenti all'apice. Alla base sono avvolti da una guaina trasparente e persistente.&lt;br /&gt;Strutture riproduttive&lt;br /&gt;Coni maschili numerosi, piccoli, gialli alla base dei rametti dell'anno. Coni femminili, prima piccoli e tondeggianti, poi globosi e pesanti diametro 10-12 cm, prima verdi, poi rosso-bruni a maturità (dopo te anni). Le squame legnose contengono ciascuna due semi dal guscio legnoso (pinoli).&lt;br /&gt;Usi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'utilizzo principale del Pino domestico nell'antichità era la produzione di pinoli che costituivano una base molto importante dell'alimentazione umana. Per questo è stato largamente impiegato per l'impianto di pinete lungo le zone litoranee, anche dove il clima non è quello ottimale per la specie (pinete alto Adriatico).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-5210454908894080021?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/5210454908894080021/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=5210454908894080021' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5210454908894080021'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5210454908894080021'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/08/in-pino-veritas.html' title='In pino veritas'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-8705625322165630202</id><published>2008-08-04T20:23:00.000+02:00</published><updated>2008-08-04T20:24:44.326+02:00</updated><title type='text'>Supponete che l'inferno...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11b84aa9918.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11b84aa9918.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Supponete che le persone in coma sognino. E che sognino di essere in coma e di non potersi svegliare. Supponete che per sedici anni facciate sempre lo stesso sogno, ogni giorno e per 24 ore continuative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riuscite a immaginare sofferenza peggiore?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecco, l'ideologia dominante nel paese vuole che le persone in coma continuino ad esserlo anche all'infinito. Non c'è parere di genitori o medici, non c'è esplicita volontà del paziente che vengano prese in considerazione dall'ideologia dominante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Oggi, in Parlamento, siedono i rappresentanti di questa ideologia. Gli unici a opporsi sono quelli di IDV&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;da Repubblica.it&lt;br /&gt;L'intervista/ Il professor Franco Henriquet, responsabile del Centro Gigi Ghirotti&lt;br /&gt;"Senza riflettori avremmo già assecondato le volontà del signor Englaro"&lt;br /&gt;Eluana, un hospice per morire&lt;br /&gt;"Ma ora è un caso politico"&lt;br /&gt;In Italia 206 Centri residenziali per le cure palliative dove poter vivere una buona morte&lt;br /&gt;di CLAUDIA FUSANI&lt;br /&gt;ROMA - L'ultima battaglia di Eluana sarà ancora lunga e dall'incerto destino. "E alla mercè, purtroppo, del dibattito politico che si è incardinato su un crinale molto ideologico e molto distante da quella che è la prassi della vita quotidiana" dice il professor Franco Henriquet responsabile del Centro Gigi Ghirotti di Genova, un hospice per metà pubblico e per metà privato. E invece, per dire quanto ci può essere di non-detto e di sottinteso in questo dibattito sul caso Englaro, se Eluana, già anni fa, fosse stata portata in uno dei 206 hospice operativi in Italia, a questo punto sarebbe già morta. Secondo la sua volontà e in libertà di coscienza dei suoi familiari. E senza scomodare le supreme gerarchie vaticane.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una premessa: gli hospice sono Centri residenziali per le cure palliative, luoghi pubblici, privati o affidati a onlus dove vengono ricoverati i malati terminali, coloro per i quali non c'è più nulla da fare. "Non luoghi dove si va a morire" si legge nel primo Rapporto nazionale su questi centri voluto dall'allora ministro Livia Turco, "ma dove si va a vivere meglio una fase naturale della propria esistenza". Luoghi dove i pazienti hanno una prognosi "infausta" e "un'aspettativa di vita valutata in sei mesi in base ad indicatori scientifici e all'esperienza dell'equipe curante". Dove chi entra, entro un mese, in genere muore. Con dignità e limitando il più possibile la sofferenza. In Italia gli hospice sono nati nel 1999 grazie a un'intuizione dell'allora ministro della Sanità Rosy Bindi. Oggi sono 206, per lo più al nord, garantiscono 2.346 posti letto a fronte di 250 mila malati terminali che ogni anno attraversano la fase finale della propria vita. Il professor Henriquet dirige uno di questi centri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel Centro che lei dirige quanti malati entrano ogni anno?&lt;br /&gt;"Una media di 250 persone. Che muoiono per lo più nel giro di poche settimane. Sono malati coscienti e terminali, chi per tumore, chi per sindromi neurologiche, come la Sla".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa succede a questi malati?&lt;br /&gt;"Sono tutte persone che hanno manifestato personalmente o al familiare la volontà di non essere sottoposti a tracheotomie, alimentazioni, idratazioni o ventilazioni assistite perchè le considerano accanimenti terapeutici".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come Welby?&lt;br /&gt;"Con patologie analoghe a quelle del signor Welby".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quindi?&lt;br /&gt;"Quindi, come stabilisce la Costituzione, la convenzione di Oviedo, il codice civile e deontologico, interrompiamo ventilazione o alimentazione artificiale. Rispettiamo la volontà del paziente".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Professore, una domanda difficile. Se il signor Englaro si rivolgesse al suo centro per ricoverare Eluana, sarebbe accolto?&lt;br /&gt;"In questo momento sarebbe molto difficile. E' diventato un caso nazionale, pubblico, politico e giudiziario. Aggiungo un 'purtroppo'. Accogliendo quella povera ragazza, si darebbe dell'hospice l'immagine di luoghi di morte... Insomma un'immagine negativa".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ed è per questo che il signor Englaro non ha trovato ascolto in alcuno dei 48 centri operativi in Lombardia. Facciamo finta per un attimo che i riflettori siano spenti e che Eluana non sia un caso. Cosa farebbe?&lt;br /&gt;"Avrei assecondato la volontà del padre sicuro che è la volontà della figlia, cioè interrompere ogni tipo di cura configurabile come accanimento terapeutico. Quel padre ha tutte le ragioni del mondo nel fare questa battaglia e nel chiedere la fine delle sofferenze per la figlia. Solo che la mancanza del testamento biologico, nel momento in cui il caso diventa pubblico, espone il medico a rischi penali come l'incriminazione per omissione di soccorso".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a raccontare cosa succederebbe se una qualsiasi Eluana fosse ricoverata in un hospice?&lt;br /&gt;"Dopo un certo tempo, al massimo sono due anni, in cui equipe mediche e parametri clinici rigorosissimi accertano lo stato di irreversibilità del coma, se i parenti ci chiedono di staccare sondini alimentari e/o ventilazioni, lo facciamo. Accade quasi tutti i giorni nelle terapie intensive".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E cosa sarebbe scritto nella cartella clinica?&lt;br /&gt;"Coma irreversibile, si interrompe ventilazione artificiale per volontà dei familiari".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Però c'è anche chi dice no, andiamo avanti, speriamo.&lt;br /&gt;"E sono anche questi tantissimi. Per il medico è e resta centrale la volontà del paziente e dei familiari. Io sono onorato di aver avuto per 30 anni come paziente Rosanna Benzi, una donna straordinaria, piena di vitalità e nel pieno delle sue capacità intellettuali. Condannata al polmone d'acciaio, voleva vivere e ha vissuto. E' morta, poi, ma per un tumore".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libertà di coscienza, quindi.&lt;br /&gt;"I codici deontologici professionali ruotano tutti intorno al principio del rispetto della volontà del paziente".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I malati, professore, cosa chiedono?&lt;br /&gt;"Alcuni vogliono lottare fino in fondo. Altri, i più, non vogliono oltranzismo terapeutico, non vogliono soffrire".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sondino che alimenta Eluana è cura medica oppure no?&lt;br /&gt;"E' prestazione medica: è stato accertato, deciso e scritto. Quindi il sondino è accanimento terapeutico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto serve il testamento biologico?&lt;br /&gt;"E' fondamentale per tutelare il medico e per regolamentare le fasi della vita in cui il malato non è cosciente e non ha mai affidato a un famigliare o ad un parente stretto le sue volontà".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sta seguendo il dibattito politico sul caso?&lt;br /&gt;"Purtroppo è diventata una diatriba ideologica. Da una parte il valore della vita che va difesa anche in situazioni estreme; dall'altra il principio della determinazione della libertà di scelta. Così è paralizzante, non si va da nessuna parte. Anche perchè a peggiorare la situazione ci pensa l'ennesimo conflitto tra politica e magistratura, con la politica che prevarica il giudiziario...".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eluana soffrirebbe se le fosse staccato il sondino?&lt;br /&gt;"No, perchè è in coma e non è cosciente".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto tempo per morire, professore?&lt;br /&gt;"Un mese, al massimo".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-8705625322165630202?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/8705625322165630202/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=8705625322165630202' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8705625322165630202'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8705625322165630202'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/08/supponete-che-linferno.html' title='Supponete che l&apos;inferno...'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-8923852250952160853</id><published>2008-08-04T20:18:00.000+02:00</published><updated>2008-08-04T20:23:13.681+02:00</updated><title type='text'>Il gobbo di Arcore</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery/3//1139c7ea60f.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery/3//1139c7ea60f.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;«Ridurremo le spese per non aumentare tasse»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In sostanza dice: tagliamo il welfare (che è uno strumento di redistribuzione della ricchezza a vantaggio dei cittadini più deboli) e non aumentiamo le tasse ai ricchi (tra i quali predomina egli stesso in prima persona).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiamatelo scemo!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' proprio un gobbo, invece. Il gobbo di Arcore. Santo subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E Veltroni ancora lì a reggergli la coda....Ma va la, pistola....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-8923852250952160853?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/8923852250952160853/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=8923852250952160853' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8923852250952160853'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8923852250952160853'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/08/il-gobbo-di-arcore.html' title='Il gobbo di Arcore'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-2339375634391558018</id><published>2008-07-26T16:04:00.000+02:00</published><updated>2008-07-26T16:06:54.652+02:00</updated><title type='text'>La nebbia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.provincia.venezia.it/Upload/photoGallery/00000002/nebbia.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://www.provincia.venezia.it/Upload/photoGallery/00000002/nebbia.JPG" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Elvira, dammi la mano. Hai paura? No, ma non riesco a vedere la strada. Mi sono persa anche io, Amalia...la nebbia.&lt;br /&gt;Mi capita, a volte, di girare intorno al campanile e credere di essere arrivata da te. Ma non ci sono.&lt;br /&gt;Compaiono volti improvvisi, scavati dall'umidità di queste albe autunnali. Chi sei?&lt;br /&gt;Vincenza, sei tu?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria, torna indietro. Non cercare noi che stiamo tra le nebbie del ricordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le vecchie, con le loro vestaglie di fumo, si confusero nuovamente nella brughiera nebbiosa e Maria tornò in città. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quella sera la nebbia avvolgeva la città. Si era mangiata famelica i contorni delle cose: lampioni, asfalto, finestre, portoni, negozi, insegne, cortili, alberi, panchine, sedie, piazze, tram. Fino a quando tutto scomparve e rimasero solo ombre vaporose alla ricerca come di un legame a doppio filo con la realtà, ma senza speranza di recupero, ormai. Chiunque avesse osato sfidare quella cortina densa e mutante – eppure fissa – avrebbe potuto incontrare i fantasmi della propria coscienza, smascherare la solitudine e fare emergere le smorfie dei sogni; perché la nebbia è la messaggera degli dei, che la usano per celarsi e riapparire per un attimo nei suoi vortici confusi e umidi, a fare da specchio alle inquietudini umane. Nel silenzio quasi notturno, apparvero dei passi. “Elvira, sei tu? Ma dov’eri? Entra che prendi freddo.” In casa, la caffettiera borbottava per la cena. Amalia usava bere il caffellatte, e ne offrì una scodella fumante a Elvira. Sapeva come calmare la sorella. Bastava assecondare le onde della sua delusione e della rabbia: muovere la testa per assentire, intercalare con qualche “eh, sì” “è vero” “hai ragione” “oh, è proprio così”. E una tazza di caffellatte. Davanti alla quale, certe volte, passavano lunghi minuti a contemplare in silenzio prima le spire di fumo che salivano verso la credenza e poi la panna che si rapprendeva sulla superficie, come l’inverno che indurisce i laghi, tra i vapori ghiacciati. Amalia proteggeva quella sorella maggiore che usciva spesso e girava per la città alla ricerca dei genitori, della sua casa, dei bambini piccoli da accudire; rispettava la sua fissazione, l’accettava perché le disgrazie non lo sono mai completamente e perché sperava comunque in una compensazione dei sacrifici fatti per Elvira. Se non in questa vita, agli scampoli, nell’altra. In qualche momento le capitava di chiedersi chi tra le due avesse ceduto alle intemperie dell’esistenza, e se le cose avrebbero potuto andare diversamente se la guerra non fosse arrivata a creare macerie. Quante macerie. Le nubi di polvere grigia, quella delle case che cadevano senza un lamento, a febbraio e maggio, che toglievano il respiro e bruciavano gli occhi, erano sorelle della nebbia di quella sera, ma più tristi perché nascondevano corpi veri e spezzati. Bombardamenti. Spezzonamenti. Qualcuno le aveva spiegato la differenza ma adesso non era importante. Adesso, e da quanti anni, c’era Elvira da accudire, quella ottantacinquenne che aveva messo tra parentesi oltre quaranta anni di vita. Cancellati, mandati in fumo, come quello del caffellatte davanti ai loro volti. “Lasciami andare. Devo tornare a casa mia.” Elvira l’accusava di sfruttarla, di trattenerla per rammendare e cucire, il suo mestiere. “Tu non mi sopporti” diceva. E in parte, in qualche angolo del cervello di Amalia, era vero, ma non per quello che diceva la sorella, no. Per lei che non aveva seppellito la verità, quel ricordo continuamente mozzato, quello iato dell’esistenza comune, erano una lama tagliente nel cuore; così come la sua incapacità a fermarla, a bloccarla, a far rinsavire Elvira. Sì, le capitava di non sopportare, ma con quali sensi di colpa, quante lacrime. E poi. E poi, altre volte, il martellamento continuo di bugie faceva vacillare la verità. I genitori e i fratelli potevano non essere morti sotto le bombe del ‘43; magari i piccoli ancora vagavano, adulti senza memoria, di ospedale in ospedale. Era possibile? “Sì, si. Vedrai che ci torni, a casa. Ma adesso bevi e stiamo un po’ al calduccio, qui.” Spesso, durante i lunghi inverni bui, Elvira sfilava dalla tasca del grembiale gli occhiali per vicino e un ritaglio di giornale, ingiallito e mangiucchiato. Leggeva sottovoce un elenco di nomi, di strade, di monumenti, il cordoglio della municipalità, le scuse degli inglesi fatte in italiano, il dolore dei parenti. Leggeva con eleganza e con distacco, usando l’impostazione delle grandi occasioni, ma quasi in silenzio, e soprattutto evitando di pronunciare i nomi delle persone care. Quelli li saltava. Chissà se consciamente. Amalia riprese a sorseggiare la sua cena garbata, la terminò e andò a sciacquare la scodella nel lavandino di granito. “Ecco l’elenco delle vittime del bombardamento”. Elvira lesse di nuovo i nomi. E provò la solita stretta al cuore. Ancora aveva il senno di pensare che il dolore non è una parola che si può leggere sul giornale. In quei momenti lei lo assaporava e sapeva – senza saperlo - cosa fosse, anche se non capiva da dove provenisse, né il motivo. Credeva di non conoscere nessuna delle vittime e i luoghi bombardati. Amalia sorrideva, premurosa. Si avvicinò alla sorella e con dolcezza le chiese di andare a letto. "Non ancora, Amalia. Restiamo ancora un momento" rispose Elvira. Era instancabile, e avrebbe potuto camminare altri chilometri prima di dichiararsi vinta. "Non l'hai buttato ancora quel ritaglio dell'Unione?" Elvira ricambiò il sorriso alla sorella. “Amalia, vai a prendere la gonna, che così finisco l’orlo.” Amalia salì le scale che dall’andito portavano alla camera da letto, l’unica al piano di sopra, condivisa nell’immediato dopoguerra da tutte le quattro sorelle rientrate dallo sfollamento, aprì il cassettone del comò chippendale e prima di prendere la gonna si incantò sul portagioie in legno e ottone dentro cui riposavano le fotografie dei genitori, delle sorelle e degli altri parenti immortalati dalla Argus dello zio. Ma dove era finita quella macchina fotografica? Non l’aveva più trovata. A dire il vero non l’aveva neppure cercata: solo ora si era ricordata della marca. Argus. Una ventata di ricordi arrivò. Che era? Nel servizio a fianco la finestrella era chiusa e il vetro rotto a mo’ di triangolo scaleno non giustificava quella corrente d’aria. Ridiscese le scale con la velocità consentita dalle sue settantanove primavere. La porta d’ingresso era spalancata e la nebbia stava conquistando terreno: le sue bandiere sventolavano sulla credenza liberty, sui fornelli del cucinino, sul tavolo in formica, sul lavandino in granito e sul concone per il bagno dei bambini, unica eredità della vecchia casa. Se avesse tardato a richiudere, tutto sarebbe sparito sotto quel manto biancastro. Si lasciò andare sulla sedia impagliata e chiamò a voce alta “Elvira.” Considerò che con quel tempo da lupi lì fuori, non fosse il caso di aspettare troppo. Decise allora di uscire subito; si mise il paltò - che aspettava, non da troppo, arrampicato sull’attaccapanni – e andò in cerca della sorella. La nebbia non l’avrebbe confusa, sapeva esattamente dove andare. Ma quella sera, forse diventata notte, la bruma era spessa e densa; a ogni passo sentiva di allontanarsi dalle mura di casa e di perdersi nei vicoli della città. E ogni passo era come se lo posasse sulla neve, fredda, dura e avvolgente, che le nascondeva le scarpe: era uscita scalza. Dio mio, col paltò e scalza. Sorrise pensando alla faccia della sorella quando l’avrebbe ritrovata e insieme avrebbero commentato, con quel senso amaramente ironico che le contraddistingueva. Quando la bomba colpì la casa, Amalia era vicino al porto, in preda al panico. Aveva visto gli aerei venire da sud, ingrandirsi, assordare con il boato dei motori, e poi le luci, le esplosioni, le urla, le corse, le navi incendiate, la contraerea che rispondeva in ritardo, quando già l’inferno era concluso. O era solo l’inizio? Quasi da subito il fumo e la polvere tentarono di nascondere la realtà. Appena giunta davanti alla casa, metà era sparita nella polvere. E come la loro, erano sprofondate quasi tutte le case di via Siotto Pintor e via Sant’Efisio. Cosa volevano colpire quei criminali? Quali nemici avevano intravisto tra i vicoli dei falegnami e delle botteghe dei vinai, nelle casupole dei pescatori o in quelle dei carpentieri? Glielo avessero chiesto, li avrebbe fatti entrare in casa, gli inglesi, e li avrebbe invitati a pranzo e gli avrebbe fatto vedere che lì non c’erano persone pericolose. Uno sbaglio, si scusarono più tardi. Elvira arrivò subito dopo e cominciò a scavare accanto a una squadra di soccorso. Usava le mani e i gomiti e gridava continuamente i nomi conosciuti. Ma poi era passato tutto. Avevano lavorato sodo e si erano rimesse in piedi. Tutto bene. Tranne dentro Elvira, le cui arterie lavoravano alacremente per restituirle una specie di oblio della malinconia. Ma ora doveva trovarla. C’era riuscita sempre e anche quella sera ce l’avrebbe fatta. La sentiva già a pochi metri da sé, con quel suo passo strascicato e svelto. Udiva la sua voce domandare ai fantasmi incontrati “Mi può indicare dove abitano i miei genitori?” “Più avanti, signora. Un poco più in là.” Amalia credeva di essersi diretta verso il centro, invece era vicina agli stagni. Sentiva l’odore delle nasse e della nafta. E il guizzo lento di qualche anguilla sul pelo dell’acqua. Le parve anche di vedere qualche viso avanzare nella nebbia. Volti sconosciuti che sembrava volessero indicarle la via e che subito si rituffavano nell’oscurità, rischiarata dalla luce dei pochi lampioni e dal biancore riflettente della bruma. Ebbe la sensazione che Elvira fosse da tutt’altra parte e che ad aver sbagliato strada fosse solo lei, attratta da false piste e forse dalla voglia di perdersi una volta per tutte, di farla finita con quella ricerca continua, con quella sorella svanita, con quei ricordi ossessionanti che nel bene e nel male le avevano condizionato l’esistenza. Anni buttati. Anni di guerra continua. Ma che diamine stava pensando. Maledetta la nebbia e i dubbi che insinua. Sì, l’avrebbe ritrovata comunque, la sorella amata. Insieme sarebbero tornate a casa, al calduccio, e avrebbero sfogliato le fotografie in bianco e nero dei loro cari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-2339375634391558018?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/2339375634391558018/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=2339375634391558018' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2339375634391558018'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2339375634391558018'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/07/la-nebbia.html' title='La nebbia'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-4602945857721606368</id><published>2008-07-26T15:59:00.000+02:00</published><updated>2008-07-26T16:01:28.099+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery/8//1139c8227b0.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery/8//1139c8227b0.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Umh! Floris (sindaco di Cagliari) ha firmato con Soru (presidente della Regione Sardegna)  l'accordo sulla costruzione del museo della civiltà nuragica "Betile" nel quartiere di Sant'Elia, a Cagliari. Un quartiere abbandonato a se stesso dall'incuria dei politici locali, un borgo ricco di bellezze e di gente per bene che meriterebbe ben altro che degrado e isolamento. La pioggia di finanziamenti che arriverà per il Betile servirà anche a riqualificare il quartiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo questa considerazione basterebbe a giudicare positivo, utile e buono l'accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure sono convinta che sotto ci sia dell'altro. Uno scambio. Floris firma per il museo voluto da Soru e Soru cosa promette? Nessuna obiezione e ostruzione della Regione sui progetti di Floris a proposito di nuovo stadio Sant'Elia e parcheggi multipiano al Poetto? Oppure la cessione di qualche bene prezioso del nuovo, recente demanio regionale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quien sabe?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E le opposizioni in Consiglio comunale, che dicono?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-4602945857721606368?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/4602945857721606368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=4602945857721606368' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/4602945857721606368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/4602945857721606368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/07/umh-floris-sindaco-di-cagliari-ha.html' title=''/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-8245271911352957026</id><published>2008-07-26T15:56:00.000+02:00</published><updated>2008-07-26T15:59:21.655+02:00</updated><title type='text'>La sinistra della CGIL</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://digilander.libero.it/cgil3palermo/CGIL.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://digilander.libero.it/cgil3palermo/CGIL.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L'assemblea di militanti della Cgil, convocata a Roma il 23 luglio 2008, si conclude con i seguenti punti comuni presentati dalla Presidenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1.&lt;br /&gt;L'andamento della trattativa in corso, le posizioni assunte dalla Confindustria e dal governo, non lasciano spazi a mediazioni: un accordo non è possibile. Governo e Confindustria hanno parlato di complicità nazionale tra imprese e lavoro. Il confronto e la contrattazione si basano sulla rappresentanza di specifici interessi che cercano, quando è possibile, terreni di mediazione più avanzati. Il concetto di "complicità" è la riproposizione ideologica della totale comunanza di interessi tra capitale e lavoro, cioè della totale subalternità del lavoro all'impresa.&lt;br /&gt;La vicenda del contratto del commercio è emblematica; ai lavoratori del settore e alla Filcams-Cgil vanno il nostro sostegno e solidarietà che si dovranno caratterizzare nella mobilitazione e nella lotta sindacale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2.&lt;br /&gt;La caduta dei salari, la precarietà e il peggioramento delle condizioni di lavoro sono il portato della crisi del capitalismo liberista in Italia e nel mondo. Tutta la globalizzazione oggi mostra le sue contraddizioni enormi. Le enormi ingiustizie e disparità sociali che essa ha prodotto vanno affrontate con misure di cambiamento radicale in Italia e in Europa. Di fronte all'aggravarsi progressivo di tutti gli indicatori economici del nostro paese, occorre una risposta che superi i tradizionali canoni della concertazione, della moderazione salariale, dell'accompagnamento alle soluzioni di mercato. Occorre ripristinare l'intervento pubblico e il coordinamento pubblico nelle politiche economiche. Si devono ripristinare e riorganizzare le funzioni dello stato sociale. Bisogna contrastare a fondo la precarietà del lavoro. Bisogna aumentare rapidamente il valore reale delle retribuzioni e delle pensioni. Occorre una lotta a fondo all'evasione fiscale e alla speculazione finanziaria nel quadro di una complessiva politica di redistribuzione della ricchezza. Sono questi gli elementi fondanti di una nuova politica economica e sociale che faccia uscire l'Italia dalla stagnazione e dalla crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3.&lt;br /&gt;Punto fondamentale è la riconquista della piena autonomia rivendicativa del sindacato a partire dal ruolo centrale che devono avere i contratti nazionali, sia per aumentare il valore reale delle retribuzioni, sia per rafforzare ed estendere i diritti e i poteri del mondo del lavoro. A maggior ragione non sono accettabili intese nazionali che programmino la riduzione del potere d'acquisto dei salari. Il contratto nazionale deve difendere e aumentare il potere d'acquisto delle retribuzioni. Nel caso di crescita improvvisa dell'inflazione, occorre garantire ai salari e alle pensioni una forma di copertura automatica del potere d'acquisto.&lt;br /&gt;Occorre cambiare tutta la legislazione sul lavoro riaffermando il valore e la centralità del contratto a tempo indeterminato. Occorre respingere l'offensiva del governo e della Confindustria che, nel nome di un legame sempre più stretto tra salario e produttività, mette in discussione il contratto nazionale e tutta la contrattazione. Bisogna impedire che la salute e la sicurezza dei lavoratori siano sacrificate continuamente sull'altare del profitto e della produttività. La salute di chi lavora viene prima di qualsiasi cosa e tutta l'organizzazione del lavoro deve cambiare per garantirlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.&lt;br /&gt;Il governo ha scatenato un attacco frontale a tutti i diritti del mondo del lavoro, e più in generale, ai diritti delle persone, cavalcando spinte xenofobe e razziste, aggredendo i diritti dei migranti, delle loro famiglie, dei loro figli. Così vengono messi in discussione le stesse basi costituzionali della convivenza civile nel paese, mentre sul piano sindacale l'obiettivo diventa quello di liquidare la contrattazione collettiva, sull'onda della politica di deregolazione sociale dell'Unione europea.. Con il Decreto 112 e con le altre misure annunciate si arriva alla ulteriore estensione del precariato e dell'insicurezza nel lavoro e a preparare un nuovo attacco all'articolo 18. L'aggressione ai diritti del lavoro pubblico, che prepara una nuova ondata di privatizzazioni e riduzioni di organici nella scuola e nei pubblici servizi, va con altrettanta determinazione respinta. Occorre impedire che la campagna sui fannulloni, chiaramente strumentale rispetto all'obiettivo di colpire i diritti di tutto il mondo del lavoro, divida il lavoro pubblico da quello privato. Occorre una risposta complessiva per la difesa e l'estensione dei diritti, sia per i nativi che per i migranti, sia per gli uomini che per le donne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5.&lt;br /&gt;E' necessario un profondo rinnovamento degli obiettivi e delle pratiche del movimento sindacale italiano. Il modello di sindacato generale, a cui si è ispirata la Cgil nei suoi cento anni di storia, è stato il luogo della rappresentanza sociale di tutto il mondo del lavoro e il contratto nazionale ne è stato lo strumento unificante. Una fase si è conclusa, quella della concertazione degli anni Novanta. Non si può uscire da essa scegliendo di trasformare il sindacato confederale in un sindacato di mercato, aderente ai bisogni di competitività delle imprese e privo di capacità contrattuale. Noi non vogliamo la trasformazione del sindacato confederale in un agente di servizi, di collocamento, di attività economiche. La lotta politica nel sindacato per affermare la partecipazione, la democrazia, il conflitto è quindi indispensabile e su questo trovano un impegno comune i partecipanti all'assemblea. E' necessario che l'azione sindacale sia sottoposta a rigorose regole democratiche, sia nella formazione e nella misurazione della rappresentanza, sia nella decisione dei lavoratori sulle piattaforme e sugli accordi. Per questo è necessaria una legge sulla democrazia sindacale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I partecipanti all'assemblea ritengono necessario che il movimento sindacale e in ogni caso la Cgil promuovano in autunno una vasta mobilitazione per respingere l'attacco ai diritti del lavoro, per difendere il salario e il diritto alla contrattazione, per dire basta alla continua aggressione alla salute e alla sicurezza del lavoro. Tale mobilitazione deve arrivare fino allo sciopero generale.&lt;br /&gt;I promotori dell'assemblea decidono di darsi appuntamento per settembre, sulla base dell'andamento del confronto tra organizzazioni sindacali, Confindustria e governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Roma, 23 luglio 2008&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-8245271911352957026?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/8245271911352957026/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=8245271911352957026' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8245271911352957026'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8245271911352957026'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/07/la-sinistra-della-cgil.html' title='La sinistra della CGIL'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-392254198381437072</id><published>2008-07-26T15:54:00.000+02:00</published><updated>2008-07-26T15:56:30.367+02:00</updated><title type='text'>Paolo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11b4be668ec.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11b4be668ec.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Già fosti trepida foglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che l'alba tinge di rosa, luna,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma prima fosti perduta in quello&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;che non spegne la vita,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ma in ampia meraviglia&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;d'aspre luci e languenti, la rinnova,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;chiarissimo fondo della notte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cosa inseguivo nel gelido deserto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;delle strade, dei rovi, e dei tacenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;uccelli? Fui freddo di serena&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;brezza, fu completo il silenzio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nel sibilo dei grilli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;xxxxxxxxxxxxxxx Le case&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;romite erano al vento e tacita&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;la luna premeva alle finestre. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pier Paolo Pasolini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C'eravamo tutti. Quando eravamo felici.&lt;br /&gt;Le canzoni degli Aphrodite's child&lt;br /&gt;erano la colonna sonora di una vita in cui&lt;br /&gt;le estati erano dai capelli rossi&lt;br /&gt;e dalle abbronzature precoci.&lt;br /&gt;Le madri e i padri erano più&lt;br /&gt;giovani di quanto lo eravamo&lt;br /&gt;noi dieci anni fa.&lt;br /&gt;Non pensavano alla morte.&lt;br /&gt;Nessuno di noi ci pensava. Ma era lì,&lt;br /&gt;nascosta dietro le porte degli anditi.&lt;br /&gt;Ci odiavamo, quando eravamo&lt;br /&gt;felici.&lt;br /&gt;Perchè le passioni dei ragazzi sono&lt;br /&gt;lame affilate che tagliano in due il capello.&lt;br /&gt;Quando eravamo felici. C'eravamo tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-392254198381437072?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/392254198381437072/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=392254198381437072' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/392254198381437072'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/392254198381437072'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/07/paolo.html' title='Paolo'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-5539844561139500537</id><published>2008-07-01T22:32:00.001+02:00</published><updated>2008-07-01T22:32:46.636+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11adec8dd5c.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11adec8dd5c.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da sito di MISNA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[Pubblichiamo di seguito un comunicato diffuso ieri da Firenze da 'Pax Christi Italia' sulla proposta del ministro Maroni di prendere le impronte digitali ai bambini rom, già definita “indecente” e “razzista” in un editoriale di ‘Famiglia Cristiana’ che sarà pubblicato domani, ancora disponibile in evidenza nel nostro notiziario]&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Assistiamo ormai da giorni ad attacchi sempre più duri verso i più elementari diritti umani. Prima l'obiettivo era rappresentato dall'extracomunitario in genere. Poi è iniziato l'attacco verso alcune etnie in particolare Rom e Sinti. Ora siamo arrivati all'ulteriore affinamento della discriminazione con la schedatura, attraverso le impronte digitali, dei bambini Rom. Questo, secondo il Governo è necessario per evitare l'accattonaggio e stabilire chi ha diritto di rimanere in Italia e chi no. Ricordiamo però che il 70% di questi bambini è di cittadinanza italiana. Perché discriminare solo i minori appartenenti a questo gruppo? Perché sottoporre i bimbi ad un ulteriore segno di inciviltà, in particolare da parte di una nazione che si ritiene tra le più civilizzate, esportatrice di democrazia e di giustizia? Siamo convinti che combattere lo sfruttamento dei bambini sia una priorità, ma solo attraverso un metodo che garantisca la dignità della persona e tuteli i più deboli. Cosa dovremmo dire di tutte le forme di scandaloso sfruttamento infantile ormai entrate nella nostra vita comune, ad es. nella malavita, nella prostituzione, nel lavoro, nel consumo, nella pubblicità? Una democrazia matura non può pensare di risolvere i problemi con la repressione, sa che deve investire molto di più sull'educazione e sulla prevenzione. A sessant'anni dalla Dichiarazione dei Diritti Umani, e a venti anni dalla Convenzione Onu sui diritti dell'infanzia prendiamo atto che poco si è fatto e si sta facendo per la loro applicazione. Anzi siamo sempre pronti ad alimentare pregiudizi nei confronti del diverso e dei più deboli e a decidere, in nome della nostra sicurezza, come e chi accettare, dettando delle condizioni troppo spesso incuranti della dignità umana. Ci siamo dimenticati la nostra storia di migranti e discriminati e pensiamo che la repressione sia l'unica forma di controllo. Attacchiamo la parte più debole della società (i bambini) per mandare messaggi alla parte più forte (gli adulti). Ancora oggi, dopo avere ripetutamente espresso la nostra posizione sui temi della solidarietà, dell'accoglienza e della legalità e condividendo la posizione della fondazione Migrantes, e di molte voci della chiesa e della società civile che denunciano un'Italia a "rischio xenofobia o peggio, discriminazione razziale", invitiamo a non tacere, a non minimizzare e a denunciare come pericoloso cancro sociale ogni politica, cultura, linguaggio, gesto, progetto xenofobo e razzista. Riteniamo che la sacralità della vita e la sua dignità debbano essere garantite dal suo NASCERE ma anche nel suo DIVENIRE e CRESCERE. Sollecitiamo pertanto la società civile alla riconquista del senso di accoglienza e giustizia, la politica alla ricerca di forme di tutela della persona e della sua sicurezza, senza per questo colpevolizzare alcuni popoli o etnie e senza calpestare i deboli; infine sollecitiamo quanti si professano cristiani a non dimenticare che il vangelo propone un amore illimitato e incondizionato al prossimo come unica via alla salvezza e alla speranza più che alla sicurezza”. [CO]&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-5539844561139500537?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/5539844561139500537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=5539844561139500537' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5539844561139500537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5539844561139500537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/07/da-sito-di-misna-pubblichiamo-di.html' title=''/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-8450808613112459539</id><published>2008-07-01T22:30:00.000+02:00</published><updated>2008-07-01T22:31:37.436+02:00</updated><title type='text'>Sardi, spiegatemi un po'...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11adb2ed92b.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_11adb2ed92b.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora, chi vuole le primarie per scegliere il futuro candidato alla presidenza della regione sarda è contro Soru, e chi non le vuole è pro Soru. E' così?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io non la farei così facile. Nè così dualisticamente tragica? Di primarie non è mai morto nessuno. Anzi: è uno di quei processi in cui si aprono i sepolcri e tornaro pure i defunti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono delle situazioni - chiamiamole oggettive (anche se ho difficoltà, pur stando in Italia, a immaginare situazioni para-oggettive) - in cui la diversità di vedute è un dato di fatto. Volerla mascherare fingendo un unanimismo improbabile è stupido, oltrechè controproducente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Let's go to primarie, dunque. Senza remore e senza infingimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Proviamo a tracciare due strade, però. Due strade che vanno certamente verso lo stesso obiettivo ma seguendo percorsi diversi. Non facciamo finte primarie, in cui il candidato alternativo a Soru è il classico tira-volate, come quello che nel ciclismo va avanti ma solo per sfiancare gli avversari e per preparare la vittoria del proprio capitano. Non ne abbiamo proprio bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un'ultima cosa. Se sono primarie di tutto il centrosinistra, bene. Altrimenti, in caso di scimmiottamenti veltroniani (o ventroniani? boh), con tanto di esclusione della sinistra (cioè del futuro dell'attuale fase politica mondiale), ve le fate da soli, cari pidduini.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-8450808613112459539?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/8450808613112459539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=8450808613112459539' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8450808613112459539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8450808613112459539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/07/sardi-spiegatemi-un-po.html' title='Sardi, spiegatemi un po&apos;...'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3456993953947017985</id><published>2008-07-01T22:27:00.000+02:00</published><updated>2008-07-01T22:30:04.628+02:00</updated><title type='text'>Folle!</title><content type='html'>Le folle, con il loro voto, possono scegliere come presidente del consiglio anche Totò Riina. Le folle hanno il diritto di essere governate da chi eleggono e quest'ultimo può continuare a deliquere perchè tutto viene sospeso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le folle possono decidere di prendere le impronte ai bambini zingari, e poi ai bambini campani, e poi a quelli sardi, per la loro stessa tutela: se si perdono sarà più facile rintracciarli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le folle hanno fatto follie durante il ventennio fascista, permettendo i crimini del regime e dando il "la" al nazismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma alle folle pare tutto normale e giustificato. Il presente appare sempre "altro" rispetto al passato. Le folle credono che quello che vivono al momento non sia fascismo, o regime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Folle folli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E chi tace è complice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi non fa niente è complice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi acconsente è doppiamente complice.&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://picasaweb.google.com/pigima/MyPhoto/photo#5214602172229816402"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://picasaweb.google.com/pigima/MyPhoto/photo#5214602172229816402" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3456993953947017985?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3456993953947017985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3456993953947017985' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3456993953947017985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3456993953947017985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/07/folle.html' title='Folle!'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-4388418140079979069</id><published>2008-05-18T14:41:00.000+02:00</published><updated>2008-05-18T14:43:49.986+02:00</updated><title type='text'>Processati per smog</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119bf453700.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119bf453700.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Rinviati a giudizio per non aver preso provvedimenti contro l'inquinamento da PM10.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A dover rispondere di ciò, sono stati chiamati il presidente della Regione Toscana, Claudio Martini, e il sindaco di Firenze, Leonardo Domenici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo l'accusa, la normativa europea stabilisce non solo di adottare determinate misure, ma anche di raggiungere dei risultati concreti, cioè l'abbassamento dei livelli di inquinamento da polveri sottili (PM10), causato prevalentemente dal traffico automobilistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli avvocati difensori, invece, sostenevano che a fronte dei superamenti della soglia di attenzione, nella misura prevista dalle norme UE, gli amministratori pubblici avessero solo l'obbligo di intervenire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il giudice gli ha dato torto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una buona notizia per noi, popolo di affumicati quotidiani, soprattutto se riusciremo a smuovere anche il sindaco di Cagliari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-4388418140079979069?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/4388418140079979069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=4388418140079979069' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/4388418140079979069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/4388418140079979069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/05/processati-per-smog.html' title='Processati per smog'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-696941565417405454</id><published>2008-05-17T16:16:00.001+02:00</published><updated>2008-05-17T16:29:58.918+02:00</updated><title type='text'>Servi del potere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.scuolaazienda.it/strumenti/strumenti_online/schiavitu/cla/ita/schiavi_rurale.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://www.scuolaazienda.it/strumenti/strumenti_online/schiavitu/cla/ita/schiavi_rurale.bmp" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La categoria che produce maggiori danni al paese è quella dei giornalisti servi del potere. Non tutti i giornalisti sono servi del potere, anzi. Ma quando alcuni di essi dimenticano la propria funzione per compiacere a qualcuno è assai grave. Il loro lavoro è quello di intorbidire le acque, confondere le menti e sostenere ideologie care ai potenti di turno. E lo fanno con tanta passione e convinzione che l'aspetto remunerativo della loro prestazione passa in secondo piano. Lo farebbero anche gratis.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il cavallo di Battaglia di questi domestici è accusare "il nemico" di non avere argomenti ma solo ideologie, vecchie e insostenibili. Ma i primi a non fornire spiegazioni e argomentazioni sono proprio loro. I primi a servirsi di una serie di risposte già belle confezionate, e valide per tutti i problemi e contesti (questa è l'ideologia) sono loro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Basta leggere il compitino svolto sul Giornale di Sardegna di sabato 17 maggio da Forbice per capire di cosa sto parlando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lui ha già in tasca l'elenco dei problemi degli italiani fornitogli dalla Lega e da AN, e poi l'elenco dei partitini (piccoli e comunisti) da odiare ora et semper fornitogli da Veltroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E non fa altro che ripetere questa tiritera per proseguire la sua opera di informazione mirata non ai fatti ma alle ideologie dei suoi capi. Bravo Forbice. Bell'articolo. Complimenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma perchè non usa parole e idee sue?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-696941565417405454?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/696941565417405454/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=696941565417405454' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/696941565417405454'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/696941565417405454'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/05/servi-del-potere.html' title='Servi del potere'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-7667491418126155269</id><published>2008-05-16T20:44:00.000+02:00</published><updated>2008-05-16T20:46:21.631+02:00</updated><title type='text'>La mia luna</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119ba239b28.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119ba239b28.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Così l'ho vista, l'ultima notte sul Tibet.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La luna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vicina, materna, e fredda come quelle madri che non possono permettersi di mostrarsi tenere e affettuose. La vita ha riservato loro sofferenze e tristezze che sembrano voler dire: sei diventata una roccia, comportati come tale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è che non abbiamo sentimenti, o emozioni, sono soltanto bloccate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure splendono là nel cielo, e per i figli sono gli astri più luminosi. Anche se distanti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-7667491418126155269?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/7667491418126155269/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=7667491418126155269' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/7667491418126155269'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/7667491418126155269'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/05/la-mia-luna.html' title='La mia luna'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3993167156776257099</id><published>2008-05-16T20:38:00.000+02:00</published><updated>2008-05-16T20:39:44.671+02:00</updated><title type='text'>740 addio</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119bf4e24d8.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119bf4e24d8.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cari ricchi, state tranquilli. Magari adesso sappiamo quanti siete e quanto avete guadagnato nel 2005; magari ci fa un po' rabbia sapere che mentre la maggioranza dei cittadini e dei lavoratori italiani ha seri problemi con le necessità "mensili", voi ve la passate assai bene; e magari ci sentiamo presi per il culo quando dai più svariati mass media deviate l'attenzione su altre (e verissime) storture, dimenticando la vostra; magari non digeriamo che le capacità e le professionalità che riconosciamo a molti di noi siano retribuite un decimillesimo di quello che prende qualche fessacchiotto senza arte nè parte.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma dormite pure tranquilli: nessuno di noi verrà a toccarvi niente. Forse siamo noi a doverci guardare da voi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E comunque, anche se dal vostro punto di vista "il danno è oramai fatto", la Commissione nazionale Privacy ha ritenuto illegittima la pubblicazione in internet delle dichiarazioni dei redditi degli italiani. Va bene così. Se la legge è stata violata, è giusto ristabilirla. Tra l'altro, le argomentazioni addotte sono robuste e convincenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma la questione resta aperta. In che modo - concreto, trasparente, senza ostacoli di sorta - un cittadino può accedere ai dati reddituali dei concittadini? Tramite il Comune, come si è fatto fino ad oggi? Cioè si lascia tutto nel silenzio e nell'oblio perenne?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una soluzione la indica lo stesso Garante della Privacy quando parla di "filtri". Se la pubblicazione in Internet non riguardasse i dati sensibili (indirizzi, numeri di telefono, composizione nucleo familiare), se per l'accesso venisse richiesta una password, una registrazione o qualsiasi altro filtro, allora potrebbe essere fattibile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chissà.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3993167156776257099?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3993167156776257099/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3993167156776257099' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3993167156776257099'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3993167156776257099'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/05/740-addio.html' title='740 addio'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3425494460448138182</id><published>2008-05-16T20:35:00.000+02:00</published><updated>2008-05-16T20:37:00.902+02:00</updated><title type='text'>La risata</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119bf603863.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119bf603863.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le sue barzellette sono veramente idiote. Rido per educazione. Ihihihihihihihihihi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3425494460448138182?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3425494460448138182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3425494460448138182' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3425494460448138182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3425494460448138182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/05/la-risata.html' title='La risata'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-8844994908383251076</id><published>2008-05-16T20:27:00.000+02:00</published><updated>2008-05-16T20:28:57.656+02:00</updated><title type='text'>Uffa, questa vita da cani</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119c4c23a6a.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119c4c23a6a.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ho camminato tutto il pomeriggio. C'è chi beve, per dimenticare. Io cammino. Ma le passeggiate riattivano la circolazione sanguigna, così il maggiore afflusso di globuli rossi al cervello mi fa ricordare di più e meglio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ricordo la mia città e gli affetti che ho lasciato, la casa in cui ho trascorso l'infanzia, me e mia sorella giocare insieme e poi tirarci i capelli; ricordo i genitori che non ho ancora pianto abbastanza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ho mai seguito le loro "istruzioni" per vivere. Ho scelto apposta di fare il contrario, anzi. E ora cosa ne ho avuto?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi aggiro per questa città, in cui abito da anni e che mi è ancora sconosciuta, così simile alla mia. Castello e Stampace, ma più ancora Villanova, via San Giovanni (con le sue processioni misteriose, tranne che per noi baschi) e via Piccioni (con le muraglie) e via San Saturnino (con gli orti nascosti).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripenso a te che non sorridi mentre mi dici non ci sto più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' duro vivere, ma ci voglio provare ancora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-8844994908383251076?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/8844994908383251076/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=8844994908383251076' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8844994908383251076'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8844994908383251076'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/05/uffa-questa-vita-da-cani.html' title='Uffa, questa vita da cani'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-404518100973530795</id><published>2008-05-16T20:17:00.000+02:00</published><updated>2008-05-16T20:19:18.305+02:00</updated><title type='text'>Vorrei volare</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119c991715e.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119c991715e.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sogno spesso di volare. Piego le ginocchia e faccio un balzo in alto che mi porta sopra i tetti, sospesa sulla città. Volo. Su strade, piazze, ponti, fino al mare. Quando ne ho voglia atterro e poi di nuovo sù, con la testa tra le nuvole. E mi sembra di staccare veramente i piedi da terra, come se mi allontanassi dal mio corpo dormiente, come se mi vedessi laggiù sul letto, con il cuscino abbracciato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-404518100973530795?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/404518100973530795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=404518100973530795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/404518100973530795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/404518100973530795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/05/vorrei-volare.html' title='Vorrei volare'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-7761158319602659432</id><published>2008-05-15T20:44:00.001+02:00</published><updated>2008-05-15T20:47:48.917+02:00</updated><title type='text'>Come un pugile (english) suonato</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119d3fd32e7.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119d3fd32e7.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sì, lo ammetto. L'onda lunga della batosta elettorale comincia a farsi sentire sul mio umore e sulle cose che faccio. O facevo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sento come quel pugile che durante la pausa dopo la terza ripresa chiede ai secondi come sta andando e a cui quelli rispondono: se lo ammazzi, pareggi. Ecco come mi sento: un pugile suonato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La reazione dello sconfitto è una reazione allergica a tutto ciò che gli ricorda la sconfitta: telegiornali, giornali, vespe, porte, tribune elettorali, santoro, floris, ballarò, discussioni, cene con amici, sindacato. Disgusto totale. Evito accuratamente tutto questo e mi rintano nella letteratura e in un bellissimo corso d'inglese (con insegnante madre lingua) che ho iniziato a seguire. La prima lezione è stata EROICA. La teacher ci ha fatto vedere come si usa il programma on line sul pc e ha pronunciato al microfono una frase proposta dal computer. 96 per cento di "giuistezza" nella pronuncia. Faccio anche io la prova: 97 per cento! WOW. Grandi risate e strette di mano, con quella simpaticona della teacher di Newcastle che tra una battuta e l'altra mi ha subito proposto come nuovo insegnante.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io mi sono schermito: è stato un colpo di fortuna oppure il programma va tarato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E se fosse invece un un effetto dei colpi presi dal pugile suonato che sono?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi, come dicevo, ho ripreso a leggere molto: Jonathan Littell (Le Benvole), Fosco Maraini (Ore giapponesi), Sergio Atzeni (Passavamo sulla terra leggeri), Simone de Beauvoir (I mandarini), Giuseppe Fiori (Sonetaula), Ian McEwan (Espiazione), Hannah Arendt (Quaderni e diari - 1950-1973), Umberto Eco (Dall'albero al labirinto) e Don De Lillo (L'uomo che cade). Ne ho pure qualche altro aperto (Storia della bellezza e Storia della bruttezza, di Eco) ma più che altro per consultarlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, tutto fuorchè politica italiana. Non ne posso più di Berlusconi, Veltroni, Lega Nord, D'Alema e pure Grillo (non è vero, da lui ci vado ancora, ma non so per quanto).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Faccio l'eremita ed esco solo per il corso di inglese. Hi, how are you. Fine, thanks. Nice to meet you. Nice to meet you, too.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-7761158319602659432?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/7761158319602659432/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=7761158319602659432' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/7761158319602659432'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/7761158319602659432'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/05/s-lo-ammetto.html' title='Come un pugile (english) suonato'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-5535387357971740129</id><published>2008-05-15T18:25:00.000+02:00</published><updated>2008-05-15T18:27:38.560+02:00</updated><title type='text'>Questa Italia è un Travaglio...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119e1fde847.580.0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px;" src="http://pigiotto.blog.tiscali.it///resized//gallery//uid_119e1fde847.580.0.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ah, era questa la novità che prometteva Veltroni!? L'unità con il PDL per:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- affondare la legge 300 (Statuto dei lavoratori)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- revisionare la Costituzione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- rifare le gabbie salariali più l'alleggerimento del CCNL, e, dulcis in fundo,&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;- rimproverare Marco Travaglio quando ci ricorda cose vere ma sconvenienti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo siamo ridotti. Nessuno si sogna di entrare nel merito delle cose affermate da Travaglio, ma tutti a condannare il tentativo di "destabilizzare l'attuale quadro politico".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti tranne Di Pietro, che non sarà il massimo, ma sulla cui onestà - e senso etico - professonalità e conoscenza di alcune vicende processuali nessuno può dubitare. Almeno, io non dubito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Qui non c'è da salvare alcun clima di collaborazione, qui c'è da scardinare la base, l'origine, i nessi della questione italiana: gli intrecci mafia-politica. E' un'operazione difficilissima e lunghissima, che non può giustificare alcuna caccia alle streghe o l'abbandono delle "correttezze" democratiche e dei valori costituzionali (tra i quali persiste la libertà di pensiero e di parola). Tutti devono essere ritenuti non colpevoli, se non esiste condanna definitiva. E io sono personalmente convinto, convintissimo, che la magistratura sa fare bene il suo dovere. Ma nella nostra politica c'è bisogno di un surplus di trasparenza, di limpidezza. Qualcuno dei nostri politici o qualche carica istituzionale hanno avuto rapporti d'affari con mafiosi? Hanno avuto strette amicizie o frequentazioni non casuali con boss della malavita organizzata? Cosa c'è di vero in tutto questo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che il cittadino abbia il diritto di conoscere i motivi a discolpa e non abbia il diritto, neppure con il suo libero voto, di mettere a tacere il tutto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma sono quasi tutti lì a condannare Travaglio, imprecare contro la lesa maestà, inveire su chi attenta al nuovo clima di italica concordia...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, stiamo attenti. Perchè penso che gli obiettivi veri di centrodestra e centrosinistra siano quelli che indicavo all'inizio del post: una ristrutturazione che tolga un bel po' di diritti ai lavoratori e incrementi così i profitti attesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E poi accusano la sinistra di essere ideologica o di volere la lotta di classe. Questa che stanno facendo, come la chiamano, loro?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-5535387357971740129?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/5535387357971740129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=5535387357971740129' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5535387357971740129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5535387357971740129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/05/questa-italia-un-travaglio.html' title='Questa Italia è un Travaglio...'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-5456992352675064019</id><published>2008-05-15T18:19:00.001+02:00</published><updated>2008-05-15T18:23:19.359+02:00</updated><title type='text'>Who's Zapping</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/zappiamoforbice/index.php?s=user" target="_blank" &gt;&lt;img src="http://www2.beppegrillo.it/iniziative/zappiamo_forbice.php" border="0" alt="Zappiamo Forbice"/&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giuro che non mi sono fatto condizionare da Grillo. Ero convinto già di mio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, quel tale Forbice (nomen omen) che conduce la trasmissione radiofonica Zapping, sì, quello che quando risponde al telefono emette continuamente con la bocca un fastidioso suono ("mm"..."mm"..."mm"), proprio lui, ecco, io l'avevo capito che era un censore di parte (non è l'unico, comunque, bisogna dargliene atto). Uno che dice di essere obiettivo e imparziale, basta che non gli si accenni a qualcosa che sfugge alla sua comprensione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Egli non sopporta chi lo contraddice o chi gli fa smottare sotto i piedi le sue convinzioni, evidentemente non proprio solide. E allora taglia, o sfotte gli interlocutori telefonici (che devono essere almeno laureati a Cambridge con il massimo dei voti per godere della sua ossequiosa stima).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bene, ora ne ho un'altra conferma. Il signor Forbice scende (quasi) al livello verbale di Sgarbi per smontare l'affermazione di un suo ascoltatore a proposito di Grillo e del VDay del 25 aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Me l'aspettavo. Da lui. Sentire per credere. &lt;a href="http://www.beppegrillo.it/iniziative/zappiamoforbice/"&gt;Cliccate qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-5456992352675064019?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/5456992352675064019/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=5456992352675064019' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5456992352675064019'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5456992352675064019'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/05/whos-zapping.html' title='Who&apos;s Zapping'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-6148016438611821329</id><published>2008-04-25T13:53:00.001+02:00</published><updated>2008-12-09T09:17:40.013+01:00</updated><title type='text'>De su bilinguismu</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_5G7YdKTrcR4/SBHGrLY1TwI/AAAAAAAAAAk/XzfrMey841E/s1600-h/_DSC1852.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://1.bp.blogspot.com/_5G7YdKTrcR4/SBHGrLY1TwI/AAAAAAAAAAk/XzfrMey841E/s320/_DSC1852.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5193150290428514050" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;(La foto è di &lt;a href="http://www.francescoridolfi.com/"&gt;Francesco Ridolfi&lt;/a&gt;)&lt;br /&gt;Esti sa cultura a creai is fueddus o funti custus a creai sa cultura? Cantus fueddus bi funti in sa lingua sarda? E una lingua commenti sa nostra, chi esti una lingua naraus agropastorale, podiri contai de matematica o fisica o traduxi una poesia de Pasolini? Teneus fueddus chi serbinti a custu?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;No esti, po casu, chi su sardu chi oleus esti una lingua mitica o illusoria?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su sardu esti sa lingua de is affettus e de is amoris nostrus, sa lingua de mammai e de iaia, de nonnu e de is arrugas aundi giogammus. Candu torraus a domu chistionaus in lingua con su parentadu, ma non allegaus de filosofia (commenti si narada in sardu "filosofia"?) o de atrus scimprorius: fueddaus de nosus, mancai fuxilaus, ciacciarraus, o chistionaus de sa terra e de is angionis, chi funti cosas importantis ma atras. No sciu si mi fazzu cumprendi o si seu nendi calincunu sciolloriu, ma su sardu è lingua de nicchia (mi paridi chi si narada "accaiou") e in custa nicchia doppeus atturai. Chi sa lingua sarda torridi a essi lingua de su coru, ma no de intellettu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inzandus, no seu seguru chi su bilinguismu fezzada a su casu nostru. Podeus provai, ma sciendi chi su rischiu esti de inventai unu sardu-italianizzau, e po cussu po cussu b'esti giai s'inglesu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La cultura crea le parole, o sono le parole a crearla, ad aumentare le nostre conoscenze? Il vocabolario sardo quante parole ha. E con queste, che sono nate all'interno della nostra cultura agro-pastorale, riusciremmo a parlare di matematica, di fisica, o tradurre una poesia di Paolini? Abbiamo parole per farlo? Non sarà invece che abbiamo il mito o l'illusione di una lingua sarda adatta a ciò?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Penso che il sardo sia la lingua degli affetti, la lingua delle mamme e delle nonne, la lingua parlata nelle strade della nostra infanzia. E' la lingua che usiamo quando torniamo a casa (a su connottu) per parlare di noi e dei nostri problemi, o per spettegolare o raccontare storie e barzellette, per sapere della terra e degli agnelli, ma non per parlare di filosofia. Non so se sono chiaro, e se dico fesserie: il sardo è lingua di nicchia e in questa nicchia dobbia stare: la nicchia del nostro cuore e non dell'intelletto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dunque non sono sicuro che il bilinguismo sia proprio necessario. Possiamo sperimentarlo, sì, ma sapendo che rischiamo di fare un'operazione machiavellica di sardo-italianizzato; ma allora già ci basta l'inglese.&lt;br /&gt;(La foto è di &lt;a href="http://www.francescoridolfi.com/"&gt;Francesco Ridolfi&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-6148016438611821329?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/6148016438611821329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=6148016438611821329' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/6148016438611821329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/6148016438611821329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/04/de-su-bilinguismu.html' title='De su bilinguismu'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5G7YdKTrcR4/SBHGrLY1TwI/AAAAAAAAAAk/XzfrMey841E/s72-c/_DSC1852.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-4168343045666193433</id><published>2008-03-30T14:41:00.000+02:00</published><updated>2008-03-30T14:42:38.566+02:00</updated><title type='text'>Nuova mineraria Silus: la Provincia di Cagliari accanto ai lavoratori</title><content type='html'>COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;Cagliari, 29 marzo 2008 - Dopo la decisione della Commissione europea, che ha ritenuto illegittimi i 98 milioni di euro di aiuti concessi dalla Regione a favore della Nuova mineraria Silius, lamministrazione provinciale di Cagliari ha promosso per lunedì 31 marzo, alle ore 15.00 (presso il Palazzo Regio di Cagliari) un incontro istituzionale con le rappresentanze  dei lavoratori (RSU e Territoriali) dellex Nuova mineraria di Silus (che ha chiuso i battenti lo scorso gennaio), il sindaco di Silius e il presidente della Comunità montana del Sarrabus-Gerrei, per definire una strategia comune a difesa della produttività della miniera e del 70% dei lavoratori dellex Nuova mineraria che si trovano ora in mobilità e che chiedono il passaggio diretto alla neonata società costituita dalla Regione (Fluorite di Silius) per lo sfruttamento della miniera.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-4168343045666193433?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/4168343045666193433/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=4168343045666193433' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/4168343045666193433'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/4168343045666193433'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/03/nuova-mineraria-silus-la-provincia-di.html' title='Nuova mineraria Silus: la Provincia di Cagliari accanto ai lavoratori'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-5186947897386447503</id><published>2008-03-07T19:08:00.000+01:00</published><updated>2008-03-07T19:11:53.466+01:00</updated><title type='text'>La strage degli innocenti</title><content type='html'>Altri 5 morti sul lavoro. La strage continua. Vorremmo avere più parole, e migliori, per raccontare il nostro dolore e lo sdegno. Ci pervade questo senso di impotenza davanti a una società "civile", come quella in cui viviamo, che consente 4 morti al giorni per ogni giorno dell'anno per tutti gli anni; che li permette, che non trova rimedi. E che rimedi si possono trovare? Ditecelo voi. Qui, mentre gli operai muoiono, c'è chi propone di incentivare il ricorso agli straordinari, chi chiede minori imposte anche per le imprese, e non certo per investire in sicurezza, per aumentarne i livelli. No.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci si vuole far credere che le morti sul lavoro sono una tragica fatalità e che gli imprenditori, i padroni, sono addolorati. E chi lo mette in dubbio? Anche noi siamo sicuri che stiano piangendo. Ma è il sistema che non funziona, non c'entra niente la fatalità. Nei sistemi economici come il nostro, incentrati sul liberismo più sfrenato, la struttura sovrasta le singole volontà degli imprenditori nostrani e impone loro politiche economiche basate su risparmi eccezionali, su costi sempre più ridotti, sullo sfruttamento selvaggio dei lavoratori, unico a garantire alti saggi di pluslavoro. Nelle fabbriche si lavora come schiavi, e nelle catene della grande distribuzione è anche peggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allora è necessario che la politica metta un freno a tutto ciò, imponendo (ripetiamo: imponendo) regole e rispetto delle leggi e limitando la libertà degli imprenditori di commettere omicidi bianchi. La libertà dei padroni va limitata, quando contrasta col bene e con la sicurezza dei singoli e della società. Lo dice quella Costituzione che, appunto, le destre, con Montezemolo - e non solo -  vogliono cambiare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non permettiamoglielo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vogliamo lo sciopero generale.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-5186947897386447503?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/5186947897386447503/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=5186947897386447503' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5186947897386447503'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5186947897386447503'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2008/03/la-strage-degli-innocenti.html' title='La strage degli innocenti'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-5344084431809562924</id><published>2007-07-06T15:49:00.000+02:00</published><updated>2007-07-06T17:07:31.202+02:00</updated><title type='text'>Ribellione giusta al Poetto di Cagliari</title><content type='html'>Chi si ribella gode, è il nostro motto. Bisogna ammettere però che c'è ribellione e ribellione. Ad esempio c'è una ribellione e un godimento individualista e reazionario, che non ci piace molto; e c'è una ribellione popolare e spontanea, dal godimento "socialista", che ci piace di più.&lt;br /&gt;La rivolta fiscale del nord Italia è una forma della prima specie, fatta in buona parte da chi considera la comunità una vacca da spremere senza mai dargli da mangiare.&lt;br /&gt;La ribellione cui abbiamo assistito l'altro giorno al Poetto di Cagliari è una forma della seconda specie.&lt;br /&gt;Per comprendere appieno la storia, è necessario spiegare che il tratto di spiaggia che va da Marina Piccola all'Ospedale Marino rappresenta una delle memorie collettive più ricche della città. Per tantissimi decenni si sono succedute generazioni di cagliaritani che tra giugno e settembre hanno aperto i loro ombrelloni in riva al mare, con le spiaggiole e le sdraio, i panini e la pastasciutta, sa sindria e is pressius. Sulla spiaggia libera, al netto degli stabilimenti balneari storici. Stabilimenti che sono un pugno nell'occhio e che a nostro avviso andrebbero abbattuti per salvaguardare meglio la spiaggia. Ma questo è un altro discorso.&lt;br /&gt;Il fatto è che da qualche anno a questa parte è avvenuta un'occupazione silenziosa della spiaggia libera da parte di alcuni soggetti economici che hanno ulteriormente "recintato" il Poetto, obbligando la gente ad accalcarsi negli spazi rimasti o a pagarsi ombrellone e lettino.&lt;br /&gt;Quest'anno è stato autorizzato un altro stabilimento, tra il Lido e la quarta fermata, che si estende dalla strada (dove è stato tirato sù una specie di casermone con bar, ristorante e piazzola) fino quasi al mare, con tutto lo spazio chiuso perchè hanno fatto anche campi di beach volley e beach tennis. Una struttura in legno gigantesca e orribile, pessima imitazione dello stile casotto.&lt;br /&gt;Allora: di norma è vietato piantare ombrelloni "privati" nei 5 metri demaniali, in riva al mare, e i titolari di questi stabilimenti sono molto attenti a far rispettare il regolamento per tutelare le prime file dei loro abbonati. Ma l'altro giorno un gruppo di cittadini ha deciso che quando è troppo è troppo. La calca della spiaggia libera era eccessiva e si sono quindi piazzati proprio lì, davanti al nuovo, ultimo arrivato stabilimento e hanno battibeccato con il personale che li invitava a sloggiare. "Sono 40 anni che veniamo qui e non ci facciamo espropriare da voi", "Non vedete che non c'è posto libero?" "Vi siete presi un ettaro di spiaggia, e noi dove andiamo?".&lt;br /&gt;Neppure i vigili, prontamente intervenuti a difesa della concessione, sono riusciti a farli "ragionare". "Dovete rispettare le norme della Capitaneria di Porto". Niente da fare. Sono rimasti lì. E hanno fatto scuola perchè adesso, all'altezza della quarta fermata, proprio davanti a questi prepotenti del profitto (non sono neppure organizzati in cooperativa, come gli altri stabilimenti volanti) gli ombrelloni stanno anche in riva al mare.&lt;br /&gt;Questa ribellione ci è piacuta. Innanzitutto perchè fatta da un gruppo di "famiglie" del ceto medio-basso; poi perchè pone dei problemi intorno all'utilizzo "privatistico-irrazionale" della spiaggia, voluto dagli amministratori pubblici.  Non sarà il massimo del socialismo ma è positivo, secondo noi, che qualcuno si sia ribellato all'esproprio della ex "spiaggia dei centomila".&lt;br /&gt;Certo, sul Poetto ci sono tanti altri discorsi da fare, e molti argomenti sono a favore di questi stabilimenti (sono amovibili, tengono pulito l'arenile, forniscno servizi per la sicurezza dei bagni a mare, ecc.), tanto che siamo del parere che andrebbero moltiplicati, ma dovrebbero essere gratis, pagati dal Comune, perchè non tutti possono permettersi di pagare per andare al mare. Soprattutto a Cagliari, soprattutto al Poetto.  &lt;br /&gt;Chi si ribella gode. E noi con lui.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-5344084431809562924?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/5344084431809562924/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=5344084431809562924' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5344084431809562924'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5344084431809562924'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/07/ribellione-giusta-al-poetto-di-cagliari.html' title='Ribellione giusta al Poetto di Cagliari'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-5828793008623196174</id><published>2007-05-04T10:02:00.000+02:00</published><updated>2007-05-04T10:04:23.266+02:00</updated><title type='text'>Little Italy in Danimarca</title><content type='html'>PROVINCIA DI CAGLIARI&lt;br /&gt;PROVINCIA DE CASTEDDU &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Obiettivo Danimarca:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;nasce Little Italy &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La crescente attenzione del mercato verso prodotti agroalimentari a coltivazione biologica, il rinnovato gradimento dei consumatori verso produzioni tradizionali rispetto a quelle standardizzate, rappresentano le linee guida di un progetto di cooperazione internazionale con la Danimarca, che ha mosso oggi a Cagliari i primi passi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto, voluto dallamministrazione provinciale di Cagliari e denominato Little Italy, sarà definito nelle prossime settimane attraverso il coinvolgimento di Focus Europe e Antenna Europe Direct, ma già da oggi ha trovato la necessaria condivisione e partecipazione di Henning Holmen Moler, Console onorario d'Italia in Aarhus, seconda città danese e importante realtà commerciale, nonché centro di innovazione a livello nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il principale obiettivo del progetto (che vedrebbe la Provincia di Cagliari come soggetto capofila) è quello di ampliare lo spazio commerciale per i prodotti agroalimentari sardi e, più in  generale italiani, promuovendo con questo lintero sistema territoriale locale, anche dal punto di vista culturale e turistico. In estrema sintesi, il progetto intende realizzare un evento promozionale strutturato su più livelli presso la città danese di Aarhus.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La prima fase del progetto prevede la definizione di un bando di selezione che  individuerà i produttori, associati in consorzi, che parteciperanno allevento in Danimarca, con la necessaria selezione dei prodotti da promuoversi. I  produttori che saranno così selezionati dovranno quindi impegnarsi a rappresentare il territorio di provenienza e a promuovere stabilmente in Danimarca i prodotti tipici della propria terra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La seconda fase del progetto prevede la realizzazione di un evento pubblico (durata una settimana) che avrà luogo nella cittadina danese. La manifestazione vedrà la presenza di consorzi o associazioni di imprese appartenenti alla filiera agro-alimentare della Sardegna (ma non solo), in rappresentanza dei territori e province che saranno scelte come partner del progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In tal senso il progetto prevede il coinvolgimento di 10 amministrazioni provinciali italiane ed ogni provincia dovrà impegnarsi ad assicurare lorganizzazione di almeno un evento culturale (musica, danza, teatro, etc) e/o di dimostrazione di lavorazione artistica di prodotti artigianali tipici (tessuti, vetro, ceramica, legno, etc) attraverso il sostegno a giovani artisti ed artigiani. Tali momenti collaterali espliciteranno il legame esistente tra produzioni agroalimentari tipiche e identità culturali locali, quali espressioni su livelli differenti di unica matrice identitaria.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        La manifestazione verrà coordinata dallAssociazione FocusEurope in collaborazione con il Consolato Italiano in Danimarca. La manifestazione si concluderà con una workshop a cui parteciperanno produttori italiani e danesi per fare un bilancio dellevento e definire le future collaborazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il progetto e, soprattutto, levento, avranno una sostanziale ricaduta economico-culturale sui territori interessati (Italia e Danimarca) grazie alla pubblicizzazione dei prodotti che verrà fatta su diversi piani di informazione: stampa locale danese, stampa locale italiana, sito internet, brochures divulgative e locandine pubblicitarie, TV locali.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagliari, 3 maggio  2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-5828793008623196174?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/5828793008623196174/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=5828793008623196174' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5828793008623196174'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/5828793008623196174'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/05/little-italy-in-danimarca.html' title='Little Italy in Danimarca'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-6708604187448316711</id><published>2007-04-18T18:34:00.000+02:00</published><updated>2007-04-18T18:39:43.970+02:00</updated><title type='text'>La vertenza Eridiana-Sadam approda in Parlamento</title><content type='html'>&lt;em&gt;PROVINCIA DI CAGLIARI&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;PROVINCIA DE CASTEDDU &lt;/em&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La vertenza Eridiana-Sadam &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;approda al Parlamento&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milia: dalla parte dei lavoratori &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;per ribadire lassoluta contrarietà &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;a insostenibili delocalizzazioni  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A pochi giorni dal vertice cagliaritano sulla vertenza Eridiana-Sadam di Villasor, promosso dalla Provincia di Cagliari con i lavoratori dellazienda, le organizzazioni sindacali e degli agricoltori, e le rappresentanze istituzionali del territorio, arriva oggi la notizia della presentazione di una interrogazione parlamentare (a prima firma Emanuele Sanna, LUlivo) che chiede al ministro delle Politiche agricole e forestali se non ritenga di dover richiamare lAzienda (Eridiana-Sadam) e le istituzioni territoriali interessate al pieno rispetto degli impegni assunti per salvaguardare i livelli occupativi e le attività agro-industriali ed energetiche nei territori storicamente interessati dalla coltivazione della barbabietola evitando delocalizzazioni produttive assolutamente insostenibili sul piano economico e sociale (si allega testo integrale). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, nellapprendere favorevolmente dellinterrogazione parlamentare degli On.li Emanuele Sanna, Amalia Schirru e Paolo Fadda, ha dichiarato: Leconomicità di un intervento di riconversione dellazienda, che abbia ricadute dirette, compatibili e sociali sullagricoltura sarda, le ragioni del diritto, quelle del buonsenso e, non ultime, quelle dei lavoratori, esigono che ogni tentativo dirigista di delocalizzare gli impianti dellEridiana nel porto industriale di Oristano venga sospeso. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente Milia, nel ringraziare i parlamentari dellUlivo per avere mantenuto limpegno a farsi carico della problematica, ha aggiunto: A questo punto spero che al Ministero, alla Regione Sardegna e allAzienda Eridiana-Sadam appaia evidente la necessità di  convocare al più presto un nuovo e più collegiale tavolo istituzionale tra tutte le parti interessate, unoccasione quindi di leale confronto e di condivisa decisione finale, che oltretutto porrebbe fine al deleterio contrasto che è venuto a crearsi tra le legittime preoccupazioni dei lavoratori dellex stabilimento di Villasor e le aspettative di lavoro dei disoccupati di Oristano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagliari, 17 aprile 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-6708604187448316711?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/6708604187448316711/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=6708604187448316711' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/6708604187448316711'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/6708604187448316711'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/04/la-vertenza-eridiana-sadam-approda-in.html' title='La vertenza Eridiana-Sadam approda in Parlamento'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-7815720888338621858</id><published>2007-04-13T11:31:00.000+02:00</published><updated>2007-04-13T11:33:57.124+02:00</updated><title type='text'>Vertenza Eridiana-Sadam di Villasor</title><content type='html'>COMUNICATO STAMPA Provincia di Cagliari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vertenza Eridiana-Sadam di Villasor: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; mobilitazione corale contro la delocalizzazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; degli impianti nella Provincia di Oristano&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sia ben chiaro che la delocalizzazione in Provincia di Oristano dellex stabilimento Eridiana-Sadam di Villasor e quindi, loro malgrado, dei lavoratori, vede lassoluta contrarietà della Provincia di Cagliari. Così il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, ha avviato questoggi lincontro sulla problematica della riconversione industriale dellex zuccherificio, convocato a Palazzo Regio con le rappresentanze sindacali, le organizzazioni degli agricoltori, i lavoratori dello stabilimento di Villasor e i rappresentanti politici e istituzionali del territorio. Grandi assenti  e per questo più volte criticati  il presidente della Regione, gli assessori regionali allindustria e allagricoltura, il rappresentante dellazienda Eridiana-Sadam, Ennio Ciliberti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sappiamo già  ha aggiunto Milia  che la prospettata nuova configurazione dello stabilimento Eridiana-Sadam prefigura una produzione a ciclo continuo, con  lavorazioni che sono definite usuranti. Quindi, e tanto più, non si può chiedere ai lavoratori di farsi ulteriormente carico dello spostamento di 160 km giornalieri per raggiungere il posto di lavoro.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per la Provincia di Cagliari, infatti, il nuovo stabilimento deve vedere la luce nel posto più vicino a quello originario di produzione e, in tal senso, larea industriale di Cagliari è quella più indicata per ospitare gli impianti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Per Milia è stato un errore mandare avanti delle interlocuzioni che prefiguravano precisi scenari e decisioni di vertice senza un preventivo confronto con tutte le istituzioni territoriali, le parti sociali e i lavoratori: così facendo si sono create un deleterio contrasto tra le legittime preoccupazioni dei lavoratori dello stabilimento di Villasor e le aspettative di lavoro dei disoccupati di Oristano.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Salvatore Malloci, segretario regionale della FLAI CGIL, nel criticare lassenza della Regione dalla riunione odierna, ha voluto mandare allesecutivo regionale un preciso segnale: Si deve partire, prima di tutto, dai lavoratori, non dalla delocalizzazione e dal piano industriale.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nicola Tradori, esponente della RSU aziendale, dopo avere anchesso criticato lassenza e il disinteresse della Regione, ha detto che si parla tanto di riconversione ma si tratta in verità della sconfitta della Regione: è chiaro a tutti che prima avevamo uno stabilimento che si occupava di trasformare produzioni agricole locali, mentre in futuro avremo unindustria che dovrà trasformare prodotti importati in Sardegna dallestero. Sempre Tradori ha aggiunto: Un bel giorno qualcuno si è svegliato e ha deciso, a nostra insaputa, che la riconversione delle produzioni doveva partire dalla delocalizzazione degli impianti e non dai lavoratori. Ed abbiamo finalmente capito che dobbiamo questa scelta al responsabile regionale dellagricoltura: che fine ha fatto il Consiglio regionale ? che fine ha fatto la Commissione regionale competente ? subiscono le decisioni di altri e non fanno nulla ?.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo De Cesare, direttore della Coldiretti di Cagliari, ha detto che appare fin troppo chiaro come la decisione di ubicare i nuovi impianti a bocca di porto di Oristano prefigura di fatto  per decisione della Regione - che la materia prima arriverà necessariamente da fuori, ovvero  per quanto sappiamo  dal Sud America. Per Coldiretti, se si vuole davvero il bene della Sardegna, bisogna invece pensare allutilizzazione di materie prime prodotte in Sardegna e, con questo, al fatto che ciò presuppone un accordo con i lavoratori agricoli, perché la loro attività sia remunerativa.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Efisio Pisanu, sindaco di Villasor, ha lamentato il fatto di avere appreso della delocalizzazione degli impianti in Oristano soltanto nella riunione ministeriale del marzo scorso e  dichiarandosi in tal senso contrario - ha richiamato lattenzione di tutti sulla possibilità di studiare lutilizzo, seppur parziale, dei vecchi impianti di Villasor per altre produzioni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piergiorgio Massidda, parlamentare di Forza Italia, anchesso contrario alla delocalizzazione degli impianti a Oristano, dopo avere criticato il sistema agricolo sardo che la Regione intende attuare nellisola, su basi ancora assistenzialiste, ha raccontato di essere stato informato telefonicamente dallambasciatore delle Filippine che la materia prima che verrà utilizzata nei nuovi impianti sarà lolio di palma e che la stessa arriverà non dal Sud America, bensì dalle Filippine.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Emanuele Sanna, parlamentare dellUlivo, dopo avere lamentato lassenza della Regione, interlocutore principale, ha criticato la politica agricola europea che sta sempre più cancellando le nostre produzioni locali e si è detto convinto che in Sardegna cè ancora spazio per un settore agroalimentare di qualità. Anche Sanna si è espresso contro lubicazione nella provincia di Oristano del nuovo impianto Eridiana-Sadam.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Amalia Schirru, parlamentare dellUlivo ha detto che occorre battersi non solo contro la delocalizzazione dello stabilimento a Oristano, ma anche contro limportazione della materia prima, contro una riconversione che non abbia ricadute dirette sullagricoltura sarda.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Maria Grazia Calligaris, consigliere regionale dei socialisti democratici italiani, ha ripercorso la storia e le vicissitudini dellex zuccherificio di Villasor, ricordando che le aziende, quando si è trattato di prendere e di godere delle agevolazioni e dei benefici non si sono mai tirate indietro e quindi oggi non possono non fare la loro parte, restituendo al territorio quello che hanno preso fino a ieri.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Enzo Costa, segretario territoriale della CGIL, ha lanciato precise critiche allesecutivo regionale ed ha spiegato che la decisione di ubicare il nuovo stabilimento della Eridiana-Sadam nasce da un tavolo di concertazione in cui erano rappresentati solo alcune amministrazioni, ad esempio quella di Oristano, ma dove mancavano tante altre che avrebbero dovuto essere coinvolte e informate. Il fatto è  - ha aggiunto Costa  che non esiste ancora un Piano industriale, che lo stabilimento è chiuso, che i lavoratori sono in cassa integrazione e che le coltivazioni agricole di barbabietola sono state dimesse senza che venissero sostituite da altre. Le cose  ha concluso Costa  non possono rimanere ancora nascoste nelle segrete stanze della Regione e del Ministero. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In chiusura dei lavori il Presidente Graziano Milia ha ricordato che occorre tenere conto degli scenari che abbiamo dinanzi, evitando di avere un approccio che metta sul tavolo troppe cose e problematiche insieme: se occorre essere realisti, riconoscendo limpossibilità materiale di riavviare la produzione dello zucchero a Villasor, non per questo non dobbiamo però pretendere il rispetto della legge 81/2006, che parla di riconversione dei siti industriali e non di delocalizzazione degli stabilimenti e dei lavoratori.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Peraltro  ha aggiunto Milia  nel leggere il verbale dellincontro tenutosi tra la Regione e i rappresentanti dellEridiana-Sadam, abbiamo scoperto che il Piano industriale è stato già anticipato alla Regione, un Piano che noi non conosciamo ancora e che forse contiene qualcosa di più, visto che ci risultano allegate delle precise planimetrie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Lincontro è stato aggiornato con la decisione di trasmettere alla Regione Sardegna le risultanze dei lavori odierni e quindi con la convocazione, da oggi ai prossimi 15 giorni, di una nuova occasione di confronto che dovrà avere luogo con la presenza non solo della Regione ma anche dei rappresentanti aziendali della Eridiana-Sadam,  con una mobilitazione dei parlamentari sardi che si sono già da oggi dichiarati disponibili a presentare una precisa ed urgente interrogazione parlamentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cagliari, 11 aprile 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ufficio Stampa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-7815720888338621858?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/7815720888338621858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=7815720888338621858' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/7815720888338621858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/7815720888338621858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/04/vertenza-eridiana-sadam-di-villasor.html' title='Vertenza Eridiana-Sadam di Villasor'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-2128463802190120662</id><published>2007-04-10T21:10:00.000+02:00</published><updated>2007-04-10T21:12:21.957+02:00</updated><title type='text'>Vertenza Sadam di Villasor</title><content type='html'>&lt;em&gt;PROVINCIA DI CAGLIARI&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;PROVINCIA DE CASTEDDU&lt;/em&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Vertenza Sadam di Villasor&lt;/strong&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una soluzione condivisa e una diversa localizzazione &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; per il progetto di riconversione dello zuccherificio &lt;br /&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si terrà domani a Cagliari, 11 aprile (Palazzo Regio, ore 10.00) il vertice istituzionale convocato dal Presidente della Provincia di Cagliari per definire una strategia comune tra tutti i soggetti interessati alle problematiche dello zuccherificio SADAM di Villasor. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;ll primo passo operativo verso la riconversione degli zuccherifici è stato fatto il 31 gennaio, quando il Comitato interministeriale dello zucchero ha approvato il piano generale di riconversione dei 13 siti etilico-saccariferi italiani in dismissione, a seguito alla riforma europea dello zucchero. La direttiva stabilisce infatti che, salvo motivate eccezioni, i progetti dovranno essere presentati e avviati entro i prossimi mesi, corredati da un accordo di riconversione produttiva con la Regione competente per territorio e con tutte le parti interessate, le amministrazioni e i soggetti pubblici coinvolti.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come si ricorderà, nellultimo tavolo di concertazione, tenutosi a fine marzo a Roma, presso il Ministero delle Risorse e Politiche agricole, è stato presentato il progetto della filiera bioenergetica legata alla riconversione dello zuccherificio di Villasor, (da cui dovrebbe nascere una centrale per la produzione di energia da biomasse), senza che però si raggiungesse un condiviso accordo sullipotesi prospettata dalla Regione Sardegna di spostare la sede dei nuovi impianti nellarea del porto industriale di Oristano. Tale ipotesi ha registrato la contrarietà dei lavoratori dello stabilimento, delle organizzazioni sindacali, del sindaco di Villasor  e dello stesso Presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allincontro di domani, cui sono stati invitati il sindaco di Villasor, il presidente della Regione Sardegna, gli assessori regionali dellIndustria e dellAgricoltura, prenderanno parte - oltre ai lavoratori dell'ex zuccherificio - anche le rappresentanze sindacali nazionali e regiuonali di categoria (FAI CISL, FLAI CGIL, UILA UIL), il Presidente della V^ Commissione del Consiglio regionale,  Coldiretti, Confagricoltura, Confederazione italiana agricoltori (CIA), Copagri, Confcooperative Sardegna, Lega delle cooperative, Associazione generale Coop italiane (AGCI) e lEridiana Sadam SpA.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;In questa sede si valuterà pertanto lipotesi di riconversione dello stabilimento di Villasor alla luce di diverse, più opportune e congrue ipotesi di localizzazione rispetto a quella prospettata nella Provincia di Oristano dalla Regione Sardegna.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagliari, 10 aprile 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-2128463802190120662?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/2128463802190120662/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=2128463802190120662' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2128463802190120662'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2128463802190120662'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/04/vertenza-sadam-di-villasor.html' title='Vertenza Sadam di Villasor'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-7010325106716040108</id><published>2007-03-22T21:30:00.000+01:00</published><updated>2007-03-22T21:31:37.003+01:00</updated><title type='text'>La Sardegna apre le porte ai rifugiati</title><content type='html'>COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La Sardegna apre finalmente le porte ai rifugiati&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Cagliari il primo Centro di soccorso e accoglienza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nasce a Cagliari il primo Centro di accoglienza per richiedenti asilo e rifugiati della Sardegna. Liniziativa verrà illustrata nei dettagli  domani, 23 marzo 2007 (Palazzo Regio, Sala del Consiglio provinciale, ore 10.45) alla presenza del Sottosegretario di Stato all'Interno, Marcella Lucidi (delegato per le materie dell'immigrazione e dell'asilo), del Presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, dellassessore provinciale ai Servizi sociali, Angela Quaquero e di don  Ettore Cannavera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Centro cagliaritano, ora inserito allinterno del Programma Nazionale Asilo (PNA) è stato segretamente realizzato (per evidenti ragioni) dalla Provincia di Cagliari ricorrendo alla legge 189/2002 in materia di immigrazione e asilo, grazie anche ad uno specifico bando pubblico nazionale di finanziamento che ha premiato la proposta progettuale presentata dallesecutivo provinciale guidato da Graziano Milia (2° posto assoluto in graduatoria) e con un contributo finanziario di 150mila euro, pari a 2/3 del costo complessivo del progetto. La Sardegna, a ieri, era lunica regione italiana a non essersi ancora dotata di questo strumento di soccorso, assistenza, accoglienza e integrazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gestione operativa del Centro di accoglienza (linserimento degli ospiti avverrà su segnalazione ed invio da parte delle Prefetture tramite il  Servizio Centrale del Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati) sarà formalizzata domani durante la conferenza stampa (anche con lintitolazione del Centro ad una importante figura politica sarda) con  laffidamento alla Cooperativa Cooperazione e confronto di don Ettore Cannavera, organizzazione che vanta una esperienza pregressa nella gestione di strutture  di accoglienza per minori e giovani adulti  italiani e stranieri provenienti dal circuito carcerario. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie a questa nuova realtà, che prevede laccoglienza di richiedenti asilo e rifugiati appartenenti a categorie vulnerabili (ed in particolare  donne sole con minori e uomini singoli vittime di tortura),  sarà possibile consentire ai beneficiari di sperimentare graduali percorsi di  autonomia ricreando allinterno della struttura  condizioni  di vita il più possibile normali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa iniziativa  ha detto il presidente Milia  è la dimostrazione più concreta di come ci stiamo muovendo nel quotidiano amministrare la cosa pubblica. Si possono quindi raggiungere importanti e qualificanti traguardi di integrazione strutturale dei più bisognosi daiuto, unassistenza sociale che sappia trasformarsi in realtà, senza per questo rincorrere le quotidiane emergenze o i riflettori di una effimera notorietà, ma lavorando piuttosto sottotraccia, con fatica e passione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la Regione è centralista e i Comuni sono impegnati in problemi concreti  ha detto Milia   la Provincia di Cagliari ha cercato di assumere un compito determinante: diventare un ente forte, responsabile, partecipato e credibile, raccogliendo prima di tutto le istanze del territorio, per poi tradurle in azioni concrete. Non è più ammissibile lignoranza, la lontananza dai problemi reali e quotidiani dei più bisognosi e, soprattutto, lincapacità. Chi lavora per il bene pubblico non può più permettersele.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il progetto si avvarrà anche della collaborazione dellAsl n. 8 di Cagliari (per quanto riguarda lassistenza medica e quella sanitaria specifica con  riferimento alla rilevazione e certificazione di eventuali casi di tortura e/o violenze), dellAssociazione EMDR Italia (per il supporto e la consulenza scientifica in relazione alle diverse patologie riconducibili al Disturbo Post- Traumatico), del Centro territoriale permanente coordinato dallIstituto Secondario di 1° grado G. Manno -  F. Alziator di Cagliari - (per la realizzazione dei corsi di lingua italiana). &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                                                                             Cagliari, 22 marzo 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-7010325106716040108?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/7010325106716040108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=7010325106716040108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/7010325106716040108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/7010325106716040108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/03/la-sardegna-apre-le-porte-ai-rifugiati.html' title='La Sardegna apre le porte ai rifugiati'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3215296292618156017</id><published>2007-03-10T19:09:00.000+01:00</published><updated>2007-03-10T19:12:36.771+01:00</updated><title type='text'>Ti regalerò una rosa...A Cagliari, dal 10 al 14 marzo</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La salute mentale in un percorso formativo on-line&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quanto si propongono un gruppo di ricercatori e psichiatri dellarea mediterranea e dellAfrica che si riuniranno a Cagliari dal 10 al 14 Marzo. Il progetto è coordinato dal Professor Mauro Carta e dalla drssa Carolina Hardoy del Dipartimento di Sanità Pubblica dellUniversità di Cagliari ed è stato finanziato dalla Presidenza della Regione Sardegna con risorse comunitarie (Legge Regionale 19/06). Ne fanno parte la professoressa Vera Danes, psichiatra dellUniversità di Sarajevo (Bosnia Erzegovina) esperta in disturbi post traumatici da stress,  il professor Elia Karam dellUniversità di Beirut (Libano) psichiatra che si occupa prevalentemente di epidemiologia delle tossicodipendenze, la professoressa Khadija Mchichialami, psichiatra del Centro Collaborativo OMS dellUniversità di Casablanca (Marocco), il Professor Oye Gureje del Centro Collaborativo OMS dellUniversità di Ibadan (Nigeria), il professor Giuseppe dellAcqua responsabile del dipartimento di Salute Mentale di Trieste e dellannesso Centro Collaborativo OMS, la signora Gisella Trincas rappresentante della associazione italiana per la riforma psichiatrica (ASARP). Per lUniversità di Cagliari partecipano al progetto il centro e-learning dateneo (Prof Aymerich, dottoressa Atzei) e il Dipartimento di Scienze Mediche (Prof Vitulano, dottor Casanova) e Ivano Todde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lobiettivo è quello di creare un supporto formativo sui concetti più avanzati inerenti la cura dei disturbi psichici. Il sito si propone anche di  raccontare ciò che accade in salute mentale in diversi contesti dellarea mediterranea.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bisogna considerare che la salute mentale rappresenta una area critica in numerosi paesi: quattro  delle dieci maggiori cause di disabilità nel mondo sono psichiatriche (i disturbi dellumore, la schizofrenia, il deficit intellettivo, il consumo di droghe). I paesi in via di sviluppo mancano di risorse per fare fronte a questa emergenza, vengono così rallentati i processi di deistituzionalizzazione, ovverosia la chiusura degli ospedali psichiatrici e la messa in atto di reti di cura in salute mentale nel territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La conseguenza è la pratica di cure obsolete  e,  talvolta, il non rispetto degli stessi diritti umani dei sofferenti. Questi problemi interessano molti paesi dellarea mediterranea e dellAfrica. Infatti lOrganizzazione Mondiale della Sanità ha individuato come bisogni prioritari nellarea mediterranea: il ripristino dei diritti umani per i pazienti psichiatrici, la deistituzionalizzazione ed il consolidamento delle cure comunitarie (erogate cioè nel territori e non nellospedale psichiatrico), labuso di sostanze e la ricostruzione delle reti di cura nelle situazioni post-belliche (B.Saraceno East Mediterr Healt J 7:332-5, 2001. Secondo lEastern Mediterranean Office della stessa Organizzazione Mondiale della Sanità (C Ghosh et al. J R Soc Health  124: 268-70, 2004), in 22 paesi dellarea mediterranea allargata, l85% della popolazione soffre di disturbi psichiatrici successivi a conflitti bellici e/o guerre civili. Fra i paesi interessati la Bosnia, il Libano, lAlgeria, la Nigeria e le aree saheliane del Marocco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Data la scarsità di risorse disponibili è stato segnalato (McKenzie K, Patel V, Araya R. Learning from low income countries: mental health.BMJ. 2004 Nov 13;329(7475):1138-40) che le migliori strategie nello sviluppo delle reti di cura in salute mentale nei paesi in via di sviluppo, si possono avvalere di: 1) coinvolgere il personale periferico della primary care (medici di medicina generale, infermieri del territorio, operatori sociali) 2) utilizzare le specifiche risorse che il contesto offre (reti di cure tradizionali, reti di supporto informale ecc).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La salute mentale dopo lospedale psichiatrico: un modulo formativo integrato per il personale della primary care,  è un progetto che si iscrive in questo contesto e risponde a parte di questi bisogni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il personale della primary care opera spesso a distanze ragguardevoli o comunque in situazioni di difficile accesso rispetto ai centri di formazione universitaria. Inoltre, la necessità di sviluppare specifici modelli, che si servano delle risorse disponibili nei differenti contesti, pone il problema dellimpiego di moduli flessibili che in un contesto di costruttivismo sociale offrano al discente-interlocutore la condizione di un ruolo attivo nellinterazione formativa. I vari interlocutori potranno cioè diventare parte attiva del processo formativa contribuendo con materiali che raccontano le specificità delle situazioni in cui operano. Un comitato scientifico sarà deputato a modulare linterazione ed a scegliere i contenuti da inserire nel modulo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si tratta di un progetto innovativo nel campo della salute mentale del quale si avverte un significativo bisogno formativo e nel quale lItalia è considerata un modello di riferimento. Si deve tenere conto infatti del prestigio riconosciuto a livello internazionale al cosiddetto modello italiano, basato sulla deistituzionalizzazione. Prestigio che ha fatto si che la strada intrapresa nel nostro paese venisse indicata dalla stessa Organizzazione Mondiale della Sanità come riferimento per i paesi che debbono sviluppare una psichiatria comunitaria. Inoltre la specifica condizione della Sardegna, che in questo momento ha in atto un vigoroso processo di trasformazione delle reti di cure in salute mentale (vedasi il recente piano sanitario regionale), fa della nostra regione un tramite ideale (non solo sul piano geografico) perché il modello italiano basato sulla non ospedalizzazione, sul rispetto dei diritti del sofferente, sulla costruzione di reti di supporto integrate, possa essere veicolato in altre realtà culturali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esiste inoltre una particolare condizione storica  che indica la Sardegna come una sorta di ponte culturale fra lUnione Europea e la sponda Sud del Mediterraneo, questo contesto rende particolarmente rilevante lazione intrapresa dal presente progetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La particolare metodologia adottata, permetterà una migliore diffusione attiva e condivisa dei moduli erogati. Sarà possibile fornire supporti per la formazione continua del personale che opera a distanza dai centri universitari, sia in sedi nelle quali è possibile laccesso a internet, sia in sedi nelle quali non è possibile laccesso. In queste ultime la fruizione della formazione sarà comunque possibile off-line tramite luso di supporti multimediali realizzati allo scopo. Questa formazione a distanza verrà completata da una serie di scambi da e verso il centro coordinatore-erogatore (che sarà prima lUniversità di Cagliari, quindi e in fasi successive i singoli partners universitari) che permetterà un completamento della formazione insieme alla elaborazione-produzione di materiali specifici. Ciò sarà possibile grazie alla predisposizione di una struttura modulare flessibile, adattabile sia alle esigenze dei centri universitari collaboratori che dei centri via via più periferici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allinterno del contesto descritto, il percorso formativo per il personale dellarea sanitaria psichiatrica verrà erogato in modalità Blended (mista) mediante lutilizzo di una Piattaforma On-Line, in linea con il piano dazione e-learning 2002-2004  della comunità europea che intende l e-learning   come utilizzo  delle nuove tecnologie multimediali e di internet per migliorare la qualità dellapprendimento, agevolando laccesso a risorse e servizi nonché gli scambi e la collaborazione a distanza,  di costruire una modalità formativa conveniente ed efficace per una utenza distribuita su un vasto territorio geografico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Obiettivo generale del progetto è la sensibilizzazione nei paesi dellarea mediterranea e africana sulle problematiche relative ai diritti civili e di cura dei sofferenti di disagio psichico, in risposta a quanto indicato come prioritario dai citati documenti della Organizzazione Mondiale della Sanità. Questo obiettivo passa attraverso la creazione della cultura  delle cure  in salute mentale negli operatori della primary care. I paesi beneficiari potranno quindi usufruire della messa a punto di moduli formativi applicabili in una area strategica. Il progetto sarà inoltre di stimolo e valorizzazione per la elaborazione in loco di modelli specifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nell attuazione del progetto la Sardegna si pone, nellarea mediterranea, quale regione guida nei processi di miglioramento della salute e di formazione del personale. Inoltre, vista lalta valenza strategica di questo settore nellambito della cooperazione in ambito mediterraneo, il progetto può essere un interessante veicolo alla luce del Know-how sviluppato dalle aziende sarde nellambito dell e-learning e più in generale nella elaborazione di supporti informatici rivolti alla formazione del personale. Lo scopo non è solo quello immediato di formare o di approfondire alcuni aspetti attraverso le tecnologie ma anche di rafforzare il processo di costruzione di una fitta rete di  relazioni con e tra i partecipanti e di porre le basi per la costituzione di vere e proprie Comunità di Pratiche ( http://www.ewenger.com/theory/start-up_guide_PDF.pdf ) nellambito della salute mentale. Queste ultime a loro volta potranno in autonomia continuare a crescere e a progredire al di là della durata stessa del corso, così da diventare centri di aggregazione e formazione per altri operatori interessati alle tematiche trattate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Mauro Carta&lt;span style="font-style:italic;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Professore di Psichiatria&lt;br /&gt;Dipartimento di Sanità Pubblica&lt;br /&gt;Università di Cagliari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Martedì 13 marzo, alle ore 11, presso il Centro E-learning&lt;br /&gt;dell´Universita´ di Cagliari, Via San Giorgio 12, ingresso 5, (Ex Clinica&lt;br /&gt;Aresu) avra´ luogo la Conferenza stampa di presentazione del progetto di&lt;br /&gt;percorso formativo online dedicato alla salute mentale, destinato  ai&lt;br /&gt;paesi dell´area mediterranea dell´Africa.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3215296292618156017?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3215296292618156017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3215296292618156017' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3215296292618156017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3215296292618156017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/03/ti-regaler-una-rosaa-cagliari-dal-10-al.html' title='Ti regalerò una rosa...A Cagliari, dal 10 al 14 marzo'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-1341063604312512044</id><published>2007-03-08T17:03:00.000+01:00</published><updated>2007-03-09T19:40:51.826+01:00</updated><title type='text'>Salvare UNILEVER</title><content type='html'>COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNILEVER: le istituzioni accanto ai lavoratori&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Milia: lAzienda mantenga gli impegni assunti  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non è accettabile che i destini economici di Cagliari siano affidati esclusivamente alledilizia e ai call center, non è accettabile questa deriva: lo stabilimento UNILEVER non deve chiudere e il prossimo 13 marzo saremo accanto ai lavoratori per manifestare la nostra contrarietà . Così il presidente della Provincia di Cagliari ha concluso i lavori dellassemblea tenutasi questoggi a Cagliari sulla vertenza UNILEVER. Tra i partecipanti, oltre alle parti sociali (CGIL, CIS, UIL e RSU), il presidente del Consiglio provinciale di Cagliari (Roberto Pili), il sindaco di Quartu SantElena (Luigi Ruggeri), gli assessori alle attività produttive di Cagliari e della Provincia (Luciano Collu e Piero Comandini), il capo di gabinetto dellassessore regionale dellIndustria (Fausto Del Rio) e una nutrita pattuglia di consiglieri comunali e provinciali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il presidente della provincia, Graziano Milia, ha sgombrato subito il campo da ogni tentativo d mediazione che veda la chiusura dello stabilimento: Non accetteremo dalla UNILEVER  ha detto Milia  risposte che non siano rassicuranti per i lavoratori. Se la cosa non fosse in questi termini, allora la vertenza si sposterà subito in un tavolo nazionale, quello del ministro Bersani. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chiediamo  ha aggiunto Milia  che laccordo del 2003 con lUNILEVER venga rispettato, perché non possiamo accettare di essere stritolati da un meccanismo più grande di noi, quello della globalizzazione dei mercati, che vede una multinazionale americana  nonostante i risultati lusinghieri ottenuti dallo stabilimento cagliaritano  inseguire sempre maggiori profitti, al di là di quelli già abbondantemente conseguiti nel 2006 (3miliardi di euro solo in Italia, ndr). Sentirsi bene, avere un bellaspetto ed una vita più piacevole, questo è lo slogan commerciale con cui si presente al mondo lUNILEVER: beh  ha detto Milia chiudendo il suo intervento  chiediamo allazienda di farsi carico anche della vita e del benessere dei suoi lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le rappresentanze sindacali presenti allassemblea hanno ricordato che non ci si può permettere il lusso di perdere questa realtà storico-produttiva, uno stabilimento allavanguardia che non necessità di alcun ammodernamento, perchè non si possono lasciate a terra dei lavoratori giovani, super motivati e professionalizzati (Raffaele Lecca, CGIL). Per Antonio Piras (CISL) lo stabilimento di Cagliari si è conquistato, grazie allimpegno dei lavoratori, degli spazi di produzione e di qualità a livello europeo: lazienda deve farsi carico dei suoi problemi e non scaricarli sui lavoratori e sulle istituzioni. Pasquale Deiana (UIL) ha ricordato che se lUNILEVER ama spesso definirsi una multinazionale dal volto umano allora è giunto il momento di dimostrarlo, tanto più perché non ci sono motivi di ordine tecnico e industriale per chiudere questo stabilimento. Per la RSU aziendale è intervenuto Sandro Scalas, ricordando che non cè solo il problema dei lavoratori dellUNILEVER, ma anche quello di tutti i lavoratori dellindotto (latte, zucchero, logistica) che resterebbero senza lavoro se entro il prossimo 31 dicembre non si troveranno soluzioni alla chiusura dello stabilimento . Stabilimento che  ha aggiunto Scalas  è tra i primi in Europa, dove questanno sono stati trattati 13 milioni di litri di latte (per 14 milioni di pezzi di gelato prodotti), che ha dato vita e messo nel mercato, questanno, ben 60 nuovi e differenti prodotti, uno stabilimento dove hanno visto per primi la luce (inventati, sperimentati, testati e poi prodotti) alcuni prodotti di successo (Cucciolone, Cornetto, Magnum, etc). Ecco  ha concluso Scalas  dopo avere inventato il Cuore di Panna, i lavoratori lo stanno trasformando  loro malgrado nel cuore di storia, lacrime e sangue. Dopo avere dato notizia del prossimo incontro tra le parti (Confindustria  Sindacati), previsto per il prossimo 13 marzo a Cagliari, i sindacati hanno annunciato che per quella data i lavoratori dellUNILEVER sciopereranno, manifestando dinanzi alla sede di Confindustria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uff.Stampa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagliari, 9 marzo  2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-1341063604312512044?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/1341063604312512044/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=1341063604312512044' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1341063604312512044'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1341063604312512044'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/03/salvare-unilever.html' title='Salvare UNILEVER'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-1720958564594437247</id><published>2007-02-25T19:02:00.000+01:00</published><updated>2007-02-25T19:04:31.031+01:00</updated><title type='text'>"Soru, non svendere il Sulcis"</title><content type='html'>&lt;i&gt;dal &lt;b&gt;manifesto&lt;/b&gt; del 24/2/07&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;«Soru, non svendere il Sulcis»&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il presidente della Commissione ambiente del Senato Tommaso Sodano (Prc) chiede alla giunta sarda di annullare la vendita delle miniere dell'iglesiente. Acquirenti: Pirelli, Ligresti e un fondo immobiliare Usa&lt;br /&gt;Costantino Cossu&lt;br /&gt;Cagliari&lt;br /&gt;«La Regione Sardegna sospenda il bando di vendita degli ex siti minerari del Sulcis-Iglesiente». La richiesta arriva - attraverso una dichiarazione alle agenzie di stampa - dal presidente della commissione ambiente del Senato, Tommaso Sodano (Prc), che in un'interrogazione parlamentare chiede anche, al ministro Rutelli, di annullare gli atti della giunta sarda. «E' opportuna - dice Sodano - una riflessione, prima di cedere a privati un bene pubblico che l'Unesco ha dichiarato patrimonio mondiale dell'umanità».&lt;br /&gt;Sodano si riferisce a una delibera della giunta regionale sarda (del 26 aprile 2006) che mette in vendita pezzi (di proprietà della Regione Sardegna) delle miniere dismesse del Sulcis-Iglesiente, uno dei siti di archeologia industriale più vasti e più importanti d'Europa.&lt;br /&gt;Sodano, che polemicamente usa il termine «svendita» anziché «vendita», spiega: «Pare giunto il momento di sospendere la svendita del territorio, per verificare, insieme a comunità locali, parti sociali, associazioni culturali e ambientaliste, se esista un differente e più appropriato percorso per dare risalto a questi beni, senza che di essi si debba necessariamente e definitivamente spogliare la parte pubblica». Il presidente della commissione ambiente di palazzo Madama contesta «la cartolarizzazione dei siti di Masua, di Ingurtosu, di Naracauli, di Monte Agruxau e di Pitzinurri in favore delle multinazionali del mattone e del turismo d'élite». «Viene in questo modo affermata - dice Sodano - un'idea di sviluppo che passa attraverso l'alienazione di beni comuni in favore di imprese private, per realizzare alberghi di lusso e campi da golf».&lt;br /&gt;Le multinazionali del mattone alle quali fa cenno Sodano sono tre: Pirelli Real Estate, Immobiliare Lombarda (Ligresti-Fondiaria-Sai) e Hines Italia, un importante fondo immobiliare con sede negli Usa che a Milano sta realizzando il «Quartiere della moda». Sono queste le imprese che hanno risposto, nel luglio 2006, al bando lanciato da Renato Soru con la delibera dell'aprile 2006. Ce n'era anche una quarta, una cordata di imprenditori sardi, che però lo scorso ottobre una commissione nominata da Soru ha messo fuori gioco (mancavano alcuni dei requisiti richiesti). Il bando prevedeva tre fasi: una manifestazione d'interesse all'acquisto, una successiva selezione dei richiedenti e, infine, un'asta attraverso la quale scegliere l'impresa a cui vendere le aree. A quattro mesi dalla selezione (ottobre 2006) dei richiedenti, la data dell'asta ancora non è stata fissata. Al momento, quindi, non si sa quale dei tre colossi del business delle vacanze potrà «riqualificare a fini turistici» (così dice il bando regionale) le aree di Masua, di Monte Agruxau, di Ingurtosu, di Pitzinurri e di Naracauli (650 ettari in tutto). Si sa, invece, perché sta scritto nel bando, che il vincitore dell'asta non potrà costruire niente di nuovo, neppure un metro cubo. Potrà però ristrutturare 260 mila metri cubi di vecchie costruzioni (case di minatori, laverie, depositi) già esistenti, per trasformarli in strutture ricettive destinate a turisti di target alto.&lt;br /&gt;Contro la vendita delle aree minerarie si sono schierati, nei mesi scorsi, il «Gruppo d'intervento giuridico» (una delle associazioni ambientaliste più attive nella lotta contro la cementificazione delle coste sarde) e la Rete Lilliput. Critiche sono arrivate anche dal Social forum di Cagliari. Ora contro il progetto di Soru arriva, con le dichiarazioni del presidente della commissione ambiente del Senato, uno stop più forte. Nell'interrogazione presentata il 23 gennaio scorso, Sodano ricorda a Rutelli che nella procedura di cessione dei siti minerari sardi «è stata omessa la preliminare verifica di legge dell'interesse culturale da parte del ministero» (solo nel novembre 2006 Soru ha avviato questa pratica, oltre sei mesi dopo la presentazione del bando di gara). Sodano chiede al ministro se tutto ciò non debba portare all'annullamento degli atti della giunta sarda. Ma parla anche, Sodano, di «alienazione di un bene comune in favore di privati». Questioni tecniche e nodi politici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-1720958564594437247?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/1720958564594437247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=1720958564594437247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1720958564594437247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/1720958564594437247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/02/soru-non-svendere-il-sulcis.html' title='&quot;Soru, non svendere il Sulcis&quot;'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-8258339967113857716</id><published>2007-02-24T13:05:00.000+01:00</published><updated>2007-02-24T13:09:38.506+01:00</updated><title type='text'>Progetto DS per il centro storico di Cagliari</title><content type='html'>&lt;i&gt;Ricevo e pubblico&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Comincia ad essere diffusa nel dibattito politico la consapevolezza che il futuro del Centro storico di Cagliari non riguardi solo i suoi abitanti, ma l’identità della città, la sua storia, il suo sentirsi comunità.&lt;br /&gt;Lo stesso ruolo di Cagliari nel Mediterraneo non è un fatto puramente geografico ma legato alla sua storia e alla sua cultura ed è importante - nel momento in cui l’Unione Europea individua nelle aree urbane uno dei fattori di sviluppo - che le classi dirigenti cagliaritane facciano del risanamento del Centro storico una delle grandi priorità di un piano strategico in grado di dare un forte slancio allo sviluppo della città e della regione.&lt;br /&gt;A questo fine è fondamentale invertire il processo ultradecennale che ha visto fondersi insieme lo spopolamento dei quartieri storici, l’invecchiamento della popolazione residente, il progressivo degrado del quartieri, l’abbandono dei servizi, la chiusura di moltissime attività artigiane e commerciali.&lt;br /&gt;Cagliari non può permettersi di avere nel Centro storico un numero così elevato di case disabitate, fortemente degradate, spesso inagibili, dove il degrado genera altro degrado.&lt;br /&gt; E’ necessario un grande Progetto che parta da un monitoraggio di tutte le abitazioni, disabitate e no, che necessitano di ristrutturazioni, determinandone il livello di impegno finanziario e progettuale.&lt;br /&gt;Sono sufficienti i dati contenuti nel “Censimento della popolazione e delle abitazioni” per avere un’idea delle potenzialità abitative dei quartieri storici: oggi negli stessi, a fronte di 2.500 edifici e complessi di edifici (per complessive 35.000 stanze in abitazioni), vivono circa 16 mila e 500 cittadini relativi a 7 mila e 250 famiglie.&lt;br /&gt;Pensiamo ad un Progetto che preveda adeguati strumenti giuridici e finanziari che rendano possibili le ristrutturazioni delle abitazioni del Centro storico di proprietà dei privati (rifacimento facciate, consolidamenti etc.), lasciando però al Comune, o a un’agenzia comunale, l’onere e la responsabilità di trovare le necessarie risorse finanziarie e definire tutti gli aspetti amministrativi e progettuali.&lt;br /&gt;Per le case sfitte una possibilità da valutare potrebbe essere una forma di comodato che metta in capo all’Agenzia tutti i costi di progettazione, di ristrutturazione e di contrattazione con le banche e che consenta all’Agenzia stessa la disponibilità dell’abitazione per un certo numero di anni per il rientro parziale dei costi.&lt;br /&gt;Con questa soluzione giuridica l’Agenzia - attraverso forme concordate che diano le garanzie necessarie ai proprietari - potrebbe gestire l’affitto degli immobili sfitti per attuare una politica verso studenti e giovani copie nell’obiettivo di favorire una sorta di”avviamento famigliare”.&lt;br /&gt; Per le case abitate, sarebbe direttamente a carico del proprietario il pagamento all’Agenzia della quota di spettanza per il periodo necessario.&lt;br /&gt;Questa ipotesi potrebbe essere approfondita anche in riferimento a locali da adibire ad attività artigiane e di piccolo commercio in considerazione del gran numero di sottani (ma non solo quelli) fatiscenti esistenti nei quartieri storici e del fatto che le difficoltà maggiori per l’avvio di nuove attività economiche sono legate proprio ai costi per la disponibilità dei locali.&lt;br /&gt;Con un accordo di programma tra istituzioni pubbliche - Regione, Comune e Provincia - banche, Università, Fondazioni, privati si potrebbe definire un grande progetto per il Centro storico che coinvolga direttamente i proprietari delle abitazioni.&lt;br /&gt; E’ evidente che si tratta di ipotesi da verificare sul piano giuridico, finanziario e delle risorse disponibili anche a livello regionale e comunitario; ma è altrettanto evidente che può avere successo solo un grande progetto fortemente condiviso ai diversi livelli istituzionali, in grado di mobilitare risorse private e di coinvolgere gli abitanti dei quartieri storici.&lt;br /&gt; La Circoscrizione Centro storico potrebbe svolgere, come ha saputo dimostrare anche di recente, un ruolo decisivo non solo nella motivazione degli abitanti ma anche in alcuni fondamentali aspetti gestionali del progetto.&lt;br /&gt; In questo contesto, senza escludere altri progetti di campus universitari, sarebbe una soluzione di enorme rilevanza se - anche con acquisizioni o permute - si determinasse una sorta di casa dello studente diffusa nel Centro storico, con centinaia di giovani che tornano a studiare là dove storicamente è stato il cuore dell’Università.&lt;br /&gt; Cagliari ha tutte le carte per essere una città viva, colta, attrattiva non solo per i giovani sardi ma anche per i giovani di molti paesi del Mediterraneo che possono guardare alla nostra città come ad una porta dell’occidente che in qualche modo gli è più affine.&lt;br /&gt;Anche per questo sarebbe di grande importanza se, dopo la Provincia, altre Istituzioni riportassero in Piazza Palazzo alcuni fondamentali ruoli decisionali e di rappresentanza.&lt;br /&gt;Il ripopolamento del Centro Storico non è solo un obiettivo di riequilibrio demografico interno alla città e all’area urbana, è la condizione per fare rivivere i quartieri, ricostituire il tessuto economico e sociale, dare un contributo decisivo al rilancio del ruolo economico e sociale di Cagliari e dell’area vasta.&lt;br /&gt;In questo contesto acquisirebbero grande rilevanza i progetti di attività commerciale diffusa e di bed and breakfast, la ricostituzione di un tessuto artigiano specializzato, l’individuazione di percorsi di elevato valore storico e turistico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Ninni Depau&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Consigliere comunale Ulivo &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Luca Mereu&lt;/b&gt; &lt;br /&gt;Segreteria cittadina dei Ds&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-8258339967113857716?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/8258339967113857716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=8258339967113857716' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8258339967113857716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/8258339967113857716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/02/progetto-ds-per-il-centro-storico-di.html' title='Progetto DS per il centro storico di Cagliari'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-7967780571618160540</id><published>2007-02-24T11:10:00.000+01:00</published><updated>2007-02-24T11:16:55.154+01:00</updated><title type='text'>Il quartiere Villanova crolla? Assemblea pubblica</title><content type='html'>Al Sindaco &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;All’Assessore competente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;INTERROGAZIONE URGENTE&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In data 20 febbraio, la Protezione Civile di Cagliari ha chiuso al traffico  la via San Giovanni - angolo via San Giacomo. Tale intervento, sarebbe stato effettuato a seguito di uno sprofondamento del manto stradale  che ha messo fortemente a rischio  la sicurezza dei cittadini. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La situazione assume carattere di grave emergenza in tutto il quartiere di Villanova, la cui situazione di degrado è diventata insostenibile a causa delle gravi lesioni presenti in numerosi edifici, dei veri e propri sprofondamenti nelle strade,  dell’assoluta mancanza di illuminazione in molte zone del quartiere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da anni sono disponibili fondi per circa 6 milioni di euro - ridotti, secondo informazioni ufficiose, nel bando di gara a 4 milioni di euro -  destinati al rifacimento dei sottoservizi, dell’illuminazione pubblica e della pavimentazione di Villanova.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si chiede al Sindaco e agli  assessori competenti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di conoscere  con certezza la data di inizio dei lavori, la reale quantità dei fondi disponibili (se ridotti quale è  la destinazione) e l’area compresa nell’intervento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Di avere una conoscenza dettagliata delle indagini geognostiche, effettuate di recente; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se  non si ravvisi l’urgenza di individuare, come assoluta priorità, l’intervento di consolidamento delle strade allungandosi a vista d’occhio il numero delle strade interdette al traffico, per ragioni di sicurezza, in tutto il centro storico ed in particolare nei quartieri Stampace (via S. Efisio), Villanova e Castello (Corte D’Appello e Canelles).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;strong&gt;Marco Espa&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Goffredo (Ninni) Depau&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gruppo Consiliare l'Ulivo&lt;br /&gt;Comune di Cagliari&lt;br /&gt;Cagliari, 19 Febbraio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;COMUNE DI CAGLIARI&lt;br /&gt;Circoscrizione 1&lt;/strong&gt;          &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IL GIORNO 24 FEBBRAIO 2007 - ORE 10.30&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ PREVISTA PRESSO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VIA SAN GIOVANNI ANGOLO VIA SAN GIACOMO &lt;br /&gt;(FRONTE CHIESA SAN CESELLO)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UN ASSEMBLEA PUBBLICA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SUL TEMA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EMERGENZA  VILLANOVA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GRAZIE PER L’ATTENZIONE I MIGLIORI SALUTI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;      Il Presidente  &lt;br /&gt;Gianfranco Carboni&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-7967780571618160540?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/7967780571618160540/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=7967780571618160540' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/7967780571618160540'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/7967780571618160540'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/02/il-quartiere-villanova-crolla.html' title='Il quartiere Villanova crolla? Assemblea pubblica'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-2964740412695899990</id><published>2007-02-22T16:28:00.000+01:00</published><updated>2007-02-22T16:31:12.586+01:00</updated><title type='text'>I consiglieri comunali di minoranza contro l'aumento dei tributi</title><content type='html'>&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;MOZIONE&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premesso che&lt;br /&gt;la sezione di controllo per la Regione Sardegna della Corte dei Conti con delibera n. 24/2007 ha effettuate diversi rilievi sul bilancio revisionale 2006 e consuntivo 2005 con particolare riferimento:&lt;br /&gt;· “alla gestione dei residui per la potenziale criticità originata dall’elevata incidenza degli stessi sulle partite di bilancio”&lt;br /&gt;· alle difformità ed incongruenze rilevate dalla situazione del patrimonio e, in particolare, ai crediti ascritti, alle immobilizzazioni finanziarie, ai conferimenti, alle partite debitorie; &lt;br /&gt;· all’indicazione di una spesa consistente  di Euro 25.163.531 per una non meglio specificata manutenzione straordinaria di opere e impianti;&lt;br /&gt;· alla criticità per l’esistenza di aziende, istituzione e società partecipate in perdita nel triennio precedente&lt;br /&gt;· all’avanzo presunto di amministrazione tutto da approfondire in ordine alla conservazione di residui di dubbia esigibilità; &lt;br /&gt;Considerato che&lt;br /&gt;· Lo sforamento del patto di stabilità per l’anno 2006 rappresenta un fatto grave che potrebbe  determinare rilevanti problemi in relazione sia all’investimento che   alle spese correnti&lt;br /&gt;· Il Sindaco e L’Assessore alla Programmazione hanno ripetutamente ipotizzato sulla stampa un aumento delle tasse comunali;&lt;br /&gt;Tenuto presente che &lt;br /&gt;· Il bilancio rappresenta l’atto fondamentale dell’Amministrazione in base al quale si decidono gli investimenti, le politiche sociali, la qualità dei servizi.&lt;br /&gt;· Nel 2007 è stato definito un significativo incremento dei trasferimenti regionali  ai Comuni (Cagliari + 18%)&lt;br /&gt;· L’evasione delle imposte comunali è particolarmente elevata e si attesta, secondo la stessa Amministrazione, nell’ordine del 25%;&lt;br /&gt;· La capacità di entrate extratributarie dell’Amministrazione comunale è assolutamente inadeguata alle potenzialità /gestione patrimonio, canoni, convenzioni ecc.)&lt;br /&gt;Si impegna il Sindaco e l’Assessore competente affinché&lt;br /&gt;· Quanto prima venga avviato il confronto sul Bilancio preventivo 2007, già nella fase della sua impostazione, come ripetutamente richiesto dai consiglieri del centro-sinistra, per consentire i necessari approfondimenti e rendere possibili eventuali emendamenti. &lt;br /&gt;· Si eviti qualunque aumento delle tasse che inevitabilmente ricadrebbe sulle fasce più bisognose;&lt;br /&gt;· Si imposti una specifica ed efficace politica di lotta all’evasione delle imposte comunali con appropriate misure di monitoraggio e di investigazione; &lt;br /&gt;· Si verifichi a fondo il funzionamento della macchina amministrativa, potenziando tutte le funzioni di controllo dell’efficienza e dell’efficacia, delle spese correnti (a partire dal controllo di gestione), della realizzazione degli impegni assunti (raccolta differenziata etc.);&lt;br /&gt;· Si attuino specifiche politiche finalizzate all’incremento delle entrate extratributarie (a partire da una corretta gestione del patrimonio)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagliari 21 febbraio 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Ninni Depau&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Marco Espa&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;GianMario Selis&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-2964740412695899990?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/2964740412695899990/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=2964740412695899990' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2964740412695899990'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2964740412695899990'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/02/i-consiglieri-comunali-di-minoranza.html' title='I consiglieri comunali di minoranza contro l&apos;aumento dei tributi'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-306977231581046868</id><published>2007-01-26T20:32:00.000+01:00</published><updated>2007-01-26T20:35:23.113+01:00</updated><title type='text'>Giorgio Cremaschi a Cagliari</title><content type='html'>COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Giorgio Cremaschi a Cagliari all’assemblea regionale della rete 28 aprile nella CGIL&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 31 gennaio, con inizio alle 17.30, si terrà presso la Camera del Lavoro di Cagliari, in viale Monastir 17, l’assemblea regionale della Rete 28 aprile, area di sinistra della CGIL. All’assemblea parteciperà Giorgio Cremaschi, segretario nazionale della FIOM, il sindacato dei metalmeccanici, e leader nazionale della rete.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Rete 28 aprile è un’area regolarmente costituita all’interno della CGIL. La sua missione è evitare che il più grande sindacato dei lavoratori perda la sua capacità rappresentativa a causa della sindrome da governo amico. Lo scippo del TFR, la lotta contro ogni forma di precariato e per una reale democrazia sindacale saranno al centro degli interventi dell’assemblea. Si discuterà anche di come e perché è necessario aumentare le pensioni e i salari. La reintroduzione della scala mobile è un altro dei punti programmatici della Rete 28 aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giorgio Cremaschi, bolognese, segretario nazionale della FIOM, ha alle sue spalle una pluridecennale esperienza sindacale, che l’ha portato ad essere uno dei dirigenti sindacali più amati dalla classe operaia. All’ultimo congresso nazionale del PRC era indicato come uno dei possibili sostituti di Fausto Bertinotti. Ha preferito continuare a militare nel sindacato. Il suo compito oggi è evitare la deriva concertativa della CGIL, la quale, favorita da un quadro politico “amico”, sta perdendo il suo ruolo di organismo di massa che lotta per il miglioramento delle condizioni di vita dei lavoratori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-306977231581046868?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/306977231581046868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=306977231581046868' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/306977231581046868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/306977231581046868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/01/giorgio-cremaschi-cagliari.html' title='Giorgio Cremaschi a Cagliari'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-3293037707323232477</id><published>2007-01-26T20:04:00.000+01:00</published><updated>2007-01-26T20:16:11.553+01:00</updated><title type='text'>Interrogazione sulla vendita dei siti minerari</title><content type='html'>Senato della Repubblica&lt;br /&gt;Legislatura 15 Atto di Sindacato Ispettivo n° 4-01073 &lt;br /&gt;Pubblicato il 23 gennaio 2007&lt;br /&gt;Seduta n. 92&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;TOMMASO SODANO , GIOVANNI CONFALONIERI&lt;br /&gt;Ai Ministri per i beni e le attività culturali e dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. -&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Risultando agli interroganti che:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;il 18 luglio 2005, il Presidente della Regione Sardegna, Renato Soru, e l’Assessore regionale all’urbanistica, Gianvalerio Sanna, hanno utilizzato, a quanto consta, un elicottero dei Carabinieri per sorvolare l’area mineraria del Sulcis Iglesiente, insieme ad una serie di persone non autorizzate a salire sul velivolo, tra cui Carlo Puri Negri, amministratore della Pirelli Real Estate e Giorgio Magnoni, vicepresidente della Sopaf, finanziaria milanese con importanti partecipazioni;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;le circostanze del volo ed il fatto che al posto dei funzionari autorizzati si fossero imbarcate altre persone non autorizzate hanno sollevato un vespaio di polemiche, tanto che la Procura militare di Cagliari ha deciso di aprire un’inchiesta, poi archiviata, in cui si ipotizzava il reato di “imbarco abusivo di passeggeri a bordo di velivolo militare”;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;il 26 aprile 2006 la Regione Sardegna, con deliberazione n. 17/9, ha emesso un “Bando di gara per la cessione, riqualificazione e trasformazione di ambiti di particolare interesse paesaggistico del Parco Geominerario della Sardegna”, nel quale vengono messe in vendita l'area di “Masua e Monte Agruxau, dalla superficie territoriale di circa 318 ettari” e l'area di “Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli”, di circa 329 ettari, al prezzo rispettivamente di “32.520.000 euro e di 11.000.000 di euro” al fine di costruire: “strutture alberghiere ricettive con annessi centri benessere, strutture sportive e per il golf”. La scadenza del bando, per la manifestazione di interesse, era stata fissata per il 3 luglio 2006. Tuttavia, a tutt’oggi, ancora non si conoscono ufficialmente gli esiti di questa gara;&lt;br /&gt;il soggetto proprietario delle aree messe in vendita è la IGEA S.p.A., società controllata dall’EMSA (Ente minerario sardo) il cui patrimonio è, in forza della legge regionale di scioglimento, interamente attribuito alla Regione (articoli 7 ed 8 della legge regionale 33/1998), mentre è stata la Regione ad indire l’asta senza accertare preventivamente l’insussistenza di eventuali vincoli culturali sulle zone da vendere;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;le aree messe in vendita rappresentano uno dei più interessanti esempi di archeologia mineraria in un contesto naturale, paesaggistico e storico-culturale di primaria importanza. Il compendio di Masua – Monte Agruxau è tutelato con vincolo paesaggistico (decreto legislativo 42/2004) ed è classificato quale sito di importanza comunitaria (S.I.C.) “Costa di Nebida”, ai sensi della direttiva “Habitat” (n. 92/43/CEE), così come è tutelato con vincolo paesaggistico il compendio di Ingurtosu – Pitzinurri – Naracauli, rientrando nella Riserva naturale regionale “Monte Arcuentu – Rio Piscinas” (legge regionale 31/1989 – allegato “A”). Anch’esso è classificato quale S.I.C. “Monte Arcuentu e Rio Piscinas”, ed è contiguo all’altro S.I.C. “Da Piscinas a Riu Scivu”;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;il 30 settembre 1998, alla presenza dei rappresentanti dell’UNESCO (Maurizio Taccarino), del Governo italiano (Edo Ronchi), della Regione autonoma della Sardegna (Federico Palomba), della Commissione nazionale Italiana Unesco (Tullia Carettoni), dell’Ente minerario sardo (Giampiero Pinna), dell’Università di Cagliari (Pasquale Mistretta) e dell’Università di Sassari (Alessandro Maida) è stata sottoscritta la cosiddetta “Carta di Cagliari” e con essa i sottoscrittori hanno preso atto che nelle stesse aree “è presente un immenso patrimonio immobiliare di grande valore sotto il profilo architettonico e dell’archeologia industriale inserito in contesti ambientali e paesaggistici di particolare bellezza e spettacolarità”, decretando che “i territori del Parco Geominerario, Storico e Ambientale della Sardegna sono riconosciuti di rilevante interesse internazionale, nazionale e regionale in quanto portatori di valori di carattere universale” e stabilendo che fossero “da salvaguardare e tutelare i valori presenti nel territorio del Parco;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;i compendi minerari in argomento oltre ad esser stati riconosciuti Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO, rientrano entrambi nel Parco geominerario storico ed ambientale della Sardegna, istituito ai sensi dell’art. 114, comma 10, della legge 388/2000 con il decreto ministeriale 16 ottobre 2001 che, all’art. 3, definisce incompatibili con i relativi obiettivi di tutela “qualsiasi mutamento dell’utilizzazione dei terreni e quant’altro possa incidere sulla morfologia del territorio e sugli equilibri paesaggistici, ambientali, ecologici, idraulici, idrogeotermici e geominerari” (lettera a)) nonché “l’esecuzione di nuove costruzioni e la trasformazione di quelle esistenti ad esclusione degli interventi di manutenzione ordinaria, di manutenzione straordinaria e di restauro e di risanamento conservativo” (lettera c));&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;si tratta di un ecosistema fragilissimo già messo a dura prova da un disordinato e crescente impatto turistico, dall'elevata domanda imprenditoriale di trasformazione delle zone costiere e dai fenomeni di inquinamento derivante dalle miniere dismesse, con estese superfici coperte da detriti e fanghi, e i principali corsi d’acqua (Rio Piscinas, Rio Irvi e Rio Naracauli) contaminati da zinco, cadmio, piombo e altri metalli pesanti. Tutto questo a pochi passi da Piscinas, il più vasto complesso dunale d'Europa e dell'intero bacino del Mediterraneo, estremamente fragile e ad alto rischio di degrado ambientale;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;l'alto valore di biodiversità delle specie vegetali e delle formazioni vegetali conferisce a questi siti rilevanti qualità ambientali, di interesse europeo. Nella zona è stato poi avviato il progetto LIFE-Natura “Dune di Piscinas – Monte Arcuentu” per la tutela e conservazione di alcune specie locali quali il cervo sardo o l’aquila reale, nonché la vegetazione a macchia mediterranea con le caratteristiche piante di ginepro,&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;si chiede di sapere:&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;se la procedura di cessione dei beni non vada considerata nulla, essendo stata omessa la preliminare verifica di legge dell’interesse culturale da parte del Ministero per i beni e le attività culturali, prescritta dal decreto legislativo 42/2004 (cosiddetto Codice Urbani) per procedere alla vendita di beni demaniali, nonché per omessa richiesta di alienazione dei beni in questione alla Direzione regionale del Ministero da parte dell’IGEA;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;se il tentativo della Regione di sanare il vizio di legittimità dell’atto per omessa verifica dell’interesse culturale mediante un tardivo avvio della procedura di verifica (iniziata solamente ai primi di novembre, ovvero dopo oltre sei mesi dalla presentazione del bando di gara, deliberazione n.17/9 del 26 aprile 2006) non debba ritenersi insufficiente;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;se non sussistano i requisiti necessari per qualificare, in tutto o in parte, i territori del Parco geominerario come “siti minerari di interesse storico od etnoantropologico” e quindi sottoporli alla tutela del decreto legislativo 42/2004 in quanto “beni culturali” ai sensi dell’articolo 10, comma 1 e comma 4, lettera h) del codice stesso;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;se non si ritenga necessario sospendere con la massima urgenza il procedimento di gara per la cessione dei compendi di Masua-Monte Agruxau e Ingurtosu-Naracauli-Pitzinurri, non potendosi mettere in vendita beni che abbisognano della preventiva valutazione dell’interesse culturale, carenza che potrebbe portare alla nullità di ogni qualsivoglia alienazione;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;se il contratto del 1998 con cui vennero acquistati dalla IGEA S.p.A. i fabbricati e le aree oggi messi in vendita, nel quale la Regione rinunciava ad esigere “il ripristino, il risanamento e il riassetto, anche ambientale” dalla società venditrice (la SNAM, del gruppo ENI) assumendosene l'onere, per poi, “terminati i lavori di riabilitazione e recupero”, trasferirli “gratuitamente agli Enti Locali interessati” non sia stato indebitamente dimenticato;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;se non sia illegittimo il fatto che il bando precluda ogni possibilità di iniziativa da parte del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, in cui ricadono detti beni, sottraendoli ai compiti di valorizzazione sociali e statutari previsti per questo organismo;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;se la partecipazione del Direttore generale del Parco all’organismo di valutazione prevista dal bando non risulti insufficiente a conformarsi al dettato normativo, che attribuisce ai componenti degli organi direttivi del Parco il compito di “assicurare la conservazione e valutazione del patrimonio tecnico, scientifico, storico-culturale ed ambientale dei siti e dei beni ricompresi nel territorio” (decreto istitutivo del Parco risalente al 16 ottobre 2001);&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;se non si ritenga necessario verificare l’opportunità e le modalità della scelta della Regione di curare a proprie spese la bonifica e la messa in sicurezza dei siti minerari dismessi e destinati ad una valorizzazione turistica, senza prevedere di affidare tale compito ai privati aggiudicatari dei beni;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;come si intenda rispondere alle legittime aspettative dei minatori in pensione, le cui abitazioni sono state messe in vendita nel bando della Regione (deliberazione n. 17/9 del 26 aprile 2006), con conseguente sfratto e negazione delle loro aspettative ad acquistare le case in cui vivono da più di trent’anni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-3293037707323232477?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/3293037707323232477/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=3293037707323232477' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3293037707323232477'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/3293037707323232477'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/01/interrogazione-sulla-vendita-dei-siti.html' title='Interrogazione sulla vendita dei siti minerari'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-2645442577284186609</id><published>2007-01-25T11:11:00.000+01:00</published><updated>2007-01-25T11:13:55.051+01:00</updated><title type='text'>Salta il patto di stabilità del Comune di Cagliari</title><content type='html'>&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Comunicato stampa de “&lt;span style="color: rgb(0, 153, 0);"&gt;L’Ulivo&lt;/span&gt;” del 24 gennaio 2007&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 18pt; font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Salta il patto di stabilità del Comune di Cagliari  &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-size: 18pt; font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;span style="color: rgb(255, 0, 0);"&gt;Un grave fatto politico per la città: vogliamo chiarezza&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Mancano i controlli a Cagliari? Il Sindaco&lt;span style=""&gt;  &lt;/span&gt;e la sua giunta si assumano le proprie responsabilità e chiariscano nel dettaglio perché nessuno abbia verificato i dati contabili.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;“E’ stato un errore umano, c’è la dichiarazione del funzionario che rassegna le dimissioni” sono queste le dichiarazioni della Giunta Floris inerenti lo sforamento del patto di stabilità del nostro Comune.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Il nostro senso di responsabilità ci impedisce di fare retorica sulla questione, non vogliamo strumentalizzare una situazione grave per tutti i Cagliaritani; né noi vogliamo minimamente gettare la croce sul singolo funzionario, mostrandolo come il responsabile del tutto. Non vogliamo che essa sia il capro espiatorio di una macchina amministrativa con evidenti falle.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;b style=""&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Il sindaco non può liquidare la questione solo come un mero errore tecnico. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Non ci soffermeremo per adesso sui possibili gravi effetti (come ad esempio il precariato) sperando che grazie alle sagge politiche del centrosinistra nazionale e regionale possano essere evitati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;La domanda che ci facciamo insieme alla Città è: &lt;b style=""&gt;come mai nessuno si è accorto di nulla?&lt;/b&gt; Dove erano tutti coloro, politici o di nomina politica e non, deputati alla verifica e al controllo? Ci sembra che l&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;a troppa contiguità politica tra strutture dirigenziali ed organi politici non garantisca quella che dovrebbe essere la “normale” attività di controllo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Non è accettabile che in un Comune ed in una moderna amministrazione non esista un sistema di controlli incrociati che permetta di rilevare quelli che vengono chiamati errori umani.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Chiediamo per questo che il Sindaco riferisca in aula non su come l’errore tecnico sia maturato, ma come sia possibile che per esempio le procedure non prevedano controlli incrociati.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;E’ questo il nodo politico vero: un’amministrazione che voglia dimostrarsi moderna deve dare gambe e rinforzare tutti i servizi di controllo, interni ed esterni.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Da anni chiediamo che tutti i dati di bilancio siano accessibili ai consiglieri comunali, trasparenti, leggibili, anche per via informatica o il rafforzamento dell’ufficio di controllo di gestione interna. Tutte strutture che devono essere autonome dal potere politico che governa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;In Commissione Finanze chiediamo spesso documentazione che non ci viene quasi mai consegnata, due mesi fa abbiamo chiesto proprio la situazione di Cassa, che pare essere il motivo del mancato rispetto del Patto.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Attenzione: queste cose riguardano il benessere dei cagliaritani e lo sviluppo della città, non sono una una questione formale.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Per questo, Sindaco, riferisci in aula, dicci chi doveva controllare. Vogliamo saperlo, lo vogliono sapere tutti i cagliaritani. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Per il Gruppo consiliare de “l’Ulivo”&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Il Capogruppo&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: &amp;quot;Antique Olive&amp;quot;;"&gt;Marco Espa&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;  &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;!--[if !supportEmptyParas]--&gt; &lt;!--[endif]--&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-2645442577284186609?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/2645442577284186609/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=2645442577284186609' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2645442577284186609'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/2645442577284186609'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/01/salta-il-patto-di-stabilit-del-comune.html' title='Salta il patto di stabilità del Comune di Cagliari'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-6950909468408178473</id><published>2007-01-18T20:19:00.000+01:00</published><updated>2008-12-09T09:17:40.320+01:00</updated><title type='text'>Acqua pubblica, ci metto la firma!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_5G7YdKTrcR4/RbHOGv32rYI/AAAAAAAAAAM/QbXM3UW3IJI/s1600-h/acqua1.gif"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://4.bp.blogspot.com/_5G7YdKTrcR4/RbHOGv32rYI/AAAAAAAAAAM/QbXM3UW3IJI/s320/acqua1.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5022021674820087170" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Una Legge d’iniziativa popolare per ri-pubblicizzare l’acqua, bene comune:  inizia la raccolta firme per superare la Legge “Galli”. Per sei mesi “banchetti”  nelle piazze in tutta Italia. &lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Cinquantamila firme: tante ne servono per far arrivare in Parlamento una  proposta di Legge d’iniziativa popolare per la ri-pubblicizzazione dell’acqua.  Un obiettivo possibile per il movimento italiano per “l’acqua pubblica”: 55 tra  associazioni e organizzazioni nazionali, tra cui Mani Tese, e oltre duecento  comitati locali, che dal 13 gennaio per sei mesi raccoglieranno firme in tutto  il territorio nazionale, dietro lo slogan “Acqua pubblica, ci metto la firma!”.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;L’acqua è un diritto, non una merce&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;La proposta di legge, che ha  per oggetto i “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle  acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”, nasce al  termine di un percorso di condivisione, avviato a Cecina in occasione del  meeting antirazzista organizzato dall’Arci nell’estate del 2005 e proseguito col  primo Forum dei movimenti italiani per l’acqua, che si è tenuto a Roma nel marzo  del 2006. Il lancio della campagna è avvenuto a fine novembre a Roma, con una  conferenza stampa a cui hanno partecipato – tra le altre – Attac, il Comitato  italiano per un contratto mondiale sull’acqua, Mani Tese, Arci, Funzione  pubblica-Cgil, Abruzzo social forum, Cobas energia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Superare la “Galli”&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;“La proposta di legge di iniziativa popolare –  afferma Marco Bersani di Attac Italia – nasce dall’esigenza di costruire un  nuovo quadro normativo per affermare che l’acqua è un bene comune, il cui  accesso ed utilizzo è un diritto umano universale, che pertanto va sottratto  alle logiche del mercato e della concorrenza”. È da superare, cioè, la Legge  Galli, la legge che dagli anni Novanta regola la gestione del servizio idrico  integrato nel nostro Paese. Con il fine di ridurre l’eccessiva frammentazione  dei soggetti gestori, la Galli ha di fatto aperto a investitori privati “il  mercato” delle ex aziende municipalizzate, i gestori pubblici che fino ad allora  avevano garantito a tutti i cittadini l’accesso all’acqua a prezzi contenuti.  &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Ad oggi, gli effetti negativi di questi processi, in termini di mancata  efficienza e aumento nel costo del servizio, sono sotto gli occhi dei cittadini:  ciò ha portato – negli anni – a numerose iniziative di mobilitazione. Tra tanti  c’è il caso di Aprilia, una cittadina in provincia di Latina dove oltre tremila  cittadini hanno deciso di non pagare la bolletta dell’acqua. Il gestore privato  (“Aqualatina”), a fronte di mancati investimenti per il miglioramento del  servizio, ha alzato le tariffe di oltre il 100% e la gente ha fatto sentire la  propria voce, rispedendo le bollette al mittente. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;I predoni e il bene comune&lt;br /&gt;&lt;/b&gt;Per comprendere lo spirito della  proposta di Legge, occorre tornare a vedere l’acqua come “bene comune”, un  diritto umano fondamentale e non una fonte di profitto. Padre Alex Zanotelli,  missionario comboniano e oggi attivo nei movimenti in lotta contra la  privatizzazione dell’acqua a Napoli e in Campania, ha così riassunto questo  pensiero: “Privatizzare l’acqua equivale a rubare, poiché si ricava un profitto  illecito da ciò che è un dono di natura”. E di “ladri dell’acqua”, in Italia, ce  ne sono tanti. Non solo tra le imprese che imbottigliano e commercializzano  l’acqua pagando tasse di concessione irrisorie alle Regioni (l’italiano è il  primo consumatore mondiale di acque minerali, oltre 200 litri all’anno a testa):  anche per quanto riguarda la gestione degli acquedotti, viviamo una situazione  di contrazione dei soggetti gestori, come ha ricordato nel corso della  conferenza stampa Vincenzo Miliucci dei Cobas dell’energia. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’Acea di Roma, l’Hera in Emilia Romagna, l’Asm di Brescia e l’Aem di Milano,  l’Amga di Genova sono ormai dei colossi, società per azioni quotate in borsa che  stanno – poco a poco – conquistando la gestione del servizio idrico in tutti e  91 gli Ato (Ambiti territoriali ottimali) in cui la “Galli” ha diviso il  territorio nazionale. Sono aziende che, pur mantenendo formalmente le  caratteristiche di azienda “pubblica” (il 51% delle azioni in mano ad un Comune  o più Comuni), rispondono – di fatto – all’esigenza di remunerare il capitale, e  cioè di garantire profitti a quei soggetti privati che hanno acquisito, per  effetto di gare o in Borsa valori, quote azionarie di minoranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Oltre il “pubblico”&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il nodo, che la Legge d’iniziativa  popolare analizza e propone di superare, è l’affidamento della gestione del  servizio idrico a Società per azioni (S.p.A.). Un governo pubblico dell’acqua  sarà possibile solo quando i soggetti gestori torneranno ad essere enti di  diritto pubblico (e una S.p.A., anche quando il 100% delle azioni è in mano ai  Comuni, sarà sempre un ente di diritto privato). È sotto gli occhi di tutti  l’esempio di Torino: la Smat è una società al 100% pubblica che si comporta però  da “privato”, andando a concorrere per ottenere la gestione del servizio idrico  della città di Palermo.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Lo Stato obbligato&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Una vera rivoluzione è necessaria per superare  l’idea che i cittadini debbano farsi carico – in bolletta – di reperire i fondi  necessari agli investimenti indispensabili per garantire un livello adeguato del  servizio. La Legge d’iniziativa popolare propone che questi vengano coperti con  la fiscalità generale. Provocatoriamente: non siamo forse chiamati a pagare, con  le nostre tasse, anche l’Esercito e le sue missioni all’estero, siano esse di  guerra – Iraq, Afghanistan – o di “pace” (Libano)? Destinando al servizio idrico  anche solo il 5% della spesa militare prevista nella Finanziaria 2005 (o 2006, 0  2007), il Governo ricaverebbero i fondi necessari a finanziare le opere di  manutenzione e ammodernamento di cui necessita la rete idrica italiana. Ed è  proprio questo che propone la legge, obbligando lo Stato nei confronti dei  cittadini, al di là delle belle parole del programma dell’Unione (dov’è scritto  che: “L'acqua è un bene comune, la cui proprietà e gestione deve rimanere in  mano pubblica”). Anche i fondi raccolti nella lotta all’evasione fiscale  potrebbero essere destinati allo stesso scopo. E ognuno si vedrebbe garantiti 50  litri d’acqua al giorno, anche coloro – gli indigenti – che non sono in grado di  pagare. &lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;Educazione e democrazia&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Oltre gli obiettivi specifici, la proposta  di Legge si propone come un momento di sensibilizzazione: la raccolta firme  (tutti gli eventi e le iniziative sono segnalate sul sito  www.acquabenecomune.org) servirà ad organizzare momenti di educazione della  popolazione, per creare una nuova cultura dell’acqua e della partecipazione del  cittadino alla gestione delle cosa pubblica. La proposta di Legge è anche –  nelle parole di Tommaso Fattori, del Tavolo toscano acqua – “una legge contro la  privatizzazione della democrazia”: nasce per valorizzare uno strumento  legislativo sotto utilizzato e consentirà, allo stesso tempo, di portare il tema  dell’acqua nel Paese, tra la gente, nelle piazze, nei centri sociali, nelle  parrocchie, e ovunque si possano realizzare eventi e banchetti di raccolta  firme.&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;i&gt;[di Luca Martinelli, tratto dal mensile Manitese, gennaio 2007]&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p&gt;&lt;span class="articleSubHead"&gt; &lt;hr /&gt; &lt;/span&gt; &lt;/p&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;a target="_blank" name="#lombardia"&gt;&lt;/a&gt;&lt;b&gt;IL PASTICCIO  LOMBARDO&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;In controtendenza con le "buone intenzioni" espresse del governo  dell'Ulivo, a Milano e in Lombardia il Consiglio regionale ha approvato,  l'agosto scorso e nel silenzio generale, la Legge 18 sulla riorganizzazione del  servizio idrico. Una legge che non solo separa la "gestione" delle reti  dall'"erogazione" dell'acqua (come dire: agli enti pubblici l'onere della  manutenzione degli impianti, ai privati l'onore di incassare le bollette), ma  obbliga anche i comuni a indire le gare d'appalto per privatizzare i servizi  idrici, e contro la quale il governo ha fatto ricorso alla Corte Costituzionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;Tutti meno Milano&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Tutti i comuni sono obbligati tranne uno:  Milano, guarda caso, è dispensata dalla gara. Forse perché la sindaca intende  fondere la Metropolitana Milanese (che è totalmente pubblica e al momento  gestisce l'acquedotto) con la AEM (partecipato al 66% dal capitale privato), e  poi procedere a un'ulteriore fusione con la ASM di Brescia, creando così una  multiutility pubblico-privata che non solo riceverà in "eredità" l'erogazione  dell'acqua di Milano, ma potrà andare in giro per il mondo a offrire i suoi  servizi, come fanno altre grandi S.p.A. Un'operazione che appare illegittima  sotto vari aspetti: perché non c'è gara d'appalto e perché una società che si  fonde con un'altra non può "portare in dote" le concessioni che le sono state  assegnate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;La città si mobilita&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Contro questi pasticciacci  alla milanese, è rinato di recente il Comitato Milanese per l'Acqua, formato tra  gli altri da Contratto mondiale per l'acqua, Camera del Lavoro, Arci, Attac,  Amici di Beppe Grillo. Il primo obiettivo è informare la popolazione milanese e  raccogliere firme per una petizione popolare che chiede, tra le altre cose, che  l'acqua venga gestita in modo pubblico e partecipato e non a scopo di profitto,  che lo statuto comunale la riconosca come un diritto di tutti, che si prendano  iniziative per ridurne il consumo e migliorarne la qualità. Il Comitato intende  collaborare con altri gruppi di cittadini, sindaci e presidenti provinciali  lombardi per un referendum abrogativo della Legge 18 e sostenere la raccolta di  firme sulla proposta di Legge di iniziativa popolare promossa dal movimento  italiano per l'acqua.&lt;br /&gt;Per informazioni: &lt;a href="http://www.comitatomilanoacqua.info/" target="_blank"&gt;http://www.comitatomilanoacqua.info&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;[di Sandra  Cangemi, tratto dal mensile Manitese, gennaio 2007]&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;hr /&gt; &lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;b&gt;&lt;a target="_blank" name="#toscana"&gt;&lt;/a&gt;LA TOSCANA BOCCIA L’ACQUA PUBBLICA&lt;/b&gt;&lt;br /&gt;Il 22  novembre scorso il Consiglio regionale della Toscana ha discusso la proposta di  legge di iniziativa popolare per la ripubblicizzazione del servizio idrico  integrato della Toscana.&lt;br /&gt;Per arrivare a presentarla il Tavolo toscano acqua,  coordinamento di associazioni, sindacati e partiti promotori della proposta di  legge, lo scorso anno aveva raccolto oltre 43.000 firme, in centinaia di  banchetti e dibattiti organizzati in tutta la regione.&lt;br /&gt;Nonostante i voti  favorevoli del Prc, dei Comunisti italiani e dei Verdi, la bocciatura del  Consiglio regionale è stata netta e poco dibattuta: il veto dei Ds e della  Margherita ha liquidato ben presto le speranze dei promotori. E mentre la Giunta  regionale sta elaborando la prima legge regionale per la partecipazione dei  cittadini al governo della regione, la stessa amministrazione cancella d’un  botto la proposta di 43.000 cittadini.&lt;br /&gt;Il programma nazionale dell’Unione,  sul tema acqua, parla chiaro: reti e gestione dei servizi devono rimanere in  mano pubblica. Forse in Toscana, dove l’Unione non c’è ancora, l’acqua può  essere tranquillamente privatizzata da chi, come la multinazionale romana Acea,  ha già il controllo dei servizi idrici di mezza regione?&lt;br /&gt;Un solo gestore  d’ambito è rimasto pubblico in Toscana, a Lucca e Massa-Carrara, e i movimenti,  i cittadini e i partiti che hanno promosso la proposta di legge regionale sono  pronti a difenderlo in tutti i modi. Per non svendere al miglior offerente  l’ultima acqua rimasta pubblica in Toscana.&lt;br /&gt;Info: &lt;a href="http://www.leggepopolareacqua.it/" target="_blank"&gt;www.leggepopolareacqua.it&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;[di Alessio Ciacci,  tratto dal mensile Manitese, gennaio 2007]&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-6950909468408178473?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/6950909468408178473/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=6950909468408178473' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/6950909468408178473'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/6950909468408178473'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/01/acqua-pubblica-ci-metto-la-firma.html' title='Acqua pubblica, ci metto la firma!'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5G7YdKTrcR4/RbHOGv32rYI/AAAAAAAAAAM/QbXM3UW3IJI/s72-c/acqua1.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-89998783330744236</id><published>2007-01-18T09:30:00.000+01:00</published><updated>2007-01-18T09:33:05.802+01:00</updated><title type='text'>Forum mondiale sulla Sovranità Alimentare</title><content type='html'>&lt;h1 style="text-align: center;" align="center"&gt;&lt;span style="border: 1pt solid windowtext; font-size: 14pt; font-family: Arial; color: rgb(255, 0, 0);" lang="ES"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Forum  mondiale sulla Sovranità alimentare: Nyeleni 23-27/02/2007&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 14pt; font-family: Arial;" lang="ES"&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h1&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 16pt; font-family: Arial;" lang="ES"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Presentazione generale del Forum&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Distinti movimenti sociali hanno  preso l'iniziativa di organizzare e svolgere l'incontro internazionale sulla  Sovranità alimentare a Bamako in Mali nel febbraio del 2007. Il principio della  Sovranità alimentare è stato proposto da Via Campesina a Roma nel 1996 durante  il Vertice Mondiale dell'Alimentazione della FAO.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Da allora questa proposta ha  incominciato a svolgere un ruolo fondamentale nel dibattito sull'agricoltura e  le alternative alle politiche neoliberali. Prima dell'introduzione del concetto  di Sovranità alimentare &lt;st1&gt;la Sicurezza&lt;/st1&gt; alimentare si limitava a  studiare il modo di garantire un'alimentazione sufficiente attraverso il  commercio, tanto a livello nazionale come internazionale. Il principio della  Sovranità alimentare colloca i produttori agricoli al centro del dibattito ed  appoggia il diritto delle popolazioni a produrre i propri alimenti  indipendentemente delle condizioni del mercato.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il principio della Sovranità  alimentare stimola lo sviluppo di modelli alternativi di produzione, di  distribuzione e di consumo basati su una logica nuova, lontana di quella del  neoliberalismo che da parte sua attribuisce un ruolo principale ai mercati e  alla liberalizzazione del commercio e considera che solo i mercati  internazionali possono risolvere la questione dell'insicurezza  alimentare.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;" lang="ES"&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;" lang="ES"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il diritto alla Sovranità alimentare  si dibatte in numerosi forum, reti e conferenze, come i Forum Sociali Mondiali,  la campagna &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;" lang="ES"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;More and  Better&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;, la rete  &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;" lang="ES"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;"Nuestro  Mundo No Está En Venta" e &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;la  Conferenza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; di Ginevra sull'OMC che si è svolta  nel novembre del 2004. Nel giugno del 2002 si è svolto a Roma il Forum delle ONG  sulla Sovranità alimentare, contemporaneamente al Vertice Mondiale  sull'Alimentazione della FAO, questo ha permesso ai principali attori attivi in  questioni di agricoltura ed alimentazione di riunirsi e condividere idee. La  maggioranza di queste organizzazioni, oltre ad una quantità ogni volta maggiore  di reti ed alleanze, considera che &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare oggi è  un'alternativa vitale per permette l'applicazione di politiche agricole ed  alimentarie adattate alle necessità ed aspirazioni dei popoli del  mondo.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Pensiamo che un forum di Nyeleni  offrirà una nuova opportunità per aumentare il riconoscimento della Sovranità  alimentare e rinforzare le azioni e campagne che si realizzano per la sua  applicazione effettiva. Durante questi cinque giorni i partecipanti non si  limiteranno a precisare la natura del diritto alla Sovranità alimentare e le sue  implicazioni nella politica agricola dei propri paesi e regioni, dibatteranno  anche su una strategia dinamica e globale affinché &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare sia tenuta in  conto ed applicata tanto a livello internazionale come  locale.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Un forum  nel campo&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il forum Mondiale sulla Sovranità  alimentare (FMSA) si realizzerà in campagna, in Sélingué, un paese situato a  1:45 ore da Bamako e vicino alla centrale idroelettrica del fiume Sankarani, un  affluente del Niger, vicino alla frontiera con &lt;st1&gt;la Guinea.&lt;/st1&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Questa è stato scelto questo luogo  per potere dibattere sull'agricoltura e l'alimentazione in una cornice  rurale-agricola. È una decisione politica che pretende di trovare un  parallelismo e coerenza tra le proposte di Sovranità alimentare ed i mezzi  necessari per farla divenire una realtà. &lt;st1&gt;La CNOP&lt;/st1&gt; e le proprie organizzazioni membre  hanno portato sempre a termine i propri grandi incontri nel campo e desiderano  avvalersi di questa opportunità per rendere visibili le realtà del Mali che sono  la loro vita quotidiana. La scelta di Sélingué necessita di particolari  accorgimenti per poter accogliere in condizioni di comodità i 500 delegati che  qui convergeranno.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L’hotel di Sélingué è composto di 23  bungalows che possono alloggiare 200 persone. Gli altri partecipanti saranno  alloggiati in casette che saranno costruite per l'occasione, e che in seguito  saranno utilizzate dalle organizzazioni locali e dalla CNOP come centro di  formazione. Una parte delle casette sarà costruita con materiali e tecniche  tradizionali, il resto, circa cinquanta, si costruiranno con materiali più  duraturi per aumentare la loro vita utile. Dopo il forum saranno utilizzate  dalle organizzazioni del paese che così disporranno di un centro dove realizzare  i propri programmi di formazione ed gli incontri.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il paese di Sélingué dispone di sei  sale abbastanza grandi per accogliere gli uffici di circa sessanta persone. Si  costruirà con materiali locali una struttura leggera capace di accogliere 600  persone per le sessioni plenarie.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La CNOP&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; e le organizzazioni contadine che  la compongono si incaricheranno dell'installazione dell'infrastruttura  necessaria per il buon sviluppo del Forum Mondiale sulla Sovranità  alimentare.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Gli  obiettivi del forum&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;“&lt;st1&gt;La Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare è il diritto  dei popoli a definire le proprie politiche di agricoltura ed alimentazione, a  proteggere e regolare la produzione ed il commercio agricolo interno per  raggiungere i propri obiettivi di sviluppo sostenibile, a decidere il proprio  livello di autonomia ed a limitare il dumping di prodotti nei propri  mercati.”&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La  Sovranità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; alimentare è dunque un'alternativa  alle politiche agricoli neoliberali imposti dall’Organizzazione Mondiale del  Commercio, &lt;st1&gt;la Banca  Mondiale&lt;/st1&gt; ed il Fondo Monetario  Internazionale.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Si deve però rilevare che sempre più  organizzazioni fanno riferimento a questo concetto senza comprendere o accettare  il suo carattere eminentemente politico che rompe radicalmente col sistema  economico capitalista dominante.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;1. &lt;b&gt;Riaffermare &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt;  alimentare&lt;/b&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText2"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoBodyText2"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Sempre di  più, personalità della politica, sindacati o associazioni utilizzano il termine  Sovranità alimentare tentando di ridurlo ad una connotazione “sovranista”,  sinonimo di chiusura su sé stesso, di rifiuto degli scambi e della  complementarietà&lt;wbr&gt;. Il forum sarà l'occasione di riaffermare in maniera positiva  il fatto che la lotta per il riconoscimento del diritto alla Sovranità  alimentare comprende quattro ambiti interdipendenti che saranno dibattuti e  precisati in queste giornate. Questi quattro ambiti sono l'ambito politico,  l'economico, il sociale e l'ambientale.&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il FMSA si incaricherà più  concretamente di precisare i punti seguenti che sono già stati definiti nel 1996  e riaffermati in 2001:&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Dare priorità alla produzione, per  lo sfruttamento contadino e familiare, di alimenti per i mercati interni e  locali, con sistemi di produzione diversificati ed ecologici;  &lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vegliare affinché gli agricoltori  ricevano un prezzo giusto per la loro produzione, al fine di proteggere i  mercati interni da importazioni sotto costo che costituiscono  dumping;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Garantire l'accesso alla terra,  all'acqua, ai boschi, alle zone di pesca ed altre risorse a pro di una vera  ridistribuzione delle risorse;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Riconoscere e promuovere il ruolo  delle donne nella produzione di alimenti e vegliare affinché abbiano un accesso  equo alle risorse produttive e le possano utilizzare;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Vegliare affinché le comunità  abbiano il controllo delle risorse produttive, opponendosi all'acquisizione da  parte delle imprese di terre, acqua, risorse genetiche ed altre  risorse;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Proteggere i semi, base  dell'alimentazione e della vita stessa, e vegliare affinché gli agricoltori  possano scambiarli ed utilizzarli liberamente, questo implica il rifiuto dei  brevetti sulla vita e l'adozione di una moratoria sulle coltivazioni  geneticamente modificate;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Investire fondi pubblici per  appoggiare le attività produttive di famiglie e comunità, insistendo  nell'autonomizzazio&lt;wbr&gt;ne, il controllo locale e la produzione di alimenti per la  popolazione ed i mercati locali.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Rafforzare la nostra posizione  nell'equilibrio di potere per conseguire concretamente &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt;  alimentare&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;2. &lt;st1&gt;&lt;b&gt;La Sovranità&lt;/b&gt;&lt;/st1&gt;&lt;b&gt; alimentare è  una proposta cittadina&lt;/b&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La  Sovranità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; alimentare non è una proposta di  riforma settoriale destinata a beneficiare solo i produttori di alimenti, siano  contadini o pescatori.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Al contrario, &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare ha  ripercussioni in tutti gli altri settori della società. Garantendo prezzi giusti  ai contadini che permettano loro di vivere nella proprie comunità e limita  l'esodo verso i centri urbani; è una proposta cittadina globale che non riuscirà  ad arrivare a buon termine ed essere adottata a livello internazionale se non  sarà appoggiata attivamente dai settori della popolazione che non producono  direttamente i propri alimenti. Il FMSA offrirà l'opportunità di rafforzare il  dialogo con i sindacati di lavoratori ed organizzazioni internazionali di  consumatori per comprendere meglio tutte le ripercussioni che il riconoscimento  del diritto alla Sovranità alimentare avrà sull'accesso  all'alimentazione.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;3. &lt;b&gt;Sviluppare spazi di incontro con  governi favorevoli alla Sovranità alimentare&lt;/b&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il Mali ha appena adottato una nuova  legge di orientazione agricolo che stabilisce &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare come obiettivo  prioritario. Anche gli stati della CEDEAO fanno riferimento esplicito alla  Sovranità alimentare ogni volta con maggiore frequenza. Altri paesi, come quelli  del G33, sviluppano proposte molto simili alla Sovranità alimentare, benché  usino un'altra terminologia.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Questa nuova situazione mostra che  sempre meno Stati credono che le politiche neoliberali possono costituire una  soluzione alla fame e la povertà che colpisce gruppi di popolazione crescenti  nei propri territori e sono disposti a percorrere nuove vie. Il &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;" lang="ES"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;FMSA&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; permetterà di riflettere sulla  migliore strategia affinché gli Stati appoggino attivamente &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare a  livello internazionale.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;4. &lt;b&gt;Ottenere il riconoscimento del  diritto alla Sovranità alimentare&lt;/b&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Uno degli obiettivi del forum sarà  definire una strategia mondiale e collettiva affinché si riconosca il diritto  dei paesi alla Sovranità alimentare come un diritto specifico, di obbligato  compimento per gli stati e garantito dall'Organizzazione delle Nazioni  Unite.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Chiamata  all'azione&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt; &lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;È già tempo per &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt;  alimentare&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Partecipa alla lotta contro la  dominazione corporativa del nostro cibo, pesce ed agricoltura&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;. È già il tempo per &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare,  l'alternativa alle correnti politiche neoliberali dell'alimentazione, pesca e  l'agricultura. Il cibo e l'agricoltura sono fondamentali per tutti i paesi,  entrambi riguardano la produzione e la disponibilità di quantità sufficienti del  cibo sano e salutare, e sono le basi della vita, delle la comunità, della  cultura e dell’ambiente. Al contrario, le conseguenze delle dominanti politiche  neoliberali sono la fame, la miseria ed il danno ambientale. Mentre le  multinazionali prendono il potere, i contadini ed i pescatori sono  marginalizzati, ed i consumatori ricevono molto spesso cibo malsano. La  sospensione delle negoziazioni dell'OMC mette in luce la necessità per un cambio  radicale delle politiche dell'alimentazione, l'agricoltura e le pesca. È&lt;i&gt; già  il tempo per &lt;st1&gt;la  Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La  Sovranità&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; alimentare è il diritto di tutti i  popoli a definire le proprie politiche di alimentazione e l'agricoltura; a  proteggere e regolare la produzione agricola nazionale per realizzare gli  obiettivi dello sviluppo sostenibile; a determinare fino a che punto desiderano  essere autosufficienti; a fermare il dumping dei prodotti nei mercati, e a dare  alle comunità che si basano sulla pesca la priorità all'uso ed i diritti alle  risorse acquatiche. &lt;st1&gt;La  Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare promuova la formulazione delle politiche e  pratiche del commercio che servono ai diritti dei popoli a produzioni sicure,  salutari e sostenibili. Questo sistema è una manifestazione del commercio che  supera il modello restrittivo che è dominato facilmente dalle  multinazionali.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Dal Discorso  all'Azione&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;: la  lotta per &lt;st1&gt;la  Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare non è un discorso accademico, bensì della  vita e la morte di miliardi di persone, la lotta per la democrazia, per i  diritti dei consumatori e per preservare l’ambiente per le generazioni future. I  contadini, i pescatori, gli allevatori, gli indigeni ed altri produttori di  alimenti lottano ogni giorno per preservare la propria dignità, il proprio  sostentamento e per preservare l’ambiente. Dobbiamo formare alleanze forti e  sviluppare piani concreti di azione per fare avanzare &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare.  &lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Un dibattito dinamico e  vivo&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;: il concetto  della Sovranità alimentare e le modalità della sua realizzazione si stanno  sviluppando ed approfondendo continuamente. Nuovi temi e sfide, per le risposte  alle necessità e per nuove politiche si stanno sviluppando costantemente. Molte  organizzazioni, gruppi ed individui appoggiano i principi della Sovranità  alimentare, ma sono ancora molti quelli che non conoscono il concetto. Dobbiamo  quindi diffondere informazioni sulla Sovranità alimentare e mobilitare persone  ed organizzazioni su questo tema. Mentre diventa sempre più comune il termine  “Sovranità alimentare,” alcuni politici, istituzioni ed altre entità usano male  questo termine. Per questo motivo, dobbiamo assicurare che non venga  usurpato.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Nyéléni è un passo  importante&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;: Nyéléni  2007–Il Forum Mondiale della Sovranità alimentare. Cinquecento delegati,  rappresentando contadini, pescatori, popoli indigeni, donne, lavoratori,  ecologista, consumatori, ONGs, giovani e funzionari si riuniranno per fare  avanzare &lt;st1&gt;la  Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare ad ogni livello e in tutti i  settori.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nyeleni 2007 è solo una parte del  processo di rafforzamento della lotta per &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare, per  sviluppare ed aggiornare tale concetto, per formare alleanze e sviluppare piani  di azione per cambiare il bilancio di potere a beneficio della Sovranità  alimentare a favore di tutto il mondo. Per realizzare &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare è necessaria  un'ampia gamma di apporto nella preparazione di Nyéléni. Molte più  organizzazioni possono partecipare alla preparazione e al seguito del forum  stesso. La lotta per &lt;st1&gt;la  Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare è di ampio respiro in cui sono essenziali  tutte le persone, organizzazioni, governi ed istituzioni che approvano al  concetto.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Che cosa possono fare lei e la sua  organizzazione?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Adottare il concetto della Sovranità  alimentare, organizzare una discussione sul concetto della Sovranità alimentare  nella sua organizzazione, comunità e regione con vari settori della società che  sono coinvolti nel diritto dell'alimentazione: contadini, pescatori, ecologista,  consumatori, popoli indigeni…&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Sviluppare piani ed azioni per  &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt;  alimentare che riguarda: &lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Lo  sviluppo di nuove alleanze.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come combattere le multinazionali  che minacciano alla Sovranità alimentare.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come proteggere l'accesso alle  risorse naturali per le comunità.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come mantenere le economie locali la  dove la popolazione decide cosa e come produrre il cibo.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Come lottare contro gli attuali  trattati di libero commercio regionali e le istituzioni internazionali di  finanziamento e quali le alternative a questi sistemi.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quale struttura alternativa  all'Organizzazione Mondiale del Commercio, per assicurare che il commercio  internazionale non mortifichi &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt;  alimentare.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Quali politiche già esistenti  attualizzano &lt;st1&gt;la  Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per avere più informazione: &lt;a href="http://www.nyeleni2007.org/" target="_blank"&gt;www.nyeleni2007.&lt;wbr&gt;org&lt;/a&gt; e &lt;a href="http://www.nyeleni.org/" target="_blank"&gt;www.nyeleni.&lt;wbr&gt;org&lt;/a&gt; &lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Per dare il vostro  contributo&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;mali--&gt; &lt;a target="_blank" href="http://mail.tiscali.it/cp/ps/Mail/IMsgDetails?d=tiscali.it&amp;u=pigima&amp;amp;l=it#" onclick="'parent.popWin(" d="tiscali.it&amp;u="pigima&amp;t="d6428d91d89d&amp;l="it&amp;to="mali@nyeleni2007.org"&gt;mali@nyeleni2007.&lt;wbr&gt;org&lt;/a&gt;  &lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;international-&lt;wbr&gt;-&gt; &lt;a target="_blank" href="http://mail.tiscali.it/cp/ps/Mail/IMsgDetails?d=tiscali.it&amp;u=pigima&amp;amp;l=it#" onclick="'parent.popWin(" d="tiscali.it&amp;u="pigima&amp;t="d6428d91d89d&amp;l="it&amp;to="contact@nyeleni2007.org"&gt;&lt;span style="color: windowtext; text-decoration: none;"&gt;contact@nyeleni2007&lt;wbr&gt;.org&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;  &lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;tel +33 870 467  123&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h3&gt;&lt;span style="font-size: 12pt;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Via  Campesina &lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h3&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Via  Campesina è un movimento internazionale che coordina organizzazioni contadine,  piccoli e medi produttori, donne rurali, comunità indigene, gente senza terra,  giovani rurali e lavoratori agricoli emigranti. Difendiamo gli interessi  basilari dei nostri membri. Siamo un movimento autonomo, plurale, indipendente,  senza nessuna adesione politica, economica o di un altro tipo. Le organizzazioni  che compongono &lt;st1&gt;la Via  Campesina&lt;/st1&gt; vengono da 56 paesi dell'Asia, Africa, Europa ed il  continente americano, organizzate in otto regioni: Europa, Asia dell’Est e  Sudorientale, Asia del Sud, Nordamerica, &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Caraibi, America Centrale, Sud  America ed Africa.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Come è nata via  Campesina?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Nasce nell’aprile di 1992, quando  vari leader contadini dell'America Centrale, del Nordamerica e dell'Europa si  riunirono a Managua, Nicaragua, nel Congresso dell'Unione Nazionale di  Agricoltori e Allevatori (UNAG). Nel maggio del 1993 si portò a termine la prima  Conferenza di Via Campesina in Mons, belgio, dove fu costituita come una  organizzazione mondiale, definendo i suoi primi modelli strategici e la propria  struttura. La seconda conferenza internazionale ebbe luogo a Tlaxcala, Messico,  nell’aprile del 1996, dove presenziarono 37 paesi e 69 organizzazioni per  analizzare una serie di tematiche che erano di interesse centrale per i piccoli  e medi produttori, fra le quali: Sovranità alimentare, riforma agraria, credito  e debito esterno, tecnologia, partecipazione delle donne e sviluppo  rurale.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Come lavora la via  Campesina?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Via Campesina si trova attualmente  in un processo di ampliamento e consolidamento, essendo per la sua stessa  natura, un movimento pluralistico, democratico e multiculturale. Conta su una  copertura geografica abbastanza ampia, risultato della quale, è uno dei  movimenti più rappresentativi per la piccola e la media agricoltura nel il  mondo. Il lavoro tanto complesso che Via Campesina svolge è un sforzo enorme per  riuscire nell'articolazione, la comunicazione e il coordinamento tra le regioni,  come pure tra le organizzazioni membre di ogni regione ed il movimento nella sua  globalità. Via Campesina lavora per la difesa degli interessi professionali,  includendo la dimensioni politica, economica e tecnologica come i temi di  genere.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Quali sono le sue  priorità?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'obiettivo principale di Via  Campesina è sviluppare la solidarietà e l'unità dentro la diversità tra le  organizzazioni, per promuovere le relazioni economiche di uguaglianza e di  giustizia sociale, la preservazione della terra, &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare, la produzione  agricola sostenibile ed un'uguaglianza basata nella produzione di piccola e  mediana scala. Per riuscire in questi obiettivi, Via Campesina ha definito una  serie di strategie tra le quali citiamo:&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;L'articolazione ed il rinvigorimento  delle sue organizzazioni.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Avere un'influenza nei centri del  potere e di assunzione delle decisioni dentro i governi e le istituzioni  multilaterali per dare un altra rotta alle politiche economiche ed agricole che  penalizzano la piccola e media produzione.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Il  rinvigorimento della partecipazione delle donne in materie sociali, economiche,  politiche, e culturali.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt;"&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-&lt;span style="font-family: 'Times New Roman'; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: normal; font-size: 7pt; line-height: normal; font-size-adjust: none; font-stretch: normal;"&gt;           &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La  formulazione di proposte in relazione a temi importanti come: riforma agraria,  Sovranità alimentare, produzione, commercio, ricerca, risorse genetiche,  biodiversità, ecosistemi e genere.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;h2&gt;&lt;span&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;Quale è la sua  struttura?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/h2&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La  Conferenza&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/st1&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; costituisce l'organo di decisione  più alto di fronte alle proprie politiche, riunendosi ogni quattro anni in posti  che ruotano tra le regioni. Gli uffici regionali sono entità dove sono possibili  le relazioni ed articolazioni all’interno di ogni regione. È lì dove si realizza  il lavoro centrale di Via Campesina. Il Comitato di Coordinazione Internazionale  è l’entità che coordina le differenti regioni. &lt;st1&gt;La Segreteria Operativa&lt;/st1&gt;  Internazionale coordina ed esegue le risoluzioni delle massime istanze di Via  Campesina.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;La via Campesina sta lavorando per  una politica di alleanze con altre forze sociali, economiche e politiche a  livello internazionale per lottare congiuntamente contro il neoliberalismo e per  sviluppare proposte alternative dove le grandi maggioranze costituiscano gli  attori principali.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Temi principali e  campagne&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;. Come  movimento contadino internazionale, la via Campesina lavora sui temi principali  per i quali il contadini di tutto il mondo si battono:&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;ol type="1"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;  &lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;riforma    agraria&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;   &lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;biodiversità e risorse    genetiche&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;   &lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;Sovranità alimentare e    commercio&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;   &lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;diritti    umani&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;   &lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;agricoltura contadina    sostenibile&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;   &lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;migrazione e lavoratori    rurali&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;   &lt;li class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;uguaglianza di    genere.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/li&gt;&lt;/span&gt;&lt;/ol&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Delegato italiano per Via Campesina  a Nyeleni appartenente all’Associazione Rurale Italiana – ARI - al quale potete  inviare i vostri contributi:&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;Andrea Tronchin – &lt;a target="_blank" href="http://mail.tiscali.it/cp/ps/Mail/IMsgDetails?d=tiscali.it&amp;u=pigima&amp;amp;l=it#" onclick="'parent.popWin(" d="tiscali.it&amp;u="pigima&amp;t="d6428d91d89d&amp;l="it&amp;to="andrea.tronchin@tin.it"&gt;andrea.tronchin@&lt;wbr&gt;tin.it&lt;/a&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;span style="font-size: 10pt; font-family: Arial;"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="font-size: 14pt;" lang="ES-CO"&gt;Domande per la discussione  nelle organizzazioni in preparazione del Forum mondiale sulla Sovranità  Alimentare (Mali febbraio 2007)&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Le domande sono state formulate in base agli obiettivi  (1-2-3-4-5) individuati nei diversi incontri del Comitato di preprazione di  Nyeleni.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;1)&lt;span&gt;    &lt;/span&gt;Rafforzare il dialogo fra i movimenti sociali e altre  organizzazioni,&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Domande:&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Quali passi sono necessari per organizzare un dialogo  costruttivo fra movimenti e organizzazioni sul tema della Sovranità  alimentare?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Come possiamo coinvolgere i gruppi urbani e rispondere  alle domande dei poveri delle zone urbane?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Come possiamo affrontare i conflitti di interesse fra i  settori (per es. Fra contadini/e e popoli indigeni o pastori; o fra gli  interessi degli abitanti delle città affinché i prezzi siano accessibili e si  risponda alla necessità dei/delle produttori/trici di alimenti con prezzi  giusti).&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Come è possibile cooperare maggiormente e costruire  alleanze intorno ad una agenda comune?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Quale metodologia è necessario adottare durante il Foro  per garantire un dialogo costruttivo?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;2)&lt;span&gt;    &lt;/span&gt;Riappropriazione collettiva della Sovranità alimentare per evitare che il  concetto sia assunto da attori che sminuiscono il suo contenuto e lo utilizzano  per rafforzare le politiche neoliberali.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="ES"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="text-decoration: none;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="ES"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;Domande:&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Come assicurare che il principio della Sovranità  alimentare sia incorporato nella formulazione di politiche locali e  internazionli, evitando allo stesso tempo che sia strumentalizatto dai nostri  “avversari” o sminuito, garantendo che continui ad essere un principio proposto  dai movimenti sociali con contenuti definiti da questi stessi  movimenti?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;- Come iniziare a dar vita e realizzare &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare,  come possiamo iniziare a praticare &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare in tutti i  possibili livelli al tempo stesso che lottiamo per il suo riconoscimento  ufficiale affinché la “Sovranità alimentare” abbia un significato  reale?&lt;b&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;-&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;Quali tipi di lotta concreta sono stati  sviluppati dalla vostra organizzazione durante gli ultimi 10 anni e quali sono  stati i risultati?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;3)&lt;span&gt;          &lt;/span&gt;Rafforzare e sviluppare il concetto di Sovranità alimentare, se  necessario si devono concretizzare delle  alternative&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;span lang="ES"&gt;Domande&lt;/span&gt;:&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Pensate che i membri della vostra organizzazione  coprendono esattamente il significato di Sovranità  alimentare?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Come si può fare affinché &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare sia un  principio che riflette gli interessi della società, delle comunità (contadine,  pescatori, popoli indigeni, pastori, donne, lavoratori/trici agricoli, persone  che vivono in città,...) e dei popoli in generale, e non solo gli interessi  dei/delle contadini/e e i pescatori/trici  artigianali?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Come possiamo includere nel modo migliore i diritti  delle comunità alle risorse naturali, il diritto a mantenere economie locali  dove le persone e le comunità decidano cosa e come produrre e  consumare?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Che tipo di norme di commercio internazionale sono  necessarie per garantire che il commercio internazionale non deteriori  &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt;  alimentare?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Che alternative concrete possono essere promosse come  esempi di politiche fondate sulla Sovranità  alimentare?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Como possiamo inserire nelle dinamiche locali di  comunità e gruppi la questione delle reti alternative di  produttori/tric-&lt;wbr&gt;consumatori/&lt;wbr&gt;trici affinché &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt; alimentare rifletta anche  queste iniziative e non sia recepita come molto centralizzata nel livello  statale?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black;" lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;4)&lt;span&gt;          &lt;/span&gt;Rafforzare il dialogo con i governi, istituzioni internazionali e  parlamentari che simpatizzano con &lt;st1&gt;la Sovranità&lt;/st1&gt;  alimentare.&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span style="color: black;" lang="ES"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="ES"&gt;Domande&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;u&gt;&lt;span style="color: black;" lang="ES-CO"&gt;:&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: black;" lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Con quali governi, istituzioni internazionali e  parlamentari sarebbe utile stabilire un  dialogo?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: black;" lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Da quali governi e istituzioni possiamo sperare in un  appoggio in relazione alla messa in pratica della Sovranità  alimentare?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: black;" lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Cosa ci aspettiamo da un dialogo di questo  tipo?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: black;" lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Come possiamo fare pressione in modo più efficace nei  confronti di governi e istituzioni?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="color: black;" lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;5) &lt;span&gt;         &lt;/span&gt;Sviluppare strategie e azioni per incidere sui rapporti di forza e  ottenere l’applicazione di politiche fondate sulla Sovranità  alimentare&lt;/span&gt;&lt;/b&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="ES"&gt;Domande&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;u&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;:&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/u&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Quale strategia è necessaria per incidere nel  coordinamento delle forze favorevoli alla Sovra nità  alimentare?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Verso quali attori ci dovremmo concentrare (opinione  pubblicza, imprese trasnazionali, istituzioni internazionali, governi o i nostri  movimenti)?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Quali tipi di azioni sono necessarie per fare fronte  agli attori dominanti quali i grandi commercianti e le imprese  transnazionali?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;-Quale potrebbe essere una proposta concreta di azione a  livello internazionale per ottenere un impulso favorevole al  mutamento?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;"&gt;- È possibile formulare un tema per una campagna che sia  chiaro e sul quale concentrarci e mobilitarci nei prossimi 5-10  anni?&lt;o&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt; &lt;p class="MsoNormal"&gt;&lt;span lang="ES-CO"&gt;&lt;o&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;span style="font-family:Times New Roman;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/o&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-89998783330744236?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/89998783330744236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=89998783330744236' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/89998783330744236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/89998783330744236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2007/01/forum-mondiale-sulla-sovranit.html' title='Forum mondiale sulla Sovranità Alimentare'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-116410250969939988</id><published>2006-11-21T10:46:00.000+01:00</published><updated>2006-11-21T10:48:39.163+01:00</updated><title type='text'>Portualità come motore di sviluppo</title><content type='html'>PROVINCIA DI CAGLIARI&lt;br /&gt;PROVINCIA DE CASTEDDU&lt;br /&gt;Presidenza&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Portualità come motore di sviluppo &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;dell’economia del Meridione&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nasce nel mediterraneo il primo Sistema integrato della portualità e l’artefice è la Provincia di Cagliari. Con il coordinamento del presidente nazionale dell’Unione Province Italiane (UPI), Fabio Melilli, le amministrazioni provinciali di Taranto e Reggio Calabria hanno accolto favorevolmente la proposta di creare un Sistema integrato della portualità avanzata dall’amministrazione provinciale guidata da Graziano Milia. L’incontro, tenutosi a Roma presso la sede dell’UPI, ha evidenziato il comune interesse delle tre amministrazioni provinciali per la promozione, l’integrazione e lo sviluppo comune degli Hub containers di Cagliari, Taranto e Gioia Tauro. L’obiettivo è creare una piattaforma mediterranea integrata di interesse comunitario, che abbia le potenzialità per candidarsi ad intercettare la grande parte dei traffici commerciali marittimi del Mediterraneo (24 porti), quelli da e per l’oriente (Cina, Giappone, Corea, Costa del Pacifico degli USA), ma anche verso l’economie emergenti dell’Africa. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accordo prevede lo studio e la realizzazione di un progetto operativo legato alla portualità e a tutte le relative attività indotte e dei servizi (logistica, cantieristica, catering, manutenzione, stoccaggio, etc), verso un sistema integrato che consenta di connettere le diverse strutture e soggetti che operano nel transhipment, in modo da ottimizzare anche le soluzioni di continuità tra la rete stradale e ferroviaria e l’offerta di trasporto via mare, assai più economica (il rapporto di costo strada/mare è infatti di 4 ad 1), meno inquinante e produttiva. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo progetto dovrà vedere la luce entro sei mesi, per essere poi sottoposto al Governo nazionale e all’Unione europea. Tra gli altri obiettivi che si ripropone di raggiungere l’accordo c’è anche quello della condivisione delle competenze, conoscenze e risorse umane tra i diversi soggetti che operano nei tre Hub terminal di Cagliari, Taranto e Gioia Tauro, promuovendo e sviluppando così le potenzialità economiche locali e integrando le stesse con le politiche di sviluppo del meridione prefigurate dal Governo nazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un accordo di cui sicuramente si parlerà a Cagliari (Hotel Mediterraneo) il prossimo 23 novembre, in un convegno nazionale organizzato dai Democratici di sinistra, dal titolo “L'Italia porta d'Oriente: la portualità nell'era della globalizzazione". I lavori saranno aperti alle 9.30 dal presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia. Sono previsti interventi di Antonello Cabras, Giulio Calvisi, Michele Meta (Presidente commissione Trasporti della Camera),  Enzo Amendola, segretario nazionale Ds, responsabile per il Mezzogiorno), Tang Heng (Ambasciata cinese in Italia), Cecilia Battistello (presidente Contship), Giuliano Gallanti (presidente Espo), Angelo Capodicasa (viceministro delle Infrastrutture), Cesare De Piccoli (viceministro dei Trasporti), Francesco Nerli (presidente di Assoporti) Fabrizio Solari (segretario nazionale della Filt-Cgil) e Roberto Rupoli (presidente Ancip). Le conclusioni del convegno saranno affidate al segretario nazionale dei Ds, Piero Fassino. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagliari, 20 novembre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ufficio Stampa&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-116410250969939988?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/116410250969939988/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=116410250969939988' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/116410250969939988'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/116410250969939988'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2006/11/portualit-come-motore-di-sviluppo.html' title='Portualità come motore di sviluppo'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-116333103539274427</id><published>2006-11-12T12:27:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T12:30:35.510+01:00</updated><title type='text'>I sogni interrotti di «Sa Pibinca»</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Un carinissimo articolo su Dario Silva, pubblicato su il manifesto dell'11/11/2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color=red&gt;I sogni interrotti&lt;/font&gt;&lt;font color=blue&gt; di «Sa Pibinca»&lt;/font&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un incidente d'auto ha chiuso la carriera dell'ex attaccante del Cagliari Darìo Silva. Dal dialetto sardo alle lezioni del Trap, la rinascita allegra e testarda di un ballerino uruguagio che ha girato il mondo inseguendo il gol&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;Malcom Pagani&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non che una servisse più dell'altra. Erano entrambe necessarie. Darìo Silva faceva correre le gambe più veloci del pensiero. Partiva da solo, non sempre arrivava. Dall'alto di una tribuna o dal basso di una curva, era difficile non accorgersi di lui. Gol meravigliosi ed orrori sotto porta, capelli afro color platino e una totale interazione col pubblico. Il sorriso pieno di chi ha realizzato un sogno: «Mio padre faceva il giardiniere del campo da calcio della città in cui sono nato». A Trenta y Tres il tempo libero bisognava inventarselo. «Papà tagliava l'erba e io ne approfittavo per mettere in scena uno spettacolo. Non c'erano avversari, mi portavo un pallone e calciavo per ore. Per me giocare non è mai stato un lavoro. Soltanto una bellissima avventura, come la vita stessa. Non ho mai pensato che avrei dovuto guadagnare soldi per trovare il mio posto nel mondo e guardavo allo sport come puro divertimento. Anche dopo una sconfitta la rabbia durava lo spazio di un secondo. Possedevo un'allegria diversa dai miei compagni, gliele leggevo in faccia le preoccupazioni. Non le ho mai capite».&lt;br /&gt;Darìo adesso è fermo. La luce si è spenta quando la sua Jeep ha abbattuto un palo dell'energia elettrica sul lungomare di Montevideo. Era l'alba del 24 settembre. A Elbio Pappa e Dardo Pereira, i due calciatori che erano con lui, è toccata qualche escoriazione, a Silva l'amputazione della gamba destra. Troppo profonde le ferite e alto il rischio di cancrena, per ipotizzare una soluzione diversa. «Sto abbastanza bene, se si può essere così ottimisti da dire una cosa del genere, dopo tutto quello che mi è successo. Almeno, tornare a casa mi ha tranquillizzato. Mi hanno curato benissimo ma desideravo lasciare l'ospedale a tutti i costi per tornare dalla mia famiglia. Ora posso continuare le cure da qui». L'impatto con la realtà è stato come essere colpito una seconda volta. «Quando mi sono svegliato non ho capito subito dove fossi capitato. Ho chiesto cos'era successo e poi, abbassando lo sguardo, ho visto che mi mancava una gamba. Mi sono arrabbiato. Ho pianto molto, in verità. C'era mia sorella che tentava di spiegarmi l'accaduto ma non volevo ascoltare nessuno. Poi sono spuntati i dottori. Hanno continuato a raccontare e allora ho compreso che avevo sfiorato la morte da vicino. Ho pianto di nuovo, ero commosso di essere ancora vivo. Comprendere che l'unica cosa che contava era esserci, parlare, pensare come prima, mi ha consolato». Ha reagito Darìo, con ironia. Sollevando l'animo dei giornalisti intimiditi che lo aspettavano numerosi sulla porta dell'ospedale: «Non mi hanno tagliato la lingua, posso ancora parlare» e quello dei tifosi che si aspettavano di vederlo indossare la maglia del Penarol, col quale Silva, di ritorno dal Portsmouth, aveva intavolato un'avviatissima trattativa. «Non vi siete persi nulla, ero a fine carriera». Se il cielo non fosse crollato, Darìo sarebbe uscito di strada in un'altra maniera, con una recita d'addio piena di bandiere azzurre, quelle col sole d'Uruguay, che sventolano convinte quando a salutare è un attore così generoso. «Pensa che la sera dell'incidente, non volevo neanche uscire di casa. Speravo che col calcio finisse diversamente. Avrei voluto lasciare un sorriso, dire: sono stanco, non voglio giocare più, ho fatto tutto ciò che dovevo fare. E' finita, basta». Silenzio. «E' andata male ma non fa niente. Gli avvenimenti non puoi prevederli, si presentano da soli, senza avvertire». Nei giorni dolorosi d'inizio ottobre l'ha chiamato mezzo mondo. Maradona compreso. Darìo credeva fosse un imitatore, era Diego invece. Uno che sa riconoscere le cadute. «Non ho potuto rispondere a tutti ma lo farò presto. Ricevere tanto affetto per me è stato importante, mi ha dimostrato che avevo lasciato un ricordo significativo come persona. La cosa a cui tengo di più. La vicinanza e il calore della gente è arrivata al momento giusto. Mi ha dato forza e mi ha stupito, non pensavo che mi volessero così bene, soprattutto in Italia».&lt;br /&gt;Una delle mille patrie di Silva, adottato da Cagliari per tre anni. Dal '95 al '98 segnò molti gol e incontrò amicizie sopravvissute al suo girovagare. «Sono anni che non ci metto piede ma con i sardi ho coltivato nel tempo un bellissimo rapporto». Sa Pibinca lo chiamavano, intraducibile soprannome legato alle sue strane movenze. Lui rideva senza prendersela e si faceva stampare magliette col nomignolo in evidenza, dall'eterno magazziniere comunista, Mario Manca, uno che ordinò per mezzo secolo gli scarpini di generazioni inconciliabili, da Riva a Zola. «Sarà impossibile dimenticarsi di Trapattoni, anche tra cent'anni. Mi ha insegnato il calcio italiano trattandomi come un figlio. Quando finiva l'allenamento mi obbligava a stare con lui per un'ora supplementare di palleggi, giri di campo e tiri in porta. Mi faceva fare di tutto. Al secondo mese di trattamento trapattoniano ero stremato. Un giorno, a fine seduta, mi nascondo dietro i miei compagni e vado dritto negli spogliatoi. Ce l'avevo quasi fatta, mi stavo per vestire». Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco. «A un certo punto sento la sua voce: 'Darìo?'. Gli altri erano sotto la doccia. 'Dove vai?'. 'Stavo andando a casa mister'. 'Rimettiti le scarpe, dai'. 'Per favore mister'». 60 giorni così. «Lo faceva per il mio bene. Una persona fantastica». Come l'altro finto burbero incontrato ad Assemini. «Mazzone era sublime. Aveva un'umanità speciale che non si è inquinata col passare degli anni. Nei giorni successivi al mio dramma mi ha cercato spesso, lasciandomi numerosi messaggi in segreteria. Ancora non l'ho richiamato. Lo farò presto, tra un mese e mezzo mi mandano le gambe di legno - trova la forza di sorridere - e allora potrò muovermi e andarlo a trovare». A Cagliari Silva imparò l'italiano e il sardo, àncora ineludibile, al momento di gridare in faccia agli arbitri il disappunto di un momento: «Quando non volevo farmi capire, soprattutto in Spagna e in Inghilterra, ricorrevo al dialetto. Erano parolacce, non frasi dolci. Io utilizzavo l'espediente certo che non mi scoprissero, però sapevo bene cosa gli stavo dicendo». A 34 anni, con le illusioni messe sotto il cuscino e un nuovo mestiere per incanalare le sensazioni, dovrà moderare il linguaggio. «Sono diventato giornalista sportivo». Adesso è lui a giudicare gli altri. «Ho avuto il battesimo lunedì scorso. Mi ha convinto uno dei miei amici più cari, Pato Aguilera. Mi ha rotto le scatole per giorni e giorni: 'Perché non vieni a lavorare con me?'». Darìo ha risposto sì: «Lo faccio volentieri», con lo stesso entusiasmo naif che vent'anni prima lo aveva fatto esordire nella serie A Uruguagia. «Stare lontano dal campo durante la convalescenza, mi sembra difficile quasi quanto mi appariva a 5 anni, quando pur non rientrando nel limite d'età per la mia categoria, mi impuntai facendo fare ai miei dirigenti carte false pur di giocare. Sono sempre sembrato più maturo di quanto non fossi».&lt;br /&gt;Arrivò al Defensor, all'Under 20, e poi aeroplano dopo aeroplano, in Spagna, Inghilterra e Corea, per lo sfortunato mondiale 2002. «Ho visto palloni e culture lontane fra loro. Paesi diversi. L'Italia mi piaceva perché per fare bene, dovevi essere davvero bravo. C'erano pochi spazi, dovevi inventare effetti speciali per farcela. In Inghilterra, dove mi sono trovato comunque a mio agio con le persone, dominava la palla lunga: una tattica poco spettacolare, incentrata sulla forza fisica, che mi penalizzava». E in Spagna? «Bè, in Spagna c'è un culto della fantasia quasi eversivo, senza pari in nessun luogo del mondo». A Barcellona, Malaga e Siviglia, Darìo ha lasciato rimpianti e record, segnando il gol tuttora più veloce della storia della Liga, dopo appena 7 secondi. Arando il verde con la sfera incollata ai piedi. Tra i tanti che avrebbero voluto vedere ancora i suoi passi di danza, c'è suo figlio, Darìo Junior. «All'incidente non penso e non voglio pensare più, c'è una nuova vita e sono chiamato a ricominciare da zero. L'unico cruccio che mi fa veramente soffrire, è che il mio bambino avrebbe voluto partecipare con gli occhi, al mio ritorno in un campo d'Uruguay. Gliel'avevo promesso, non posso accontentarlo purtroppo. Così lo tengo buono con tutti i vhs che ho gelosamente conservato. Metto la cassetta e seguo la sua gioia». Una teoria di gol senza commento, con i cori dedicati a suo padre. «I miei figli hanno nove e tre anni, non mi hanno chiesto nulla e niente gli ho spiegato. Forse la bambina, che è più grande, qualcosa ha intuito ma il piccolo ride, inconsapevole. Urla in continuazione: 'Vieni a prendermi?. Io non posso andare». Poi, come all'epoca giusta, Darìo trova tra le marcature sentimentali, la deviazione vincente : «Sorrido anch'io e gli rispondo: 'Guarda che in un paio di mesi non mi scappi più, questo è sicuro'. Quando sarà il momento gli parlerò e vedremo cosa accadrà».&lt;br /&gt;Darìo ci rifletterà attentamente. Al nuovo anno, il ballerino che aspetta su una gamba, non chiede la carità di un'altra rumba. «Mi aspetto un 2007 completamente diverso dagli ultimi dodici mesi. Ho perso mio padre poco tempo fa e poi il destino mi ha riservato questo scherzo tremendo. Ho bisogno di dimenticarlo per sempre, il 2006. A capodanno cenerò a casa mia, senza andare a trovare nessuno. Non ho un motivo serio per brindare. Voglio solamente stare da solo e pensare». Per dire quant'è grande la questione, se a un passo dall'inferno non c'è un dio che ti tenda la mano.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-116333103539274427?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/116333103539274427/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=116333103539274427' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/116333103539274427'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/116333103539274427'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2006/11/i-sogni-interrotti-di-sa-pibinca.html' title='I sogni interrotti di «Sa Pibinca»'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-116333080655360043</id><published>2006-11-12T12:24:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T12:26:46.696+01:00</updated><title type='text'>La bassa produttività e la pericolosa cura Wolf</title><content type='html'>&lt;span style="font-style:italic;"&gt;Da il manifesto dell'11/11/2006&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;l'opinione&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;La bassa produttività e la pericolosa cura Wolf&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Riccardo Bellofiore * e Francesco Garibaldo**&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel dibattito sulla situazione economica italiana Michele Salvati (Corriere della Sera, 25 settembre) ha formulato un'obiezione, seria, alle posizioni della sinistra radicale, cui si deve dare risposta. Né la finanza pubblica né il Patto di stabilità sono il vero problema, lo sono la competitività che si deteriora e la produttività decrescente. La contrazione fiscale non ci è perciò imposta dall'esterno. Va assunta di buon grado per imporre, non il risanamento finanziario in sé e per sé, ma la bonifica della struttura economica reale del paese e uno snellimento del settore pubblico in nome dell'efficienza. Da questo punto di vista, limitarsi a richiedere una Finanziaria meno restrittiva e lasciare nel vago in cosa consisterebbero una diversa politica industriale e una diversa politica di sviluppo renderebbe poco credibile la sinistra radicale. Un mese dopo Martin Wolf sul Financial Times (25 ottobre) formula una diagnosi complementare, in larga misura condivisibile. Non è il costo del lavoro il problema, ma appunto la bassa produttività. La più bassa inflazione consente alla Germania una deflazione competitiva che perpetua il modello neomercantilista che ci vede perdenti. In termini reali le esportazioni italiane di beni e servizi ristagnano dal 2000, e il disavanzo con l'estero si incancrenisce. La bassa capacità di esportazione si accompagna a un livello ridotto di partecipazione al mercato del lavoro, come a un profilo di specializzazione internazionale dell'Italia medio-basso in termini di tecnologia, vulnerabile alla concorrenza dei paesi asiatici. Wolf segnala pure da tempo il rischio a medio termine di un aumento dei tassi di interesse a lunga per le possibili tensioni future, soprattutto tra Usa e Cina, sul finanziamento del doppio disavanzo americano. I tassi europei, e con loro lo spread tra quelli italiani e altri paesi europei, salirebbero: qualcosa che impone cautela sui conti pubblici.&lt;br /&gt;La cura di Wolf è singolare ma intelligente, al di là delle apparenze. Non solo tagli di spesa, ma spingere a lavorare di più gli italiani ovunque, aumentando così il Pil; licenziamenti e innovazioni di prodotto per alzare la produttività nei settori per l'esportazione. Wolf non trascura il problema della domanda effettiva. La risposta è omogenea al modello anglosassone cui si sta adeguando, a suo modo, l'Europa continentale: spingere le famiglie a indebitarsi in modo comparabile con i paesi europei e il resto del mondo - dal 1995 a oggi le famiglie italiane hanno già quasi raddoppiato il loro indebitamento. La logica è trasparente. Mantenere il lavoratore «spaventato», comprimendo il salario e frammentando il lavoro. Tramite il continuo allarmismo sulle pensioni (il risparmiatore «terrorizzato») risucchiare nei fondi pensione il Tfr, e costringere a un maggiore e più lungo tempo di lavoro sociale. Sostenere infine la realizzazione monetaria del profitto dal lato del consumatore «indebitato», che il lavoro deve accettarlo così com'è. Sono argomenti seri e processi pericolosi, del tutto in linea con la via «alta» alla produttività del «nuovo» capitalismo e la sua politica monetaria di complemento, ammorbiditi magari con sussidi al reddito. Vorremmo suggerire un inizio di risposta che non si fermi al pur necessario contro-argomento macroeconomico, ma consideri anche le dinamiche strutturali, e dia qualche esempio di politica industriale come parte di una risposta alternativa di politica economica.&lt;br /&gt;Siamo in presenza di una inaudita centralizzazione del capitale, mediata da una finanziarizzazione esasperata. Non vi si accompagna una crescente concentrazione in unità produttive più grandi di masse di lavoratori omogenei: semmai una riduzione dell'unità tecnica di produzione e una destrutturazione del lavoro. L'accresciuta concorrenza «globale» innesca ovunque una trasformazione generale. Anche l'Italia vive una situazione di crisi, ristrutturazione e riposizionamento dell'industria italiana, con perdenti e vincenti: ma anche i vincenti sono in posizione subordinata nella filiera produttiva integrata. L'azienda «focale» della filiera concentra l'essenziale del know-how e del controllo strategico del processo, e scarica gli oneri delle restanti parti del processo produttivo su altre aziende. Il mercato del lavoro si segmenta di conseguenza quanto a tutele, salari, formazione, e così via. A un certo punto scatta una soluzione di continuità tra insider e outsider, in una generale incertezza che colpisce tutti. Per questo anche, in Europa, il contratto nazionale è sotto attacco. Processi analoghi investono tutte le attività economiche e il settore pubblico.&lt;br /&gt;Se la precarizzazione del lavoro non è medicina universale, anzi le imprese più significative vi fanno modesto ricorso, è però componente importante di tutti i cicli produttivi. Dal punto di vista macrosociale, avanzamento tecnologico e precarizzazione del lavoro (nativo e migrante) sono facce della stessa medaglia.&lt;br /&gt;All'Italia, in particolare, manca un centro strategico e egemonico. In nessun settore, vecchio o nuovo, ha una leadership europea. Non solo per il prevalere di aziende piccole e piccolissime, ma anche per l'assenza di grandi aziende nazionali fortemente internazionalizzate. La grande industria, le concentrazioni bancarie, le strutture chiave della distribuzione commerciale, alcune grandi aziende fornitrici di servizi di pubblica utilità vengono ridimensionate e acquisite da grandi gruppi globali. La parte più avanzata del Nord e del Centro sta diventando risorsa manifatturiera specializzata di servizio per grandi imprese tedesche e francesi. Ovunque gli interessi si sfarinano e le coalizioni sociali si frammentano, con derive regressive.&lt;br /&gt;Una via di uscita passa per una nuova politica industriale, che riequilibri le esportazioni di prodotti tradizionali, e dia vita a un'innovazione profonda della gamma di prodotti. Ma, contro Wolf e Salvati, ciò richiede: 1. un grande impegno finanziario di chi solo lo può garantire come stabile e credibile, lo Stato; 2. un impulso massiccio, deciso e concentrato nel tempo, come richiede ogni intervento che voglia cambiare una traiettoria iscritta nel passato; 3. l'accortezza di sfruttare ora quella finestra di stabilità dei tassi di interesse che non è garantita a medio termine, per l'incerto quadro globale; 4. di individuare le grandi domande inevase della società italiana e europea, qualcosa che solo la politica e la società possono individuare con un'ottica di lungo termine; 5. di definire risposte adeguate che il mercato da solo non è in grado di vedere, per la sua costitutiva miopia; 6. di partire dai punti dove massima e virtuosa può essere l'interconnessione tra questioni economiche, ecologiche, sociali.&lt;br /&gt;Ci limiteremo a un cenno solo sulla questione emblematica della mobilità sostenibile: dai nuovi motori, alla gestione via Ict del traffico nei grandi centri metropolitani, sino alla costruzione di nuovi mezzi di mobilità urbana. Riorientare una parte della capacità produttiva esistente e non utilizzata verso la risoluzione di questo problema è una politica industriale che richiede forte integrazione tra politiche pubbliche nazionali e a scala europea, come anche l'iniziativa privata delle imprese. Ma ragionamenti analoghi si possono sviluppare per l'energia, per l'acqua, per l'istruzione, etc.: cioè per una serie di beni/servizi di natura pubblica o semipubblica che possono diventare il quadro di riferimento di una nuova classe di prodotti/servizi. In questa logica, il lavoro non può costitutivamente essere precario e mal pagato.&lt;br /&gt;Il nostro è un suggerimento, ribadiamo, iniziale, va certamente affinato. E' però, ne siamo convinti, solo prendendo questa strada, e mettendo in campo una nuova capacità di conflitto sociale autonomo, che la sinistra radicale potrà evitare di limitarsi a mettere le note a fondo pagina di politiche social-liberiste.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* ordinario facoltà di Economia&lt;br /&gt;Università degli studi di Bergamo&lt;br /&gt;Riccardo Bellofiore * e Francesco Garibaldo** ** presidente della Fondazione&lt;br /&gt;Istituto per il lavoro, Bologna&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-116333080655360043?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/116333080655360043/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=116333080655360043' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/116333080655360043'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/116333080655360043'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2006/11/la-bassa-produttivit-e-la-pericolosa.html' title='La bassa produttività e la pericolosa cura Wolf'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-116333064688126623</id><published>2006-11-12T12:21:00.000+01:00</published><updated>2006-11-12T12:24:07.746+01:00</updated><title type='text'>Pubblica incoscienza</title><content type='html'>da il manifesto dell'11/11/2006&lt;br /&gt;di Marcello Cini&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight:bold;"&gt;&lt;br /&gt;Pubblica incoscienza&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Nella vecchia economia la gente comprava e vendeva risorse congelate, cioè un mucchio di materiale tenuto insieme da un pochino di sapere. Nella nuova economia, compriamo e vendiamo sapere congelato, cioè un sacco di contenuto intellettuale in un involucro fisico». Così Brian Arthur, uno dei fondatori del celebre Istituto di ricerca di Santa Fé sulla complessità che caratterizza la svolta dell'economia dal XX al XXI secolo. E l'editor della rivista economica americana Fortune, Thomas Stewart spiega: «In questa nuova era, la ricchezza è il prodotto del sapere. Sapere e informazione - e non soltanto sapere scientifico, ma le notizie, i consigli, l'intrattenimento, i servizi - sono diventati le principali materie prime dell'economia e i suoi prodotti più importanti. Il sapere è quel che compriamo e vendiamo».&lt;br /&gt;Chi mi conosce sa che non mi piace che la conoscenza in generale e la scienza in particolare siano diventate merci che si comprano e si vendono, e che la loro produzione sia sempre più subordinata al vincolo della produzione del maggiore e più immediato profitto possibile del capitale investito. Penso che la conoscenza e la scienza - in quanto beni che, al contrario degli oggetti materiali, non si «consumano» ma si moltiplicano tanto più quanto maggiore è il numero di coloro che possono fruirne - dovrebbero ritornare a essere beni comuni disponibili a tutti.&lt;br /&gt;Ma anche se questo obiettivo può sembrare utopistico - ma forse non lo è pensando alle catastrofi che si annunciano se il mercato continua a essere l'unico riferimento - la necessità di una forte ricerca pubblica, che persegua finalità collettive dovrebbe essere un'assoluta priorità per un governo che pensa al futuro dei suoi cittadini.&lt;br /&gt;Dovrebbe essere ovvio che se la conoscenza e la scienza non vengono prodotte, o se bisogna comprare a caro prezzo sul mercato quelle prodotte dalle multinazionali, il nostro paese non entra nel XXI secolo, ma retrocede al XX se non al XIX. Non è una battuta. Un piccolo esempio storico ci deve far pensare. Basta ricordare che la Cina, dove nel Medioevo erano state inventate la ghisa, la bussola, la polvere da sparo, la carta, la stampa e tante altre cose nel giro di un decennio perse per cinquecento anni la supremazia tecnologica che aveva accumulato. «Perché le sue formidabili navi - si domanda Jared Diamond nel libro Armi, acciaio e malattie - non doppiarono il Capo di Buona Speranza, prima che Vasco de Gama lo doppiasse in senso inverso? Perché non attraversarono il Pacifico arrivando in America prima di Colombo? Cosa fece perdere alla Cina la supremazia tecnologica?». La risposta è banale e dimostra quanto possano essere catastrofiche le conseguenze di perturbazioni locali imprevedibili e apparentemente irrilevanti. Fu semplicemente la vittoria nella lotta per il potere della fazione avversa a quella responsabile della marina a bloccare le spedizioni marittime, smantellare la flotta e proibire la navigazione transoceanica. Una valanga che travolse tutto.&lt;br /&gt;Tagliare 300 milioni su un totale di 1.630 - questo sembra essere l'ammontare della riduzione del finanziamento pubblico per la ricerca scientifica e tecnologica prevista dalla finanziaria - non è un sacrificio paragonabile a quello che anche altri settori della spesa pubblica devono sopportare per mettere in ordine i conti pubblici. E' soltanto incoscienza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-116333064688126623?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/116333064688126623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=116333064688126623' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/116333064688126623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/116333064688126623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2006/11/pubblica-incoscienza.html' title='Pubblica incoscienza'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-115821877596994675</id><published>2006-09-14T09:24:00.000+02:00</published><updated>2006-09-14T09:26:16.210+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>&lt;font color=red size=6&gt;&lt;strong&gt;La libertà di stampa&lt;/strong&gt;&lt;/font&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Iniziativa a sostegno del quotidiano Il Manifesto&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervengono:&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Gabriele Polo &lt;/strong&gt;direttore del quotidiano Il Manifesto&lt;br /&gt;e i giornalisti &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Giorgio Melis &lt;/strong&gt;e  &lt;strong&gt;Ottavio Olita &lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Coordina &lt;strong&gt;Marco Li&lt;/strong&gt;gas&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;font color=yellow&gt;&lt;b&gt;29 settembre 2006 alle ore 17,00 &lt;br /&gt;Sala congressi Banco di Sardegna &lt;br /&gt;Cagliari viale Bonaria&lt;/font&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-115821877596994675?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/115821877596994675/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=115821877596994675' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115821877596994675'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115821877596994675'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2006/09/la-libert-di-stampa-iniziativa.html' title=''/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-115747524566174812</id><published>2006-09-05T18:52:00.000+02:00</published><updated>2006-09-05T18:54:24.176+02:00</updated><title type='text'>EMERGENZA TARIFFE ELETTRICHE CICLO CLORO-SODA SYNDIAL DI ASSEMINI</title><content type='html'>&lt;strong&gt;PROVINCIA DI CAGLIARI&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;PROVINCIA DE CASTEDDU&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;                                    &lt;br /&gt;EMERGENZA TARIFFE ELETTRICHE CICLO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;CLORO-SODA SYNDIAL DI ASSEMINI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;MOBILITAZIONE STRAORDINARIA IN DIFESA DELLA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRODUZIONE INDUSTRIALE E DEI POSTI DI LAVORO&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli impianti industriali per la produzione cloro-soda della Syndial di Macchiareddu – gli unici in Italia ad utilizzare una tecnologia di eccellenza a basso impatto ambientale – rischiano la chiusura a seguito della procedura di infrazione avviata dall’UE, che ha ravvisato un “aiuto di Stato” nella tariffa agevolata per la “fornitura di energia elettrica alle imprese sarde ad alta intensità energetica”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Occorre – ha detto Milia – un immediato intervento ed una collegiale mobilitazione per scongiurare la sospensione di una produzione che riesce ad essere competitiva nel mercato grazie alle tariffe energetiche agevolate introdotte nel 2005. Vorrei infatti ricordare – ha aggiunto Milia –  che il prezzo dell'energia elettrica in Sardegna è superiore alla media europea e che siffatti prezzi sono la conseguenza della forte componente del petrolio nel processo di generazione dell'energia elettrica e della mancanza di interconnessioni alle reti energetiche tra la Sardegna e la penisola. Inoltre, i generatori di energia elettrica in Sardegna non possono utilizzare il metano a ciclo combinato per produrre energia a basso costo in quanto l'isola non è collegata ad alcun gasdotto”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A tale proposito si ricorda che proprio sulla base di queste giustificazioni, con il decreto legge 35/2005, l'Autorità per l'energia fu autorizzata dal Governo nazionale a fissare particolari condizioni tariffarie alle forniture di energia elettrica in Sardegna per le imprese appartenenti ai settori della produzione e lavorazione di alluminio, allumina, piombo, argento e zinco, estendendo tali agevolazioni (fino al dicembre 2010, data entro la quale si prevede l’attivazione del gasdotto algerino-sardo ) ad un nuovo settore (che fino ad allora non beneficiava): il ciclo cloro-soda della Syndial. In tal senso, l'Autorità per l'energia ebbe poi ad individuare quattro beneficiari: Euroallumina, ILA, Portovesme e Syndial di Macchiareddu.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora, a seguito di due recenti reclami formalizzati alla Commissione europea da alcune società concorrenti, lo scorso giugno è stato aperto un procedimento di infrazione che mina seriamente la sostenibilità economico-industriale degli impianti Syndial di Macchiareddu, e non solo. Infatti, la Commissione europea ritiene che la riduzione delle tariffe elettriche costituisca un aiuto improprio al funzionamento delle industrie, “che rientra tra le forme di aiuto più discorsive della concorrenza, tanto da procurare un improprio vantaggio economico”. La Commissione, pur riconoscendo che in casi eccezionali gli aiuti al funzionamento delle industrie possono essere concessi (nel caso in cui gli svantaggi strutturali della regione siano troppo elevati) dubita che i prezzi dell'energia elettrica in Sardegna possano considerarsi svantaggiosi per le industrie energivore e comunque, a detta della Commissione, “non sembrano perseguire come obiettivo lo sviluppo regionale”. Per la Commissione europea “la situazione attuale in Sardegna è non solo di sovracapacità, ma anche di eccedenza di generazione di energia elettrica”, tanto da non poter giustificare il ricorso a tariffe agevolate per la considerazione di un prezzo più alto dell’energia rispetto alla media europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per definire le strategie comuni da adottare per la difesa della realtà produttiva della Syndial di Assemini, il presidente della Provincia di Cagliari, Graziano Milia, ha quindi indetto per domani, 6 settembre (Palazzo Regio di Cagliari, ore 12), un’assemblea straordinaria a cui sono stati invitati a prendere parte i sindaci di Cagliari, Assemini, Uta, Capoterra, Sarroch, Villa S.Pietro e Pula, parlamentari sardi e consiglieri regionali, il Casic e le segreterie territoriali e regionali della CGIL, CISL e UIL.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagliari 05.09.2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-115747524566174812?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/115747524566174812/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=115747524566174812' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115747524566174812'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115747524566174812'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2006/09/emergenza-tariffe-elettriche-ciclo.html' title='EMERGENZA TARIFFE ELETTRICHE CICLO CLORO-SODA SYNDIAL DI ASSEMINI'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-115668459434823751</id><published>2006-08-27T15:13:00.000+02:00</published><updated>2006-08-27T15:16:38.266+02:00</updated><title type='text'>PROGETTO TAPIS ROULANT</title><content type='html'>RELAZIONE SUGLI EFFETTI AMBIENTALI&lt;br /&gt;Inerente il&lt;br /&gt;PROGETTO DEFINITIVO DI&lt;br /&gt;REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA COORDINATO DI PARCHEGGI DI SCAMBIO E TRASPORTO&lt;br /&gt;MACCANIZZATO NEL CENTRO STORICO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ente Proponente il progetto&lt;br /&gt;COMUNE DI CAGLIARI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ente istruttore del procedimento&lt;br /&gt;REGIONE AUTONOMA DELLA SARDEGNA&lt;br /&gt;Servizio SIVEA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Responsabile del Procedimento&lt;br /&gt;DOTTORESSA ROSANNA CARCANGIU&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Scrivente&lt;br /&gt;Antonio Gregorini Legambiente Cagliari&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Toni Corona &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagliari 22 agosto 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Premessa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scrivente Antonio Gregorini, nato a .... il ...., ivi residente in via ..., &lt;br /&gt;il giorno 21 agosto u.s. si è recato presso gli uffici dellAssessorato&lt;br /&gt;allAmbiente della Regione Autonoma della Sardegna dove ha preso visione&lt;br /&gt;della Relazione sugli Effetti Ambientali  inerente il Progetto Definitivo di&lt;br /&gt;REALIZZAZIONE DI UN SISTEMA COORDINATO DI PARCHEGGI DI SCAMBIO E TRASPORTO&lt;br /&gt;MACCANIZZATO NEL CENTRO STORICO, ivi depositata dal Comune Di Cagliari, ente&lt;br /&gt;proponente il progetto. &lt;br /&gt;Sulla base di quanto riportato sulla relazione in oggetto produce le&lt;br /&gt;seguenti note affinché chiunque abilitato a esprimere parere sul progetto e&lt;br /&gt;sulla REA ne tenga debito conto e sia agevolato nella formazione di un&lt;br /&gt;parere quanto più obiettivo, frutto di diverse osservazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Presupposti del progetto&lt;br /&gt;I presupposti sono condivisibili e rientranti nei principi generali di&lt;br /&gt;sviluppo sostenibile. &lt;br /&gt;Il progetto è stato redatto perché:&lt;br /&gt;Pag.3  lambiente, lattività, il tipo di veicoli, le infrastrutture, la&lt;br /&gt;gestione e lorganizzazione dei servizi; agiscano in modo integrato e&lt;br /&gt;sinergico al miglioramento dellambiente urbano.&lt;br /&gt;Pag. 17 lazione del camminare sia parte integrante della tradizione&lt;br /&gt;europea;&lt;br /&gt;Pag. 18 Promuovere il cammino come modo di trasporto alternativo non&lt;br /&gt;poteva prescindere dal considerare come basilare laccessibilità degli spazi&lt;br /&gt;pubblici urbani aperti focalizzando lattenzione sulle categorie più deboli&lt;br /&gt;(bambini, anziani, disabili,)  lintroduzione di sistemi meccanizzati di&lt;br /&gt;trasportoconcepiti per rendere ogni spazio fruibile.&lt;br /&gt;Pag. 19 le analisi economiche di progetto hanno opportunamente individuato&lt;br /&gt;le esigenze di personale e quelle manutentive necessarie per lottimale&lt;br /&gt;esercizio dellopera&lt;br /&gt;Non si capisce però come lazione del camminare possa essere ritenuta&lt;br /&gt;coerente con la realizzazione del progetto, dal momento che si prevede&lt;br /&gt;linserimento di impianti meccanizzati proprio per evitare il camminare. Ad&lt;br /&gt;un attenta lettura si scoprirà che è lo stesso progetto a stabilire&lt;br /&gt;limpossibilità per le categorie più deboli e disabili di poter liberamente&lt;br /&gt;usufruire degli impianti di risalita meccanizzata. &lt;br /&gt;Allo scrivente appare incomprensibile come si possa prevedere un complesso&lt;br /&gt;sistema impiantistico di risalita, in salite di non forte pendenza&lt;br /&gt;(dislivello 25 mt e pendenze del 10  15 %) per evitare lazione del&lt;br /&gt;camminare.&lt;br /&gt;Dalle analisi economiche si evince che il ristorante sul Rivellino viene&lt;br /&gt;progettato anche e soprattutto per dare giustificazione economica&lt;br /&gt;allintervento. Non si dice che negli immediati dintorni esistono già dei&lt;br /&gt;locali analoghi avviati. &lt;br /&gt;Si riporta come quota dei maggiori introiti quelli inerenti la tariffazione&lt;br /&gt;dei parcheggi. Non si menziona però una realtà incontestabile: i parcheggi&lt;br /&gt;in struttura realizzati dallaltra parte di Castello sono deficitari e&lt;br /&gt;spesso semi vuoti; non risulta che gli abitanti di Castello ne abbiano&lt;br /&gt;usufruito come previsto; non si dice che anche gli attuali parcheggi&lt;br /&gt;esistenti nel Cammino Nuovo e in via Santa Margherita sono inutilizzati per&lt;br /&gt;gran parte del giorno e della notte.&lt;br /&gt;La logica economica sottostante il progetto si percepisce chiaramente priva&lt;br /&gt;di buone argomentazioni di base. Il rischio è lo spreco di denaro pubblico&lt;br /&gt;per la realizzazione di opere impattanti e inutili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Strumenti di  tutela locale e norme di pianificazione del territorio.&lt;br /&gt;Il Piano Paesaggistico Regionale rappresenta sempre un punto di riferimento&lt;br /&gt;per lanalisi degli impatti degli interventi antropici nel contesto&lt;br /&gt;ambientale e paesaggistico e per lo sviluppo sostenibile, ci si domanda se&lt;br /&gt;un intervento di questa portata non debba essere ricompreso nelle more del&lt;br /&gt;PPR e sottostare quindi ai principi di salvaguardia del Paesaggio Urbano&lt;br /&gt;Storico, dal momento che le mura di Santa Croce rappresentano una delle&lt;br /&gt;icone della Città di Cagliari.&lt;br /&gt;Ammesso e non concesso che il ristorante sia esteticamente ben inserito nel&lt;br /&gt;paesaggio delle mura e delle architetture antiche, non appare comunque&lt;br /&gt;rispettato il principio di preminenza del recupero degli edifici esistenti&lt;br /&gt;rispetto alla affermata ma non dimostrata necessità di realizzarne di nuovi.&lt;br /&gt;Nonostante lo stato di relativo abbandono del quartiere e la grande quantità&lt;br /&gt;di edifici da recuperare si è preferito realizzare nuove cubature sulle mura&lt;br /&gt;con un profilo avulso dal contesto e dalla memoria della Città. &lt;br /&gt;Le aree soggette a trasformazione sono identificate nel Piani di Assetto&lt;br /&gt;Idrogeologico come Hg3 cioè  zona con frane quiescenti con tempi di&lt;br /&gt;riattivazione pluriennali. Lo stesso PAI identifica possibili rischi di &lt;br /&gt;danni minori agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale&lt;br /&gt;per larea adibita a parcheggio e  possibili problemi per lincolumità&lt;br /&gt;delle persone, danni funzionali agli edifici e alle infrastrutture con&lt;br /&gt;conseguente inagibilità degli stessi per la zona della fossa di S.&lt;br /&gt;Guglielmo.&lt;br /&gt;La REA, giustamente , sottolinea a pag.40 che potrebbe essere necessaria la&lt;br /&gt;predisposizione di uno studio specifico di Compatibilità Geologica e&lt;br /&gt;Geotecnica..&lt;br /&gt;La stessa REA evidenzia a pag. 42 che il Piano di sistemazione degli spazi&lt;br /&gt;verdi circostanti il Castello, cfr. del. 201 del 17/12/97 non prevedeva il&lt;br /&gt;parcheggio, né i tapis roulant e scale mobili ne tanto meno il ristorante&lt;br /&gt;sul Rivellino Piemontese, era pertanto molto più rispettoso del paesaggio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Descrizione del progetto&lt;br /&gt;Nel capitolo così intitolato, lIng. Frongia, redattore della REA, evidenzia&lt;br /&gt;giustamente che la costruzione delle opere sarà accompagnata da lavori di&lt;br /&gt;risanamento delle antiche mura. Descrive questi lavori come cuci e&lt;br /&gt;scuci, inserimento o sostituzione di conci e la ripresa con malta. Non è&lt;br /&gt;questo pertanto un vero consolidamento delle mura né un miglioramento della&lt;br /&gt;coerenza di queste con lammasso roccioso retrostante. Allo scrivente questa&lt;br /&gt;appare come una carenza piuttosto grave.&lt;br /&gt;Negli Aspetti Economici e Gestionali viene evidenziato un deficit di&lt;br /&gt;gestione nonostante la sovrabbondante stima dei ricavi ed escludendo&lt;br /&gt;sopravvenienze negative e guasti straordinari.&lt;br /&gt;LEsame delle soluzioni alternative giunge frettolosamente alla conclusione&lt;br /&gt;che il progetto è inserito in un quadro strategico di vecchia data e&lt;br /&gt;trascura ipotesi ben più plausibili dintervento quali, per esempio, quelle&lt;br /&gt;in precedenza prospettate nel Piano di sistemazione del 1997.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Analisi dei possibili effetti ambientali dellopera&lt;br /&gt;A pag. 111 della REA si afferma: &lt;br /&gt; Non si può disconoscere come dal processo di meccanizzazione dei percorsi&lt;br /&gt;auspicato dal progetto, proprio perché inserito in un contesto di alto&lt;br /&gt;valore culturale e storico, possa scaturire, in assenza di unopportuna&lt;br /&gt;ricerca di equilibrio fra conservazione e trasformazione, il rischio di&lt;br /&gt;unalterazione dei connotati paesaggistici con deterioramento dei caratteri&lt;br /&gt;di riconoscibilità dei luoghi.&lt;br /&gt;Evidenzia il relatore che anche le scale mobili previste tra la Piazzetta&lt;br /&gt;Dettori e la Via Manno e in Via Santa Margherita si identificano per la&lt;br /&gt;dominanza fisica degli impianti rispetto agli spazi disponibili. Propone&lt;br /&gt;egli stesso delle indicazioni per ridurre gli impatti paesaggistici ma anche&lt;br /&gt;quelli sulla stabilità dei versanti. Chiede che venga prevista la crescita&lt;br /&gt;di rampicanti sulle pensiline metalliche e vetrate di protezione degli&lt;br /&gt;impiantisic.&lt;br /&gt;Appare più volte rimarcata, dalla stessa REA, lincongruenza dellopera con&lt;br /&gt;le preesistenze paesaggistiche.&lt;br /&gt;E altresì rimarcata la possibilità che i lavori di scavo per la&lt;br /&gt;realizzazione del parcheggio e per linserimento delle scale mobili sulla&lt;br /&gt;fossa di San Guglielmo possano provocare danni agli edifici civili e alle&lt;br /&gt;infrastrutture esistenti e si evidenzia la necessità di affinare le&lt;br /&gt;conoscenze sullo stato delle condizioni geologiche  idrogeologiche -&lt;br /&gt;geotecniche dellarea.&lt;br /&gt;Viste le premesse, ci si domanda se il danneggiamento dellesistente è un&lt;br /&gt;rischio rapportabile allutilità delle scale mobili?&lt;br /&gt;Per quanto riguarda i 25000 mc di terra provenienti dallo scavo ancora non&lt;br /&gt;si è trovata una destinazione. Anche in questo caso sarebbe dobbligo&lt;br /&gt;affinare le conoscenze.&lt;br /&gt;Un capitolo è dedicato infine alle strategie per lacquisizione del&lt;br /&gt;consenso. In esso è dato per scontato che lintroduzione delle innovazioni&lt;br /&gt;va perseguita attraverso una politica di partecipazione e condivisione del&lt;br /&gt;progetto. Allo scrivente non risulta che sul progetto ci sia mai stata una&lt;br /&gt;forte adesione della cittadinanza, anzi risulta che intere parti di esso non&lt;br /&gt;siano comprese e in parte vengano rigettate. Il numero di firme raccolte da&lt;br /&gt;un comitato di quartiere di Castello ne è la dimostrazione. Ne consegue che&lt;br /&gt;la prosecuzione delliter di realizzazione, in assenza di modifiche&lt;br /&gt;sostanziali, condivise dagli abitanti e dal resto dei cittadini potrebbe&lt;br /&gt;essere motivo di conflitto.&lt;br /&gt;Tutto ciò premesso, in conclusione, con la presente si chiede alle&lt;br /&gt;istituzioni competenti per il rilascio del parere in questione di:&lt;br /&gt; Decidere perché lopera sia sottoposta a Studio di compatibilità&lt;br /&gt;ambientale.&lt;br /&gt; Decidere perché sia richiesta la rinuncia a realizzare tutto il&lt;br /&gt;sistema di scale mobili e tapis roulant in vista nel Cammino Nuovo,&lt;br /&gt;compresi anche quelli situati nel quartiere Marina.&lt;br /&gt; Decidere perché sia approfondita e verificata la necessità di&lt;br /&gt;realizzare un ristorante sul Rivellino Piemontese, che ha unarchitettura&lt;br /&gt;avulsa dal contesto paesaggistico.&lt;br /&gt; Decidere che venga effettuata una preliminare verifica della&lt;br /&gt;possibilità di utilizzare, alluopo, edifici preesistenti da restaurare.&lt;br /&gt; Decidere perché sia verificata la reale rispondenza del quadro&lt;br /&gt;economico di gestione riportato in progetto.&lt;br /&gt; Decidere perché sia richiesto un approfondimento delle conoscenze&lt;br /&gt;geologiche  geotecniche - idrogeologiche ad evitare qualsiasi possibilità&lt;br /&gt;di danneggiamento di edifici e infrastrutture pubbliche e private e se del&lt;br /&gt;caso decidere perchè venga richiesta la stipula di una polizza assicurativa&lt;br /&gt;a garanzia della proprietà privata.&lt;br /&gt; Decidere perché venga verificata la reale condivisione del progetto&lt;br /&gt;da parte dei cittadini residenti e operanti nel circondario, nonché, data&lt;br /&gt;limportanza culturale del sito, anche dei cittadini cagliaritani nel&lt;br /&gt;complesso e di chiunque abbia interesse.&lt;br /&gt;Firmato&lt;br /&gt;Antonello Gregorini&lt;br /&gt;LEGAMBIENTE CAGLIARI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-115668459434823751?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/115668459434823751/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=115668459434823751' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115668459434823751'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115668459434823751'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2006/08/progetto-tapis-roulant.html' title='PROGETTO TAPIS ROULANT'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-115519383339929803</id><published>2006-08-10T09:05:00.000+02:00</published><updated>2006-08-10T09:15:49.966+02:00</updated><title type='text'>Miniere. Diamoci una scossa, signor Presidente</title><content type='html'>Diamoci una scossa! E' tempo di riflessioni e di risposte alle tante domande&lt;br /&gt;che ci poniamo in questo periodo su cosa siano per noi le miniere e su come&lt;br /&gt;vogliamo che sia la nostra vita qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La memoria della miniera muore (tra una decina d'anni  ci saranno ben pochi&lt;br /&gt;minatori!) e si stanno investendo milioni di euro pubblici per valorizzare&lt;br /&gt;questa memoria, ma, sostanzialmente, per distruggerla ristrutturando edifici&lt;br /&gt;minerari che perdono qualunque connotazione di ciò che erano e non  si sa&lt;br /&gt;bene cosa saranno. La vecchia scuola elementare di Monteponi (il nostro&lt;br /&gt;"modesto ma strategico laboratorio/museo"?!) è stata rimessa "a nuovo": non&lt;br /&gt;è più un massiccio edificio scolastico degli anni '40/'50, ha un portone non&lt;br /&gt;più in legno ma  una vetrata in una struttura di metallo, una scala enorme&lt;br /&gt;all'esterno per la sicurezza, qualche mosaico in meno. Non è e non sarà mai&lt;br /&gt;ciò che volevamo che fosse: un luogo per noi e per le future generazioni,&lt;br /&gt;per i bambini di viva memoria, di scoperta e di passaggio per entrare nella&lt;br /&gt;buia miniera.&lt;br /&gt;I ruderi minerari stanno crollando e le discariche di sterile ci  invadono&lt;br /&gt;con tutto il loro potere distruttivo di veleni accatastati in secoli di&lt;br /&gt;lavoro. Con un atteggiamento un po' romantico, un po' retorico/decadente a&lt;br /&gt;noi piace tanto questa nostra selvaggia natura così rovinata, squarciata,&lt;br /&gt;inquinata, la guardiamo con occhi incantati e ci sembra di vederli là questi&lt;br /&gt;minatori idealizzati, eroi del lavoro, della fatica, della lotta. Ma&lt;br /&gt;dobbiamo superare questa mentalità.&lt;br /&gt;C'è da fare in fretta se si vuole recuperare qualcosa e c'è da pensare ad un&lt;br /&gt;possibile loro utilizzo (in senso turistico?) se si vuole mangiare anche&lt;br /&gt;domani, quando si uscirà dalla misura uno della Comunità Europea, perché gli&lt;br /&gt;stati dell'est sono più poveri di noi e quando le pensioni di silicosi degli&lt;br /&gt;ultimi minatori non ci saranno più.&lt;br /&gt;E allora che si fa. Si fa il bando internazionale di gara per la "cessione,&lt;br /&gt;riqualificazione e trasformazione di ambiti di particolare interesse&lt;br /&gt;paesaggistico del Parco Geominerario della  Sardegna (Masua, Monte Agruxau,&lt;br /&gt;Ingurtosu, Pitzinurri e Naracauli)&lt;br /&gt;Le domande sono state quattro: l'immobiliare Lombarda s.p.a., la Pirelli, la&lt;br /&gt;Hines Italia (fondo di investimento immobiliare americano) e la società&lt;br /&gt;temporanea di imprese Sviluppo Sardegna.&lt;br /&gt;Tutto sembra organizzato nel miglior modo: non si sta vendendo al miglior&lt;br /&gt;offerente, rassicura il Presidente Soru, ma a chi presenta il miglior&lt;br /&gt;progetto dal punto di vista paesaggistico-ambientale, dal punto di vista&lt;br /&gt;della qualità architettonica, dell'integrazione col resto del territorio,&lt;br /&gt;che vuol dire capacità di collaborare con gli artigiani, con gli&lt;br /&gt;agricoltori, col sistema integrato dell'ospitalità diffusa. Tutto sarà&lt;br /&gt;sancito da un accordo di programma che sarà firmato dalla Giunta regionale,&lt;br /&gt;dalla Provincia, dai Comuni e dall'Igea.&lt;br /&gt;Qui tutti (quasi) sembrano convinti che sia la nostra grande opportunità.&lt;br /&gt;Poche le voci critiche, la solita Rete di Lilliput (netto dissenso e&lt;br /&gt;fortissima preoccupazione rispetto alla decisione della Regione Sarda di&lt;br /&gt;vendere alcune aree minerarie per realizzarvi "strutture alberghiere&lt;br /&gt;ricettive con annessi centri benessere, strutture sportive e per il golf"),&lt;br /&gt;il Gruppo d'Intervento Giuridico e gli Amici della Terra (che hanno&lt;br /&gt;presentato un'istanza di radicale modifica del bando, esprimendo contrarietà&lt;br /&gt;alla privatizzazione di aree di così grande rilievo storico-culturale ed&lt;br /&gt;ambientale e chiedendo una politica dei "piccoli passi" con il risanamento&lt;br /&gt;di un sito minerario alla volta, la programmazione della sua gestione, la&lt;br /&gt;sua apertura alla fruizione turistica mediante il coinvolgimento di soggetti&lt;br /&gt;imprenditoriali locali) la CISL e la destra che strumentalizza l'argomento&lt;br /&gt;per attaccare la giunta Soru.&lt;br /&gt;Insieme a Teresa Piras e all'Associazione Centro sperimentazione&lt;br /&gt;autosviluppo che ha messo su in questi anni una splendida esperienza di&lt;br /&gt;turismo  fatto di accoglienza in famiglia chiamata "Domus amigas" si voleva&lt;br /&gt;creare un momento di approfondimento su queste tematiche.&lt;br /&gt;La storia delle miniere ci dà chiaro il limite della modernità, di un&lt;br /&gt;modello di sviluppo (di un modello di società) che incurante degli uomini e&lt;br /&gt;dell'ambiente, della natura, della terra, prende, prende, prende senza&lt;br /&gt;limiti. Le miniere sono chiuse, ma la mentalità è uguale. E al padrone&lt;br /&gt;francese o belga sostituiremo quello magari arabo o lombardo e invece di&lt;br /&gt;mamma-miniera avremo mamma-turismo. Nuovi padroni assoluti che daranno il&lt;br /&gt;nome delle proprie mogli non più a gallerie o laverie, ma ad alberghi e&lt;br /&gt;campi da golf. E noi sempre lì a "vendere" non più il minerale, ma il mare,&lt;br /&gt;il faraglione, la galleria, il ricordo.&lt;br /&gt;Possibile che non riusciamo a fare a meno di  un ricco signore che viene&lt;br /&gt;dall'esterno e di un modello di sviluppo (o di distruzione) che accentra,&lt;br /&gt;monopolizza, ci toglie il controllo, il potere, ci trasforma in pedine che&lt;br /&gt;con molta facilità possono anche non servire più. E' possibile che lo&lt;br /&gt;sviluppo turistico sia necessariamente fatto di alberghi (anche) centri&lt;br /&gt;benessere e campi da golf!!  Non si tratta solo di soldi, ma di mentalità,&lt;br /&gt;di cultura, di stile di vita. Possibile che la storia delle miniere non ci&lt;br /&gt;abbia insegnato nulla!!&lt;br /&gt;"Queste terre violate raccontano storie finite, sono musei per eccellenza,&lt;br /&gt;raccontano epoche compiute ma vicine a noi, raccontano soprattutto la&lt;br /&gt;modernità: società internazionali che investono, usano territori, danno&lt;br /&gt;lavoro, esauriscono sottosuoli, seguono le leggi del mercato, abbandonano&lt;br /&gt;siti, lasciano sul lastrico uomini con abitudini secolari, spingono gente a&lt;br /&gt;chiedere che le miniere siano aperte in eterno, siano rivalutate, riusate.&lt;br /&gt;Usare le storie di vita per capire questo mondo è fondamentale, soprattutto&lt;br /&gt;per un antropologo che cerca di ascoltare le voci di coloro che lo hanno&lt;br /&gt;vissuto". (tratto da  "Tra miniere e campagne: i paesaggi, visioni del&lt;br /&gt;ricordo" di Pietro Clemente)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Ne ho conosciuta di gente di miniera, tante cose mi ricordo, ma,&lt;br /&gt;invecchiando, una cosa mi è successa, che le cose brutte, quelle brutte&lt;br /&gt;brutte, me le sono dimenticate, non proprio dimenticate, è come che . E'&lt;br /&gt;come che siano capitate a un'altra, e penso: scedà, tutto quello che ha&lt;br /&gt;passato quella donna! Ma poi me ne rido perché mi ricordo che sono io. Ne&lt;br /&gt;conosco io di storie di miniera . Vecchia sono e ho visto l'erba crescere&lt;br /&gt;sopra i pozzi, i villaggi abbandonati .. Vecchia sono, e mi pare di essere&lt;br /&gt;l'unica&lt;br /&gt;a ricordare quando c'era vita qua, c'era vita nei paesi nostri. Ne ho girato&lt;br /&gt;di posti . Cernitrice, cameriera, cuoca, locandiera sono stata. Perché il&lt;br /&gt;marito mio, dove lo pagavano meglio andava, il lavoro non lo temeva, non&lt;br /&gt;voleva paga di manovale, lui ..&lt;br /&gt;Quando uscivano da miniera, tutti uguali parevano i minatori, soldati&lt;br /&gt;stanchi, tornati da una guerra, con quelle facce sporche, ma, sotto quella&lt;br /&gt;polvere scura, ognuno una storia aveva ." (Tratto da "Scavi, storia di&lt;br /&gt;miniere" di Mariangela Sedda)&lt;br /&gt;Povera gente venuta da ogni parte, dignitosa, battagliera, che riempiva le&lt;br /&gt;gallerie, le piazze e le bettole. La storia delle miniere non è stata&lt;br /&gt;un'epopea,&lt;br /&gt;ma una storia di uomini e di donne dipendenti, subordinati, malati nei&lt;br /&gt;polmoni e nelle ossa. Una generazione che ha visto nella miniera, nel&lt;br /&gt;dopoguerra, il riscatto dalla fame, dalla povertà, dall'ignoranza che ha&lt;br /&gt;voluto che i propri figli studiassero, non parlassero il sardo, si&lt;br /&gt;preparassero a fare altro. Ma altro cosa? Noi non abbiamo la vocazione di&lt;br /&gt;essere gli imprenditori di noi stessi, si dice e le poche iniziative sono&lt;br /&gt;fallite fra scontri e invidie.&lt;br /&gt;Forse nei millenni abbiamo maturato una concezione dell'ambiente, del&lt;br /&gt;territorio profondamente errata che considera la terra estranea a noi&lt;br /&gt;stessi, da forare, svuotare e invadere di discariche, residui tossici,&lt;br /&gt;inquinanti. Abbiamo considerato l'ambiente come estraneo da noi, in una&lt;br /&gt;visione solo utilitaristica e  predatoria delle sue risorse. Ma noi stessi&lt;br /&gt;siamo stati considerati da spremere e buttare via. E così ci siamo&lt;br /&gt;deresponsabilizzati.&lt;br /&gt;Ma non ci ha insegnato niente questa esperienza?!&lt;br /&gt;Dobbiamo ricadere in mano di multinazionali!! Non c'è proprio alternativa!&lt;br /&gt;Possibile che insieme ad una intera comunità non si riesca a trovare un&lt;br /&gt;senso, una forza, una dimensione di profondo cambiamento?! Ci deve pur&lt;br /&gt;essere una strada diversa che ci dia dignità e coraggio,  che ci metta di&lt;br /&gt;fronte alle nostre responsabilità, ma anche al nostro potere, che ci faccia&lt;br /&gt;sentire minatori, cernitrici, agricoltori, pastori, artigiani, maestri  di&lt;br /&gt;nostre idee, di nostri progetti, di nostre iniziative culturali,&lt;br /&gt;imprenditoriali aperti al mondo, alla terra, al cosmo.&lt;br /&gt;Ho continuato imperterrita in questi anni a parlare di miniere con i bambini&lt;br /&gt;e le bambine: interviste, visite guidate, rappresentazioni teatrali,&lt;br /&gt;filmati, murales  per conoscere, capire, non dimenticare.&lt;br /&gt;Non per i turisti, ma per  noi per il nostro essere e sentirci figli di&lt;br /&gt;un'esperienza&lt;br /&gt;millenaria di minatori. Nelle magliette realizzate per inaugurare il murales&lt;br /&gt;c'era scritto "Nel cuore un nonno minatore e una nonna cernitrice" Ma chi li&lt;br /&gt;sente nel cuore, e fino a quando?!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possiamo pensare prima di tutto  a riscattare la nostra storia. Perché non&lt;br /&gt;puntiamo su una comunità (su uomini e donne che ricordino "che gli uomini&lt;br /&gt;sono della terra e non è invece la terra degli uomini" come scrive&lt;br /&gt;l'antropologo&lt;br /&gt;Pietro Clemente) che sappia maturare e crescere nella consapevolezza della&lt;br /&gt;storia dei propri antenati (le miniere quali sepolcri di famiglia); sappia&lt;br /&gt;essere protagonista di tante e piccole iniziative che insieme facciano&lt;br /&gt;lievitare un grande progetto, una grande prospettiva umana e ambientale che&lt;br /&gt;riesca a  costruire risposte ai bisogni primari essenziali di tutti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Mi sento cittadino del mondo in questa ricerca, mi sento vicina a mio padre&lt;br /&gt;minatore come al contadino eritreo in questa ricerca di essere "padroni",&lt;br /&gt;responsabili di noi stessi, della nostra esistenza, del nostro futuro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fare i camerieri negli alberghi di Masua o di Rimini non fa molta&lt;br /&gt;differenza, è solo maggiore la distanza da casa!! La differenza la fa se&lt;br /&gt;l'albergo&lt;br /&gt;di Masua (che magari è stato costruito e viene gestito dalla ditta&lt;br /&gt;Lombarda - meglio certo se è sarda) fa parte di un progetto della mia terra,&lt;br /&gt;integrato con i campi di agricoltura locale biologica, il campeggio di&lt;br /&gt;Fontanamare - Gonnesa, la cooperativa che conduce nei percorsi di miniera&lt;br /&gt;(da Acquaresi a Sa scalitta!!), la scuola di ., la musica, la cultura, il&lt;br /&gt;museo, il belvedere e le tante persone che vivono e lavorano, i tanti&lt;br /&gt;"imprenditori" locali che gestiscono, in un progetto integrato, il tutto.&lt;br /&gt;Non vendiamo o diamo in concessione un pezzo di territorio! Anche con le&lt;br /&gt;migliori regole, vincoli, accordi di programma con gli enti territoriali, è&lt;br /&gt;comunque un modo per delegare, per recedere dalle nostre responsabilità, per&lt;br /&gt;aspettare, con troppe aspettative e prospettive, chi dall'esterno ha i&lt;br /&gt;soldi, ma soprattutto ha il potere di comandare e guidare il nostro futuro.&lt;br /&gt;Stimoliamo il nostro orgoglio, le nostre forze ed energie migliori per&lt;br /&gt;costruirci sentieri di autosviluppo duraturi, sostenibili, "nostri". Non&lt;br /&gt;creiamo grandi aspettative da ciò che non sollecitiamo o creiamo da noi&lt;br /&gt;stessi.&lt;br /&gt;E allora cerchiamo le risorse finanziarie, culturali, creative; facciamo&lt;br /&gt;arrivare i migliori progettisti per darci una mano, ma partecipiamo&lt;br /&gt;attivamente e creiamo questo processo noi, con piccoli passi, guidando e&lt;br /&gt;sostenendo chi può da noi investire e mettersi in gioco. E che il Parco&lt;br /&gt;Geominerario storico ambientale sia capace di guidare questo processo, non&lt;br /&gt;facendosi imprenditore, ma ideatore, coordinatore, motore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il nostro territorio è per intero un museo, ma nessuno fa da guida, nessuno&lt;br /&gt;ce lo racconta o lo racconta a chi lo vive come estraneo, muto. Non è una&lt;br /&gt;guida fisica ciò che serve ma una voce che entra dentro di noi e ci svela i&lt;br /&gt;segreti di chi ha vissuto, lavorato, amato, riso, pianto in quelle case, in&lt;br /&gt;quei sentieri, in quelle gallerie.&lt;br /&gt;Nessun altro può raccontare questa storia se no noi, figli di miniera&lt;br /&gt;nonostante tutto (nonostante il distacco, il rifiuto, la cultura&lt;br /&gt;consumistica senza tempo e senza spazio). E possiamo raccontare questa&lt;br /&gt;storia solo se sentiamo "nostra" questa terra e l'amiamo e la valorizziamo,&lt;br /&gt;e la bonifichiamo e la percorriamo con tanti nostri "ospiti", turisti&lt;br /&gt;educati  e responsabili a cui offrire il racconto di vita insieme ad un&lt;br /&gt;letto e i nostri cibi e sapori migliori e passeggiate e profumi e&lt;br /&gt;affascinanti paesaggi, filtrati con i nostri occhi e con il nostro cuore.&lt;br /&gt;Nessun altro, anche con tanti soldi, può costruire il nostro domani. " Noi&lt;br /&gt;siamo importanti, siamo grandi, se la smettiamo di pensare in piccolo,&lt;br /&gt;affidando ad altri responsabilità che invece ora ci dobbiamo assumere come&lt;br /&gt;popolo" (Presidente Soru)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"La mia Sardegna è quella degli spazi infiniti, privi di tracce di&lt;br /&gt;antropizzazione, ricca di risorse altrove introvabili, e per questo&lt;br /&gt;preziose: il buio, il silenzio" (Presidente Soru - Corriere della Sera&lt;br /&gt;23/11/2003)&lt;br /&gt;E' una frase bellissima. Io ci aggiungerei:&lt;br /&gt;" La mia Sardegna è anche quella delle tracce di una antropizzazione di&lt;br /&gt;rapina, di sfruttamento, di dipendenza, tracce che sono oggi silenziose e&lt;br /&gt;buie. Che devono restare per raccontare a noi e al mondo storie di uomini e&lt;br /&gt;di donne che hanno lavorato e sofferto"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Marina Muscas&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carissimo presidente,&lt;br /&gt;Sono Teresa Piras, presidente dell'Associazione Centro Sperimentazione&lt;br /&gt;Autosviluppo, che ha promosso, tra l'altro, il progetto di ospitalità in&lt;br /&gt;famiglia "Domus Amigas".&lt;br /&gt;In merito al Bando Internazionale, vorrei esprimere riflessioni e&lt;br /&gt;considerazioni che nascono dalle scelte fatte e portate avanti in questi&lt;br /&gt;anni nei territori ex-minerari del Sulcis Iglesiente.&lt;br /&gt;Alcune sue affermazioni sono perfettamente in sintonia con i nostri progetti&lt;br /&gt;di autosviluppo:&lt;br /&gt;·        08/03 2004 - "La Terra non si vende. E' diverso se a gestire la&lt;br /&gt;nostra Terra, promuoverla, accompagnarla verso il futuro siamo noi con la&lt;br /&gt;nostra testa, con la nostra cultura, con la volontà di continuare a viverci,&lt;br /&gt;a crescere i nostri figli, piuttosto che qualcuno che arriva qui, magari con&lt;br /&gt;l'orizzonte temporale d' un fondo di investimento."&lt;br /&gt;·        23/09/2003 - "Non è dignitoso vendere la propria Terra, non è&lt;br /&gt;dignitoso aspettare sempre che qualcuno ci dica che cosa dobbiamo fare"&lt;br /&gt;·        27/03/2004 - "Noi siamo importanti, siamo grandi.dobbiamo smettere&lt;br /&gt;di credere alle bugie di chi, non sardo, pensa di insegnarci come rilanciare&lt;br /&gt;e sviluppare la nostra isola.Se un domani dovessimo fare un monumento nella&lt;br /&gt;hall dell'Università del Turismo in Sardegna, quel monumento non dovrà&lt;br /&gt;essere quello di un principe venuto da fuori che ha scoperto le nostre&lt;br /&gt;coste, ma dovrà essere Peppineddu Palimodde che ha visto i lecci, ha visto i&lt;br /&gt;sugheri, ha visto i cinghiali, ha visto quello che sapevano fare a casa sua,&lt;br /&gt;che ha capito che l'ambiente è il valore delle cose che sappiamo fare, che&lt;br /&gt;può essere preziosissimo e fonte di sviluppo per un'intera comunità".&lt;br /&gt;Il Bando Internazionale non ci sembra figlio di dichiarazioni così&lt;br /&gt;inequivocabili. La coerenza l'abbiamo ritrovata invece nella Progettazione&lt;br /&gt;Integrata come modello esemplare di democrazia partecipata e scuola di&lt;br /&gt;autosviluppo per i nostri territori.&lt;br /&gt;Occorre tempo per passare dalla millenaria cultura della dipendenza&lt;br /&gt;all'autonomia,&lt;br /&gt;per avviare processi che inducano a contare sulle proprie forze e sulle&lt;br /&gt;risorse locali, che si danno tanto per scontate da non apparire bene&lt;br /&gt;prezioso. Continuare su questa strada, incoraggiando e accompagnando la&lt;br /&gt;nascita dell'imprenditoria locale, è uno dei nodi cruciali del passaggio da&lt;br /&gt;un passato che ha visto noi sardi dipendenti e subordinati ad un futuro  in&lt;br /&gt;cui possiamo responsabilmente assumere la gestione di noi stessi e della&lt;br /&gt;nostra Terra (non in un'ottica di chiusura e orgoglio nazionalistico ma in&lt;br /&gt;quella della tutela e condivisione della nostra specificità e ricchezza&lt;br /&gt;culturale).&lt;br /&gt;Occorre cambiare la mentalità di tutti noi superando i miti della modernità&lt;br /&gt;basati sul saccheggio della terra e sulla concentrazione delle risorse nelle&lt;br /&gt;mani di pochi, miti di cui i nostri territori ex-minerari vivono oggi le&lt;br /&gt;drammatiche conseguenze.&lt;br /&gt;Le strade da percorrere sono altre: dal risanamento ambientale alla tutela&lt;br /&gt;dei beni primari (suolo, acqua e aria pura), dal benessere di pochi alla&lt;br /&gt;comunità in cui si possa star bene tutti (intendendo il benessere non in&lt;br /&gt;termini monetari ma di beni primari condivisi).&lt;br /&gt;E' questo il sogno che stiamo cercando di realizzare con il progetto di&lt;br /&gt;autosviluppo: far rivivere i nostri territori, partendo da noi, dal potere e&lt;br /&gt;dalla responsabilità di ciascuno per cercare di costruire comunità il più&lt;br /&gt;possibile autosufficienti e solidali, aperte all'incontro e alla&lt;br /&gt;condivisione.&lt;br /&gt;In questi anni abbiamo cercato di sperimentare forme di economia alternativa&lt;br /&gt;(sostegno agli agricoltori biologici, agli artigiani sostenibili, creazione&lt;br /&gt;di una rete di ospitalità in famiglia, Domus Amigas) basate su modi di&lt;br /&gt;vivere non consumistici, più sobri ed ecologici, ispirati alla semplicità,&lt;br /&gt;alla bellezza, al dono, alla convivialità, ad un rapporto aperto e solidale&lt;br /&gt;con tutti.&lt;br /&gt;Questo progetto ci ha permesso di conoscere, sostenere e collaborare con&lt;br /&gt;tante piccole realtà produttive del territorio e di riscoprire la gioia di&lt;br /&gt;progettare insieme la nostra vita e quella delle nostre comunità.&lt;br /&gt;In questa prospettiva ci stanno a cuore scelte politiche non estranee ai&lt;br /&gt;nostri contesti culturali, che permettano di preservarci dall'omologazione e&lt;br /&gt;di conservare luoghi, storie, percorsi della memoria, ricreando condizioni&lt;br /&gt;idonee alla rinascita di  tante piccole realtà locali che pesino il meno&lt;br /&gt;possibile sull'ambiente.&lt;br /&gt;Vorremmo vedere riconsegnati gli antichi edifici della miniera ai nostri&lt;br /&gt;giovani perché possano svolgere attività culturali e produttive sostenibili&lt;br /&gt;( artigianato, centri per le energie alternative, danza, teatro, luoghi di&lt;br /&gt;accoglienza per gruppi di giovani.).&lt;br /&gt;Auspichiamo pertanto non una politica di vendita-svendita di alcune delle&lt;br /&gt;più belle aree minerarie ma una politica di piccoli passi verso il&lt;br /&gt;risanamento ambientale, con la bonifica di un sito minerario alla volta, la&lt;br /&gt;programmazione pubblica della sua gestione, il coinvolgimento di soggetti&lt;br /&gt;imprenditoriali locali.&lt;br /&gt;Liberiamo dalle catene dell'immobilismo il Parco Geominerario Storico&lt;br /&gt;Ambientale che ha acceso tante speranze per la conservazione e tutela di un&lt;br /&gt;patrimonio storico, culturale e ambientale unico al mondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Iglesias 1 agosto 2006-08-01&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                          La presidente dell'associazione C:S.A.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;                                  &lt;em&gt;&lt;strong&gt;Teresa Piras&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-115519383339929803?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/115519383339929803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=115519383339929803' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115519383339929803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115519383339929803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2006/08/miniere-diamoci-una-scossa-signor.html' title='Miniere. Diamoci una scossa, signor Presidente'/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-115519281517775768</id><published>2006-08-10T08:52:00.000+02:00</published><updated>2006-08-10T08:53:35.253+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Avete letto bene. Duecentosessanta mila metri cubi di cemento si &lt;br /&gt;abbatteranno sulle miniere abbandonate del Sulcis. Questo il dato che, &lt;br /&gt;aldilà delle polemiche strumentali di un'improbabile destra ecologista, &lt;br /&gt;riassume il senso dell'operazione voluta dal governo Soru.&lt;br /&gt;Come mai chi si era distinto per una dichiarata sensibilità per tradizioni, &lt;br /&gt;identità, ambiente - che gli faceva dire: «La Sardegna, cinquant'anni fa, &lt;br /&gt;senza alberghi, valeva più di oggi» -, pare rimangiarsi tutto con un'operazione &lt;br /&gt;che sa tanto di grandi numeri e poco di turismo responsabile, affidata com'è &lt;br /&gt;ai Tronchetti Provera, ai Ligresti?&lt;br /&gt;Soru sembra rispondere così: «Con la legge "salvacoste" e le norme del Piano &lt;br /&gt;Paesaggistico, eviteremo l'edificazione selvaggia sulla costa; che male c'è &lt;br /&gt;se in zone che ne sono prive favoriamo la costruzione di alberghi di lusso e &lt;br /&gt;campi da golf? ».&lt;br /&gt;Che male ci sia cerchiamo di spiegarlo.&lt;br /&gt;Un campo da golf beve l'acqua di una cittadina di diecimila anime, e due &lt;br /&gt;tonnellate l'anno di diserbanti; se è vicino al mare provoca salinizzazione &lt;br /&gt;delle falde quindi moria di piante e animali; è spesso seguito da &lt;br /&gt;speculazioni immobiliari, senza cui si rivela economicamente deficitario.&lt;br /&gt;La costruzione ex novo, visto lo stato dei ruderi, di enormi fabbricati, &lt;br /&gt;poi, introdurrebbe, e in fase di edificazione (disboscamento, traffico di &lt;br /&gt;operai e mezzi pesanti, estrazione, movimentazione,  lavorazione inerti e &lt;br /&gt;cementi, costruzione vie di accesso, sistemi idrici, fognari, palificazioni &lt;br /&gt;elettricità e telefonia, inquinamento suolo, aria, acqua) e in fase di &lt;br /&gt;fruizione (carico antropico, scarichi, traffico veicoli, inquinamento suolo, &lt;br /&gt;aria, acqua), danni irreparabili all'ambiente.&lt;br /&gt;Di quale ambiente parliamo? Spiega il bando di vendita: "Sono le &lt;br /&gt;architetture di un'epoca passata, elegantissime, sui fianchi di alte colline &lt;br /&gt;affacciate verso il mare, a volte a ridosso delle spiagge, sovrastate dalle &lt;br /&gt;creste di una catena montuosa frastagliata, fra boschi di leccio, macchia &lt;br /&gt;mediterranea, foreste protette. Sorgono in una zona costiera, in gran parte &lt;br /&gt;intatta e scampata alla edificazione che ha interessato molti tratti della &lt;br /&gt;costa, e carica di suggestione, di bellezza e fascino."&lt;br /&gt;Luoghi incantevoli e silenziosi, icone del lavoro e dell'identità dei sardi, &lt;br /&gt;dove l'opera dell'uomo, edifici minerari di un secolo fa, il tempo ha &lt;br /&gt;sposato con rara armonia agli alberi, alle pietre, al mare sempre furente.&lt;br /&gt;Siti di Importanza Comunitaria (SIC), dove incontrare il cervo sardo e molte &lt;br /&gt;specie protette.&lt;br /&gt;Masua, col suo Pan di Zucchero. Naracauli, imponente come una reggia antica. &lt;br /&gt;Piscinas, ecosistema fragilissimo, sistema dunale unico in Europa. Tre &lt;br /&gt;esempi tra tanti.&lt;br /&gt;Impossibile descrivere: visitateli. Ma fate presto.&lt;br /&gt;E' il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Patrimonio dell'Umanità &lt;br /&gt;per  l'Unesco, che nella Carta di Cagliari fissava le linee guida per la sua &lt;br /&gt;tutela. Disattese.&lt;br /&gt;Ad aprile, la Regione ha presentato un "Bando per la cessione" di siti all'interno &lt;br /&gt;del Parco - Ingurtosu, Masua, Monte Agruxau, Naracauli, Pitzinurri - per &lt;br /&gt;farne "strutture alberghiere ricettive ... e per il golf".&lt;br /&gt;In vendita. Previa bonifica da residui di miniera a spese del contribuente.&lt;br /&gt;Con costi stimati elevatissimi, ammette la Regione. Concessione, forse, non &lt;br /&gt;vendita, minimizza.&lt;br /&gt;Bisogna vendere perché c'è da bonificare, aggiunge poi.&lt;br /&gt;Il bando dice vendita. In ogni caso, i danni non sarebbero molto diversi. E &lt;br /&gt;gli ecologisti: «Per bonificare ... servono migliaia di miliardi di vecchie &lt;br /&gt;lire» (Tiana, Legambiente); «Un impegno economico ... così gravoso da far &lt;br /&gt;supporre senza particolari difficoltà rischi di ipotesi di danno erariale» &lt;br /&gt;(Deliperi, Amici della Terra). Ovvero, il rapporto costi benefici - il &lt;br /&gt;prezzo "a base d'asta" è molto basso - sarebbe così sbilanciato da far &lt;br /&gt;ipotizzare il danno erariale.&lt;br /&gt;Perché si vende, allora?&lt;br /&gt;Posti di lavoro, si dice. Una colata di 260 mila metri cubi di cemento per &lt;br /&gt;pochi posti di lavoro -  operai, camerieri - subordinato, temporaneo, &lt;br /&gt;stagionale?&lt;br /&gt;Ovvio che le popolazioni - si chiama ricatto occupazionale - potrebbero &lt;br /&gt;essere favorevoli, ovvio lo siano i sindaci, ma dal presidente Soru ci &lt;br /&gt;aspettavamo altro.&lt;br /&gt;Dalla chimica alle servitù militari passando per il turismo, la Sardegna è &lt;br /&gt;un crogiuolo di scelte "condivise" rivelatesi devastanti.&lt;br /&gt;Allora?&lt;br /&gt;Partendo da valutazioni di carattere generale  - quel quinto di umanità che &lt;br /&gt;divora i quattro quinti delle risorse, la corsa all'accaparramento, le &lt;br /&gt;guerre conseguenti, i limiti dello "sviluppismo", il tracollo socio &lt;br /&gt;ambientale del pianeta, la necessità di decrescita; dalla consapevolezza che &lt;br /&gt;molto disagio sociale nasce dai richiami della cultura del consumo, che &lt;br /&gt;spinge allo spreco e al conseguente impoverimento, e solo in parte dalla &lt;br /&gt;relativa assenza di benessere; occorre percorrere la via dell'equità, della &lt;br /&gt;cura, non della devastazione sociale od ambientale.&lt;br /&gt;Come?&lt;br /&gt;Pensiamo che maggiore qualità della vita per le comunità verrebbe da un &lt;br /&gt;progetto che persegua il ponderato restauro di pochi stabili - poco per &lt;br /&gt;volta, qual è la fretta? - da far gestire a imprese di giovani formati e &lt;br /&gt;motivati in corsi di studio ad hoc, nel settore artistico (teatro, musica, &lt;br /&gt;danza, poesia, tra dune e rovine), agrobiologico, energie alternative, &lt;br /&gt;archeologia industriale, turismo geologico, paleontologico, escursionismo &lt;br /&gt;sportivo, naturalistico, trattamenti medici, riabilitativi, campi di studio &lt;br /&gt;e lavoro di ONG, gite scolastiche didattiche, mostre, albergo diffuso, &lt;br /&gt;ristorazione con prodotti locali, biologici, equo solidali.&lt;br /&gt;Promuovendo la magia dei luoghi, intercettando i flussi in crescita di &lt;br /&gt;viaggiatori consapevoli, in fuga dalla pesante impronta ecologica di &lt;br /&gt;villaggi vacanze e hotel di lusso.&lt;br /&gt;Con un'opera di coinvolgimento delle popolazioni, impiegate gratuitamente &lt;br /&gt;(quanti pensionati darebbero il loro apporto?) o secondo i principi della &lt;br /&gt;banca del tempo (maturando soggiorni nelle strutture?) o remunerati (quanti &lt;br /&gt;disoccupati troverebbero reddito?), che le portasse a far proprio il &lt;br /&gt;processo di bonifica socioculturale ed ambientale delle aree.&lt;br /&gt;E i soldi?&lt;br /&gt;Si sta creando un comitato, crede in queste idee, le vuole finanziare con l'azionariato &lt;br /&gt;popolare.&lt;br /&gt;Ha bisogno di stimoli e proposte da chi, sul tema, ha maturato saperi ed &lt;br /&gt;esperienze: scriveteci.&lt;br /&gt;Due gli obbiettivi immediati: portare l'amministrazione regionale a cambiare &lt;br /&gt;rotta, e dare ali al progetto.&lt;br /&gt;Domani potremmo svegliarci con 260 mila metri cubi di cemento in più e un po' &lt;br /&gt;di dignità in meno. Oppure creare un grande e bellissimo esperimento di &lt;br /&gt;economia alternativa. Noi ci crediamo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Sandro Martis&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-115519281517775768?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/115519281517775768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=115519281517775768' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115519281517775768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115519281517775768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2006/08/avete-letto-bene.html' title=''/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-115519264454832840</id><published>2006-08-10T08:47:00.000+02:00</published><updated>2006-08-10T08:50:44.856+02:00</updated><title type='text'></title><content type='html'>Lettere dell'Istituto n. 15&lt;br /&gt;                  Marcinelle: 8. agosto 1956&lt;br /&gt;                              8. agosto 2006&lt;br /&gt;I Fatti.&lt;br /&gt;A causa di un errore umano, l'otto agosto 1956 il Belgio venne &lt;br /&gt;scosso da una tragedia senza precedenti, un incendio scoppiato in &lt;br /&gt;uno dei pozzi della miniera di carbon fossile del Bois du Cazier, &lt;br /&gt;causò la morte di 262 persone di dodici diverse nazionalità, &lt;br /&gt;soprattutto italiane, 136 vittime, poi belghe, 95; fu una tragedia &lt;br /&gt;agghiacciante, i minatori rimasero senza via di scampo, soffocati &lt;br /&gt;dalle esalazioni di gas. Le operazioni di salvataggio furono &lt;br /&gt;disperate fino al 23 agosto quando uno dei soccorritori pronunciò in &lt;br /&gt;italiano: " Tutti cadaveri!".&lt;br /&gt;In quegli anni partirono per il Belgio 140.000 lavoratori, 18.000 &lt;br /&gt;donne e 29.000 bambini.&lt;br /&gt;Dal 1946 al 1956 il numero dei lavoratori, provenienti dall'Italia, &lt;br /&gt;morti nelle miniere belghe e in altri incedenti sul lavoro è di &lt;br /&gt;oltre seicento.&lt;br /&gt;        Nel 50° vi sono state iniziative e dichiarazioni da parte di &lt;br /&gt;partiti e rappresentanti delle Istituzioni.&lt;br /&gt;Tutto è stato proiettato in una dimensione asettica del disastro, di &lt;br /&gt;qui la commemorazione. C'è chi ha voluto leggere tali morti come &lt;br /&gt;momento della costruzione dell'Unione Europa, contributo del lavoro &lt;br /&gt;italiano alla comune casa europea, come il Presidente del Consiglio &lt;br /&gt;Romano Prodi.&lt;br /&gt;Il Presidente della Camera da parte sua ha fermato invece il grave &lt;br /&gt;dato che i morti sul lavoro continuano a mietere vittime, se la &lt;br /&gt;stampa proprio dell'8. agosto. 2006 riportava accanto alla &lt;br /&gt;Commemorazione di Marcinelle:&lt;br /&gt;*  Incidente anche alla Eskigel di Terni: 19 operai all'ospedale, &lt;br /&gt;intossicati dall'ammoniaca &lt;br /&gt;** Napoli, apprendista muratore di 16 anni muore in un cantiere.&lt;br /&gt;        Che vi sia un governo di centro sinistra non giustifica &lt;br /&gt;affatto la vergognosa rimozione.&lt;br /&gt;I crimini, i misfatti della borghesia italiana devono sempre essere &lt;br /&gt;ben stigmatizzati, proprio perché tali crimini indicano bene cosa &lt;br /&gt;sia " il mercato", " la centralità dell'impresa", la vera natura &lt;br /&gt;della borghesia, della società capitalistica e la logica di morte e &lt;br /&gt;disperazione del profitto.&lt;br /&gt;Le cose stanno ben diversamente dall'asettico incidente.&lt;br /&gt;I fatti indicano in maniera inappellabile un autentica: tratta degli &lt;br /&gt;schiavi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La tratta degli schiavi degli operai italiani&lt;br /&gt;        Alla fine della 2a guerra mondiale la civile Europa &lt;br /&gt;occidentale avvia un profondo processo di riconversione industriale, &lt;br /&gt;un nuovo ciclo di riproduzione allargata, basata sul modello &lt;br /&gt;statunitense del fordismo. Questo richiede una massa di nuovi &lt;br /&gt;lavoratori senza specializzazione, manovalanza. dalla ricostruzione &lt;br /&gt;e sviluppo in campo edile, al potenziamento industriale ed &lt;br /&gt;estrattivo.&lt;br /&gt;Nella divisione internazionale del lavoro, scaturita dalla 2a guerra &lt;br /&gt;mondiale, le zone povere dell'Italia sono destinate, deputate, a &lt;br /&gt;fornire tramite l'emigrazione questa massa di forza-lavoro per il &lt;br /&gt;nuovo ciclo economico dell'Europa occidentale e del nord d'Italia.&lt;br /&gt;Contadini poveri, braccianti, artigiani piccoli commercianti, &lt;br /&gt;venditori ambulanti ed il semiproletariato più in generale furono le &lt;br /&gt;classi investite dal forte flusso migratorio. Nei paesi rimasero &lt;br /&gt;solo donne vecchi e bambini: un autentico esodo biblico, uno &lt;br /&gt;sradicamento politico, sociale, culturale violento.&lt;br /&gt;Per poter emigrare in Belgio, Francia, Germania, Inghilterra, &lt;br /&gt;Svizzera e nel nord d'Italia occorrevano soldi per poter pagare il " &lt;br /&gt;viaggio della speranza". Venivano  così venduti per poche lire la &lt;br /&gt;casa, il fazzoletto di terra, arredi e strumenti di lavoro, tutto &lt;br /&gt;per raggranellare i soldi per il " viaggio della speranza" e per il &lt;br /&gt;restante ci si indebitava con prestiti usurai, fatti dagli stessi &lt;br /&gt;agrari che compravano, pagati con il salario che si sarebbe &lt;br /&gt;guadagnato con il lavoro in Francia, Germania, Svizzera, &lt;br /&gt;Inghilterra, Belgio, nord Italia.&lt;br /&gt;Costituì un'autentica rapina, una selvaggia accumulazione forzata, &lt;br /&gt;un'estensione del latifondo agrario, della rendita parassitaria; un &lt;br /&gt;violento processo di concentrazione monopolistica in cui la mafia, &lt;br /&gt;la camorra, la ndrangheta ebbero un ruolo importante e costituì per &lt;br /&gt;loro un autentica miniera di affari. erano essi che costituivano la &lt;br /&gt;rete organizzativa di questi " viaggi della speranza" ed erano essi &lt;br /&gt;la vera agenzia di lavoro.&lt;br /&gt;Un periodo di inaudita violenza, di sanguinaria arroganza a cui &lt;br /&gt;queste masse di lavoratori furono sottoposte per il nuovo ordine &lt;br /&gt;internazionale del capitalismo monopolistico, per la nuova divisione &lt;br /&gt;internazionale del lavoro del campo imperialista, uscito dalla 2a &lt;br /&gt;guerra mondiale.&lt;br /&gt;E mafia, camorra, ndrangheta costituirono i referenti per le varie &lt;br /&gt;Direzioni del Personale delle grandi fabbriche del nord d'Italia, &lt;br /&gt;masse di lavoro in affitto, che dovevano parte del salario al &lt;br /&gt;caporalato mafioso trapiantatosi al nord con i suoi referenti nelle &lt;br /&gt;Direzione del Personale delle fabbriche e che costituiva massa di &lt;br /&gt;manovra, controllata da forze reazionarie, per sindacati gialli &lt;br /&gt;aziendali, anch'essi ben accreditati presso le Direzioni delle &lt;br /&gt;fabbriche, nella lotta della borghesia contro il movimento dei &lt;br /&gt;lavoratori, il movimento sindacale, il PCI e la CGIL.&lt;br /&gt;Il governo centrale e periferico, le autorità centrali e periferiche &lt;br /&gt;dello Stato ben sapevano di tali violenze, coprivano per garantirsi &lt;br /&gt;sacche di voti di scambio, masse di manovre a comizi e codazzi &lt;br /&gt;elettorali dei vari deputati e senatori e ministri e Presidenti di &lt;br /&gt;turno e tutto sotto l'italica bandiera degli italici interessi, &lt;br /&gt;dell'italico sviluppo.&lt;br /&gt;    Si costruisce qui una nuova alleanza tra mafia, camorra e &lt;br /&gt;ndrangheta e borghesia monopolistica, che costituirà un pezzo &lt;br /&gt;importante del blocco sociale che governerà il Paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;        Ma . sorte ben peggiore toccherà a chi emigrerà fuori dal &lt;br /&gt;Paese.&lt;br /&gt;    I passaporti di questi lavoratori saranno di tipo particolare, &lt;br /&gt;di un particolare colore, in grado di ben distinguerli. Si disse per &lt;br /&gt;distinguere la massa dei cittadini che si recavano all'estero.&lt;br /&gt;Saranno i passaporti rossi.&lt;br /&gt;La borghesia italiana, lo stato italiano, i governi democristiani e &lt;br /&gt;suoi alleati di turno: repubblicani, liberali, socialisti e &lt;br /&gt;socialdemocratici, monarchici e missini vendettero letteralmente &lt;br /&gt;questi lavoratori ai padroni europei di Francia, Germania, &lt;br /&gt;Inghilterra, Svizzera, Belgio, ecc.&lt;br /&gt;Per ogni passaporto rosso la borghesia italiana riceveva &lt;br /&gt;gratuitamente ogni anno una quota di materie prime o merci, quota &lt;br /&gt;precedentemente stabilita; cosicché le varie borghesie europee oltre &lt;br /&gt;al profitto, al sovrapprofitto, doveva estorcere dal lavoro di &lt;br /&gt;questi italiani, questa autentica carne da cannone, un surplus che &lt;br /&gt;ripagasse il costo delle materie prime e merci varie che dovevano &lt;br /&gt;versare alla borghesia italiana.&lt;br /&gt;Ovviamente l'Italia, lo Stato italiano, il governo democristiano &lt;br /&gt;italiani, e quindi gli stessi consolati e le stesse ambasciate, &lt;br /&gt;dovevano tacere sulle disumane condizioni di vita e di lavoro, le &lt;br /&gt;condizioni quasi schiavili in cui venivano tenuti i lavoratori &lt;br /&gt;italiani.&lt;br /&gt;Un'autentica tratta degli schiavi.&lt;br /&gt;Incaprettati venivano consegnati ai fratelli macellai d'Europa.&lt;br /&gt;Questi lavoratori vivevano in baracche, ammassati in 5-7 e più &lt;br /&gt;persone e dove la propaganda razzista contro i meridionali &lt;br /&gt;costituivano la foglia ideologica per prezzi esorbitanti d'affitto, &lt;br /&gt;l'esclusione da locali, servizi, per la ghettizzazione, la foglia &lt;br /&gt;ideologica per esercitare, e giustificare, una repressione feroce in &lt;br /&gt;violazione di tutti i diritti umani, di privacy, di diritti &lt;br /&gt;personali, per aumentare il ricatto ed asservire i lavoratori &lt;br /&gt;italiani ancora di più. Ed a tutto questo ben serviva la propaganda &lt;br /&gt;ideologica razzista contro i lavoratori italiani ed ovviamente essa &lt;br /&gt;era ben più prospera ed attiva nelle località di maggiore &lt;br /&gt;concentrazione di lavoratori immigrati.&lt;br /&gt;Molti moriranno di fame, di stenti, di malattie professionale e non.&lt;br /&gt;Le condizioni igieniche, le condizioni alimentari erano pessime &lt;br /&gt;mentre pesante era il lavoro, che richiedeva un apporto &lt;br /&gt;nutrizionale, calorico e proteico, maggiore. Ma tutto doveva essere &lt;br /&gt;risparmiato e di tutto si privavano i soldi dovevano inviarli al &lt;br /&gt;paese alle mogli, ai figli , ai genitori, che si erano di tutto &lt;br /&gt;privati per raccogliere i soldi per " il viaggio della speranza". &lt;br /&gt;Bisognava pagare il prestito usuraio contratto con gli agrari che &lt;br /&gt;avevano rastrellato prima tutti gli averi per pochi centesimi ed &lt;br /&gt;avevano provveduto ad integrare quanto mancava con prestiti usurai: &lt;br /&gt;terra, beni diversi rastrellati anche dalla Chiesa tramite loro &lt;br /&gt;società immobiliari, finanziarie, terra e beni che andavano a &lt;br /&gt;rafforzare il latifondo vaticano, la rendita parassitaria agraria ed &lt;br /&gt;immobiliare vaticana. Non c'era famiglia da tutelare qui, non c'era &lt;br /&gt;la vita da salvaguardare: c'erano i prestiti usurai da esigere e &lt;br /&gt;terre e beni e sfratti e vendite fallimentari da tutelare, c'era la &lt;br /&gt;vita del capitale finanziario parassitario vaticano da salvaguardare.&lt;br /&gt;E  con questa rimessa degli emigrati il bilancio dello Stato &lt;br /&gt;italiano andrà in pareggio negli anni 1960-65, unica volta in tutta &lt;br /&gt;la storia dell'italico bilancio, pareggio che consentirà un surplus &lt;br /&gt;per l'accumulazione allargata e che costituirà la base reale, &lt;br /&gt;concreta, materiale del " boom economico" : " boom economico" &lt;br /&gt;prodotto dalle sofferenze, le sopraffazioni, le violenze subite dai &lt;br /&gt;lavoratori italiani.&lt;br /&gt;        Ferma e decisa  sarà l'opposizione. la denuncia e la lotta &lt;br /&gt;dei comunisti, primo fra tutti Giorgio Amendola, Li Causi, ma lo &lt;br /&gt;stesso Reichilin e tanti altri, eccellenti meridionalisti, &lt;br /&gt;opposizione segnata da morti ed attentati da parte di mafia, &lt;br /&gt;camorra, ndrangheta e forze reazionarie, segnata da una scia di &lt;br /&gt;sangue, violenza sopraffazione, angherie, arroganze, " cammurria", &lt;br /&gt;in cui tra gli altri cadde l'Onorevole del P.C.I. Pio La Torre.&lt;br /&gt;    In chiusura, Bisogna dire del severo monito del Presidente della &lt;br /&gt;Camera, che commentando i fatti di Marcinelle ha fatto rilevare come &lt;br /&gt;tali morti continuano a segnare il Paese, non ultimi proprio gli &lt;br /&gt;incidenti sul lavoro, di cui uno mortale, proprio segnalati dalla &lt;br /&gt;stampa lo stesso 8. agosto. 2006 ove un operaio di appena 16 anni &lt;br /&gt;moriva a Napoli e 16 operai di Terni venivano ricoverati per gravi &lt;br /&gt;intossicazioni.&lt;br /&gt;Monito severo e di alto profilo, se inquadrato nel momento in cui &lt;br /&gt;tale affermazione è stata fatta dal Presidente della Camera, che ha &lt;br /&gt;voluto caratterizzare il suo insediamento richiamandosi ai &lt;br /&gt;lavoratori ed al movimento operaio italiano. Il richiamo del &lt;br /&gt;Presidente della Camera avviene all'indomani dell'approvazione da &lt;br /&gt;parte del Parlamento dell'Indulto, ove per la prima volta sono &lt;br /&gt;inclusi i reati inerenti la sicurezza sul lavoro.&lt;br /&gt;" Il disegno di legge n. 525 sull'indulto, riduce di tre anni le &lt;br /&gt;pene irrogate per procedimenti penali già conclusi o ancora in corso &lt;br /&gt;per reati commessi entro il 2 maggio 2006.&lt;br /&gt;Nel campo del lavoro il colpo di spugna sarà pressoché totale e non &lt;br /&gt;soltanto per gli illeciti attinenti alla sicurezza del lavoro, le &lt;br /&gt;cui pene non sono mai molto alte, ma anche per odiosi illeciti di &lt;br /&gt;carattere economico quali il doloso impossessamento di trattenute &lt;br /&gt;previdenziali e fiscali operate sulla busta paga e i comportamenti &lt;br /&gt;truffaldini all'ordine del giorno nella fascia del lavoro nero o &lt;br /&gt;grigio. Si pensi in proposito alla diffusa prassi vigente nel mondo &lt;br /&gt;delle imprese medio piccole e marginali di obbligare il lavoratore &lt;br /&gt;alla restituzione di parte della retribuzione percepita o di &lt;br /&gt;costringere, con il ricatto occupazionale, a dare quietanza per &lt;br /&gt;importi superiori a quelli effettivamente ricevuti.&lt;br /&gt;Il venir meno del timore di sanzioni penali concrete comporterà, &lt;br /&gt;come è ovvio (e già se ne è fatta l'esperienza in molte controversie &lt;br /&gt;in tema di omicidi "bianchi" per amianto), un irrigidimento o un &lt;br /&gt;rifiuto dei responsabili nel risarcire le vittime degli illeciti o &lt;br /&gt;dei loro eredi. Da questo punto di vista l'obiezione, pur &lt;br /&gt;tecnicamente fondata, che un indulto fa venir meno la pena, ma non &lt;br /&gt;il reato e dunque lascia aperta la strada al risarcimento del danno &lt;br /&gt;dell'illecito sul piano civile, non tiene conto delle effettive &lt;br /&gt;dinamiche della controversia. Infatti la sanzione penale e non &lt;br /&gt;quella civile, soggetta a tempi lunghissimi, è quella che &lt;br /&gt;maggiormente pone le basi per un'effettiva disponibilità del reo a &lt;br /&gt;pervenire a soluzioni risarcitorie.&lt;br /&gt;Ricordiamo che in occasione di precedenti provvedimenti di clemenza &lt;br /&gt;si sono esclusi i reati riguardanti specificamente il cosiddetto &lt;br /&gt;diritto penale del lavoro, proprio in considerazione della valenza &lt;br /&gt;prevenzionistica e non solo repressiva della punibilità penale di &lt;br /&gt;atti illeciti commessi in danno dei lavoratori e dunque di &lt;br /&gt;particolare rilievo sociale. &lt;br /&gt;In conclusione gli esempi che si potrebbero fare sono numerosi. &lt;br /&gt;Oltre la violazione del d.lgs. n. 626/1994 in materia di sicurezza &lt;br /&gt;del lavoro (in particolare artt. 89 e ss.), si può citare ancora il &lt;br /&gt;mancato adempimento all'obbligo del giudice in caso di condotta &lt;br /&gt;antisindacale (art. 650 c.p.); Somministrazione fraudolenta; &lt;br /&gt;Caporalato illecito; Truffa per erogazioni pubbliche disciplinate &lt;br /&gt;dall'art. 640 bis c.p.; Art. 38 dello Statuto dei lavoratori in &lt;br /&gt;materia di accertamenti sanitari illeciti; Controlli illeciti della &lt;br /&gt;guardiania dell'azienda; Discriminazione nelle assunzioni per &lt;br /&gt;appartenenza sindacale."&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;ISTITUTO DI STUDI COMUNISTI&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;KARL MARX  FRIEDRICH ENGELS&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;mercoledì 9 agosto 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-115519264454832840?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/115519264454832840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=115519264454832840' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115519264454832840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115519264454832840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://pigiotto.blogspot.com/2006/08/lettere-dellistituto-n.html' title=''/><author><name>pg8</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04630209083820872516</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-16346825.post-115437637359204635</id><published>2006-07-31T22:03:00.000+02:00</published><updated>2006-07-31T22:06:14.156+02:00</updated><title type='text'>CONSULTA STATUTARIA:E’ L’ORA DEL CORAGGIO E DELL’AMBIZIONE</title><content type='html'>&lt;em&gt;PROVINCIA DI CAGLIARI&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;PROVINCIA DE CASTEDDU&lt;/em&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;em&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;                                    &lt;br /&gt;&lt;strong&gt;CONSULTA STATUTARIA:&lt;br /&gt; E’ L’ORA DEL CORAGGIO E DELL’AMBIZIONE&lt;/strong&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La decisione del Consiglio dei ministri di ricorrere contro la legge regionale sulla Consulta statutaria è sbagliata nei tempi, nel metodo ed anche anacronistica nella sostanza”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così il presidente della Provincia di Cagliari, &lt;strong&gt;Graziano Milia&lt;/strong&gt;, che aggiunge: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;”Forse il Governo confonde il concetto di Stato con quello di Nazione e forse ha dimenticato i contenuti della riforma del titolo V della Costituzione. Il  concetto di sovranità richiamato nella legge regionale, nell’ambito di una unità statale che nessuno ha mai messo in discussione, nulla è di più che la naturale evoluzione di quella autonomia speciale di cui fino ad oggi ha goduto l’Isola”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“In tal senso e in quanto tale – dice Milia – la sovranità è un concetto astratto, che è stato richiamato dal legislatore sardo per introdurre forme più avanzate di autonomia, in linea coi tempi e con la riforma della Costituzione. Quindi una semplice cornice di riferimento, che dovrà essere riempita di contenuti con la determinazione dei poteri che si vogliono esercitare e di come si vogliono esercitare”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il presidente Milia, “questa è l’ora del coraggio e dell’ambizione, occorre superare l’approccio burocratico frapposto dal Governo e attivare al più presto la Consulta per arrivare rapidamente a definire i contenuti del nuovo Statuto sardo. In tal senso ha ragione il presidente del Consiglio Regionale Spissu, bisogna comunque andare avanti, entrare nel merito e definire i contenuti del nuovo Statuto, poi  si potrà obiettare sull’eventuale  superamento  di quei limiti di sovranità su cui la Corte costituzionale si è più volte espressa, peraltro sostenendo che non esiste un’unica sede istituzionale dove tale sovranità possa esaurirsi”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Peraltro - conclude Milia -  vorrei fare notare che se il concetto di sovranità può essere ricondotto a quello di nazione, uno degli elementi costitutivi è senz’altro la lingua e in tal senso, con la legge 482/99, il Parlamento ha riconosciuto la lingua sarda come espressione del popolo sardo”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cagliari, 31.07.2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/16346825-115437637359204635?l=pigiotto.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://pigiotto.blogspot.com/feeds/115437637359204635/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=16346825&amp;postID=115437637359204635' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/16346825/posts/default/115437637359204635'/><link rel='se
